Italia 2

Un'espressione geografica

Il 2 agosto 1847 lo statista austriaco Klemens Von Metternich scrisse, in una nota inviata al conte Dietrichstein, la famosa e controversa frase «L'Italia è un'espressione geografica». Tale frase venne ripresa l'anno successivo dal quotidiano napoletano Il Nazionale, riportandola però in senso dispregiativo: "L'Italia non è che un'espressione geografica"; nel pieno dei Moti del ‘48, i liberali italiani si appropriarono polemicamente di quest'ultima interpretazione utilizzandola, in chiave patriottica per risvegliare il sentimento anti-austriaco negli italiani. Gli storici sono abbastanza concordi nel riconoscere nell'affermazione di Metternich la constatazione di uno stato di fatto, piuttosto che una connotazione negativa: dal punto di vista politico, infatti, lo statista austriaco notava come l'Italia fosse "composta da Stati sovrani, reciprocamente indipendenti".

Partendo dalla definizione espressione geografica, e in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta la mostra Un'Espressione GeograficaUnità e Identità dell'Italia attraverso l'Arte Contemporanea (Torino, dal 19 maggio al 27 novembre). Un'Italia contemporanea vista ed esplorata con gli occhi di chi vive altrove, attraverso le opere di venti artisti provenienti da diverse nazioni europee, ciascuno dei quali ha prodotto il proprio contributo dopo un viaggio in una delle venti regioni italiane. Un grande diario di viaggio, le storie, le esperienze, le sensazioni raccolte in ciascuna regione. «Un progetto non auto celebrativo, ma che invita gli altri, i venti artisti non italiani, ad esplorare la nostra terra, regione dopo regione, per poi creare un affresco assolutamente diverso da quello che noi potremmo anche banalmente immaginarci», sottolinea il curatore Francesco Bonami. Che, di seguito, racconta lo sguardo «esterno che attraversa un confine immaginario ed entra in realtà specifiche, locali, particolari e uniche» dei venti artisti che hanno viaggiato ciascuno in una regione diversa.

© Roman Ondak
© Roman Ondak, Calabria, cartolina

«Ibon Aranberri è arrivato in Lombardia scoprendo le incisioni rupestri della Val Camonica. Incisioni di cui si è perso il significato ma le cui forme sono state riattivate in età contemporanea usandole in contesti commerciali o rappresentativi (come la rosa camuna della regione Lombardia, disegnata tra gli altri da Bruno Munari). Johanna Billing in Lazio ha costruito una testimonianza del suo viaggio di ricerca e dell'Italia che ha incontrato, chiedendo ad un gruppo di bambini di ripercorrere i luoghi da lei visitati interagendo con il paesaggio, la sua storia e le dinamiche in atto nella società italiana del presente. Ulla von Brandenburg in Sardegna ha scoperto la danza dei Mamuthones e degli Issohadores e le maschere del carnevale di Mamoiada, che rappresentano un inno alla procreazione e la celebrazione della vittoria dei sardi sugli invasori saraceni.

© Ferhat Ozgur
© Ferhat Ozgur, Molise, 2010

Sunah Choi in Valle d'Aosta ha riletto il territorio valdostano attraverso particolari microscopici che spesso passano inosservati ma che per l'artista rivelano invece un modo di vivere e di pensare l'organizzazione della società. Isabelle Cornaro dalla Puglia ha raccolto i calchi di particolari decorativi posti sulle facciate di una chiesa barocca. Gintaras Didziapetris in Toscana si è soffermato sulle diverse forme di alcune città toscane come Livorno o Firenze che diventano il pretesto per rileggere la realtà attraverso un diverso punto di vista. Gabriel Kuri in Campania ha studiato il caos e la necessità di controllarlo, prendendo come spunto un orto botanico che rimanda alla volontà di controllare la natura e darle un ordine scientifico. Hilary Lloyd in Liguria ha compiuto un viaggio alla scoperta della sensualità di una regione. Victor Man ha tradotto in tre lastre massicce in pietra di Luserna l'atmosfera mistica delle chiese gotiche del Piemonte. Hugo Markl in Friuli Venezia Giulia ha raccontato la regione attraverso elementi scultorei che si rifanno alla cultura pop e al design italiano e celebrano l'Unità d'Italia riproducendo le fluttuazioni dei prodotti della Borsa di Trieste nel marzo del 1861.

© Ruti Sela & Maayan Amir
© Ruti Sela & Maayan Amir, Umbria, 2010

Nathaniel Mellors in Veneto ha trovato uno spunto di riflessione sulle dinamiche sociali del luogo partendo da Villa Pisani, dove fu girato il film "Porcile" di Pasolini. Roman Ondak dalla Calabria ha portato 7 cartoline, una per ogni giorno del viaggio, riflettendo sulla relazione tra mass media, turismo e quotidianità. Taiyo Onorato e Nico Krebs in Basilicata hanno ritratto architetture non finite abbandonate nel territorio lucano per riflettere sul potenziale ancora esistente della regione. Ferhat Ozgur del Molise ha restituito ciò che più lo ha colpito nel corso del viaggio, ovvero la convivenza fra religione, folklore e artigianato. Tobias Putrih del Trentino Alto-Adige ha ripreso gli spioventi in paglia dei tetti delle case altoatesine. Katerina Seda in Sicilia ha invitato gli abitanti che vivono intorno alla costa a riflettere sulla propria condizione di isolani. Il progetto verrà poi utilizzato per lavorare con una comunità di persone nella Repubblica Ceca, le quali vivono nella condizione di isolani non tanto per la conformazione del territorio quanto per i mutamenti portati dalla globalizzazione. Ruti Sela e Maayan Amir in Umbria hanno chiesto ospitalità ai sindaci di città e paesi umbri. Indagando la vita privata di queste figure pubbliche, le artiste riflettono sul concetto di ospitalità e di relazione con gli stranieri all'interno di un territorio. Markus Schinwald delle Marche ha riproposto il gradino della Santa Casa di Loreto in scala 1:1. Pellegrini da tutto il mondo sono venuti nelle Marche portandovi i loro usi e costumi e portandosi via elementi del gradino, scavato nei secoli dalle ginocchia dei pellegrini che vi camminavano a carponi. Michael Stevenson e Cornelia Schmidt-Bleek dall'Abruzzo hanno portato una corda in paglia di segale costruita a mano dai due artisti. La corda simboleggia la relazione tra uomo e animale, e al contempo richiama la capacità degli animali di predirre catastrofi naturali fra cui i terremoti. Andro Wekua dall'Emilia-Romagna è tornato con un podio, decorato con piastrelle ondulate dai colori delle ceramiche faentine, proponendo una riflessione sulla relazione fra artigianato, storia e monumentalità».

© Nathaniel Mellors
© Nathaniel Mellors, Ourhouse – The Nest, 2011, HD video loop, Courtesy the artist & NOMAD Gallery

 

Artisti:
ABRUZZO: Michael Stevenson e Cornelia Schmidt-Bleek (Nuova Zelanda, 1964; USA, 1964; vivono e lavorano a Berlino). BASILICATA: Taiyo Onorato & Nico Krebs (collettivo formatosi in
Svizzera nel 2003; vivono e lavorano a Berlino). CALABRIA: Roman Ondak (Slovacchia, 1966; vive e lavora a Bratislava). CAMPANIA: Gabriel Kuri (Messico, 1970; vive e lavora a Bruxelles). EMILIA ROMAGNA: Andro Wekua (Georgia, 1977; vive e lavora a Berlino). FRIULI VENEZIA GIULIA: Hugo Markl (Pasadena, California, 1964; vive e lavora a New York). LAZIO: Johanna Billing (Svezia, 1973; vive e lavora a Stoccolma). LIGURIA: Hilary Lloyd (Regno Unito, 1964; vive e lavora a Londra). LOMBARDIA: Ibon Aranberri (Spagna, 1969; vive e lavora a Bilbao). MARCHE: Markus Schinwald (Austria, 1973; vive e lavora a Vienna). MOLISE: Ferhat Ozgur (Turchia, 1965; vive e lavora ad Istanbul). PIEMONTE: Victor Man (Romania, 1974; vive e lavora a Cluj). PUGLIA: Isabelle Cornaro (Francia, 1974; vive e lavora a Parigi). SARDEGNA: Ulla von Brandenburg (Germania, 1974; vive e lavora a Parigi). SICILIA: Katerina Seda (Repubblica Ceca, 1977; vive e lavora a Praga e Brno). TOSCANA: Gintaras Didziapetris (Lituania, 1985; vive e lavora a Vilnius). TRENTINO ALTO ADIGE: Tobias Putrih (Slovenia, 1972; vive e lavora a Boston). UMBRIA: Ruti Sela & Maayan Amir (Ruti Sela: Israele, 1974; vive e lavora a Tel Aviv \ Mayaan Amir: Israele, 1978; vive e lavora a Tel Aviv). VALLE D'AOSTA: Sunah Choi (Corea del Sud, 1968; vive e lavora a Berlino). VENETO: Nathaniel Mellors (Regno Unito, 1974; vive e lavora ad Amsterdam).

© Taiyo Onorato & Nico Krebs
© Taiyo Onorato & Nico Krebs, Appoggio, 2011

 

                     
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