Fotografare la natura

A cura di: Davide Denti

L’opera d’arte più bella che si possa trovare è indubbiamente la natura che ci circonda...

Sono un ventiduenne ragazzo di Verbania, studente di scienze internazionali, appassionato sin da piccolo di fotografia, specialmente naturalistica. Ricordo ancora quando nei prati pieni di fiori, con la mia Nikon COOLPIX, cercavo di cogliere i più svariati colori, oppure tentavo, spesso invano, di immortalare qualche insetto. Il Verbano mi ha aiutato ad appassionarmi sempre di più alla fotografia naturalistica, fornendomi montagne alte e innevate, colline piene di magnifici boschi, fiumi in quantità e un lago meraviglioso che riesce sempre a offrire scenari differenti.

Questa passione non mi ha mai abbandonato. Ho cercato di migliorare sempre di più le tecniche fotografiche e le attrezzature. Passando poi a una Nikon P90 e viaggiando di più, ho potuto incontrare posti nuovi e scoprire nuovi aspetti della natura fino a ora sconosciuti.

Secondo me infatti, l’opera d’arte più bella che si possa trovare è indubbiamente la natura che ci circonda. Proprio questo splendido contorno è ciò che riesce ad appassionarmi ed emozionarmi. Ogni giorno si riesce a trovare qualcosa che colpisca. Le luci e i colori sono quotidianamente diversi, affascinanti e irripetibili. Forse proprio questa

 

irripetibilità mi porta a guardare con occhio attento i paesaggi che mi si presentano.
La tenue mattutina, il caldo abbraccio del tramonto e il cambio dei colori, portato dal variare delle stagioni, sono tutti elementi che rendono la natura tanto mutevole quanto affascinante.

L’ultimo, per ora, salto di qualità è avvenuto con l’arrivo di una magnifica Nikon D90, munita di AF-S Nikkon 18-105mm f/3.5-5.6G ED VR, per poi completarsi con un AF-S Nikkor 55-300mm f/4.5-5.6G ED VR.

Con la D90 e i due obbiettivi Nikkor, ho tra le mani lo strumento più adatto a cogliere ogni panorama che mi si presenti, come è avvenuto a fine 2013 con il fiume innevato mentre ero con amici in vacanza in montagna, oppure con i magici panorami del Kenya o del Verbano.

Fotografando la natura, cerco di cogliere ogni dettaglio e ogni aspetto di essa, provando a immortalarne l’immensa bellezza. La passione nella ricerca di posti da scoprire, di bellezze da vedere, mi spinge spesso a prendere la mia Nikon D90, la mia attrezzatura e a salire in macchina.

Vago per ore in tutte le zone del Verbano-Cusio-Ossola, alla ricerca di uno spiazzo che mi permetta di vedere un panorama affascinante, un bosco dai colori mozzafiato, un particolare che mi rapisca o anche solo certi attimi della quotidianità che se catturati nel modo giusto, rendono speciale anche il particolare più semplice.

Ricerco sempre luoghi che catturino la mia attenzione, sia a livello di città che di natura, cercando di non essere mai banale ma provando a cogliere l’essenza che è infusa in determinati posti.

Mi piace realizzare panorami al tramonto, resi ancor più belli dai colori caldi, luoghi molto colorati oppure totalmente in bianco e nero, come ad esempio il fiume con la neve. Cerco di catturare piccoli dettagli caratteristici, come le castagne o i funghi, gli occhi di un animale o i colori dei tessuti.

Immortalo anche paesaggi con tempi di scatto più lunghi, per rendere l’acqua come fosse seta e le luci ancor più vive, cercando quasi di creare una storia più lunga possibile, racchiusa in un attimo.

Nell’ultimo periodo mi sono concentrato anche sulla tecnica dell’HDR (High Dynamin Range) ossia il montaggio in post-produzione di più scatti realizzati con la stessa inquadratura ma con esposizioni differenti.

Questa tecnica mi ha permesso di cogliere al meglio colori e dettagli degli scatti come, per esempio, nelle cupole della Chiesa del Santissimo Nome di Maria al Foro Traiano.
Per me fotografare è pace e riflessione.

Non cerco mai scatti per il solo fine di avere successo

 

o perché piacciano a qualcun altro. Una fotografia prima di tutto è per me stesso.
Mi fa sentire bene, libero da ogni pensiero.
C’è chi si dedica allo yoga o alla meditazione per essere in pace con sé stesso.

Io, fotografando, svuoto la mente e allo stesso tempo raccolgo i pensieri che vanno oltre gli scatti.
Fotografare mi aiuta a riordinare i pensieri, le situazioni e i momenti, vedendoli magari specchiati in una foto.

Cerco nei miei scatti quello che per me è il carpe diem, ovvero la trasformazione dell'atto banale che compie la natura - la pioggia che cade, le onde del lago, il sole che tramonta -, in qualcosa da immortale e quasi trascendente.

Pensato, cercato e mai scontato. Nel risvolto cittadino, invece, di questo prendere gli attimi al momento giusto, ho cercato di rapportare le persone al loro contesto, ricercando o la mera ambientazione, o il soggetto calato in essa, con un effetto gratificante per me e, spero, anche per le persone che inconsapevolmente diventano protagoniste di una breve storia, lunga uno scatto, che non sanno di aver scritto.


 

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