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Del sapere attendere, in Mongolia e Sudafrica
Davide Pianezze

Trovo sempre una certa difficoltà a rispondere alla consueta domanda: - Come mai hai scelto quella destinazione per questo progetto? La prima volta che mi venne posta, fu in occasione della presentazione del mio primo libro fotografico "Chile Panamericana 5". Mi sarei aspettato domande del tipo: "In che modo ti sei mosso all'interno del Paese?", "Come hai scelto l'itinerario?" o "Quante foto hai scattato?". Di fronte invece alla più classica delle domande, rimasi piuttosto disorientato. Fui evasivo e, dagli sguardi dei presenti, intuii che avevo deluso il mio pubblico. Dissi che l'idea di esplorare il Cile era nata dall'assenza di libri fotografici in lingua italiana relativi a quella esile striscia di territorio del mondo. La mia risposta si rivelò probabilmente sostenuta da una valenza commerciale, poco romantica, e di fatto non rispecchiava il mio pensiero.

© Davide Pianezze
© Davide Pianezze
Nella remota regione di Bayan Ölgii (Mongolia), i pastori di origine Kazaka hanno
mantenuta vive le loro tradizioni, tra cui la caccia con le aquile che si svolge nei mesi invernali,
quando sulla neve sono visibili le tracce delle prede

In verità penso, senza eccezione, ad ogni angolo del mondo con lo stesso interesse. Ogni possibile progetto o proposta, risulta per me una sorta di occasione irrinunciabile per partire. La fotografia è stata per me la naturale conseguenza di questa mia irrequieta smania di scoprire, conoscere e viaggiare. Da quando ho iniziato ad affrontare in modo professionale quella che inizialmente era solo una passione, ho cambiato radicalmente il mio modo di confrontarmi con tutto ciò che mi circonda. Viaggiare al fine di realizzare un libro fotografico o anche solamente, un breve reportage, significa entrare in un'altra dimensione dove guardare diventa osservare e sentire diventa ascoltare. La curiosità, l'istinto, e il saper attendere si pongono alla base della buona riuscita di un progetto.

© Davide Pianezze
© Davide Pianezze
Om Mani Padme Hum è il mantra più recitato dai buddisti lamaisti.
'Concedimi l'ispirazione per ottenere l'unione di metodo e saggezza' è uno
tra i significati attribuitigli. La continua ripetizione porta al raggiungimento
della pace e al termine delle sofferenze

Allo stesso modo viene ad assumere un ruolo non meno rilevante, la fase di documentazione e raccolta di informazioni effettuata prima della partenza. Frequentemente cerco indicazioni tra le righe dei libri di autori originari dei luoghi che visiterò, dati sicuramente più genuini di quanto i vari siti internet possano offrire. Questo tipo di ricerca preventiva diventa per me uno stimolo ulteriore e sento che mi dispone positivamente rispetto al  modo di pensare, organizzarmi e muovermi sul posto. Tutto ciò alimenta il mio desiderio di conoscere e la voglia di catturare quelle immagini che, a differenza della parole scritte, dovranno "raccontare l' istante" attraverso emozioni immediate.

© Davide Pianezze
© Davide Pianezze
I fiumi della Mongolia, geologicamente giovani, attraversano la steppa seguendo
contorti serpeggiamenti. Generalmente poco profondi, permettono ai pastori
di attraversarli a cavallo nei loro periodici spostamenti

Gli ultimi due progetti sviluppati (uno dei quali ancora in fase di completamento) sono relativi a due aree geografiche che apparentemente hanno poco in comune tra loro. Da una parte la Mongolia con i suoi orizzonti e spazi sconfinati e, dall'altra, le regioni che delimitano il sud dell'Africa, inesauribile tesoro per la caccia fotografica. Nel paese di Gengis Khan sono stato affascinato dagli aspetti culturali, antropologici e religiosi in uno dei pochi luoghi al mondo dove, nonostante le immense dimensioni e la bassissima densità abitativa, non si fatica a trovare quella genuina originalità che tanto affascina il mondo occidentale. Il lavoro si è poi concretizzato con la pubblicazione di "Mongolia" (dicembre 2008), edito da Editrice Velar.

© Davide Pianezze
© Davide Pianezze
È forse l'arrivo dei predatori, che col calare del sole iniziano a muoversi furtivamente nella savana,
a far fuggire d'improvviso questo branco di gnu

In Sudafrica, Botswana, Namibia e Zimbabwe ho invece rispolverato il fedele 500 mm, alla ricerca della poco timida (rispetto ai nostri standard europei di avvistamenti) fauna locale. Ho cercato di lavorare principalmente con luci basse, sfruttando i caldi riflessi del cielo africano che non si concedono per più di dieci /quindici minuti, prima dell'alba e dopo il tramonto. In questo caso, la fortuna e la pazienza sono stati fondamentali per consentirmi di ritrovarmi nel posto giusto al momento giusto. L'intenzione era di ottenere immagini dinamiche, "pennellate dai colori" dei soggetti e dell'ambiente, per creare una sorta di "surrealismo della savana". Non ho naturalmente tralasciato i ritratti più classici, preferendoli in alcuni casi in bianco e nero in quanto ritengo che lascino maggiore spazio di interpretazione a chi li osserva. La monocromia, alla stessa stregua delle "pennellate dei colori", per l'occhio umano in natura non esiste.

© Davide Pianezze
© Davide Pianezze
Battuta di caccia dei boscimani al confine con il deserto del Kalahari

Analizzando infine le evidenti differenze di carattere ambientale e dei soggetti incontrati in Mongolia prima e nelle regioni meridionali dell'Africa poi, mi sono ulteriormente convinto di un aspetto che voglio offrire come spunto di riflessione: è infinitamente più importante saper attendere e riconoscere una situazione fotograficamente rilevante, piuttosto che tentare di rincorrerla affannosamente. Sovente, la conseguenza del secondo atteggiamento è di vedersela sfuggire davanti agli occhi.

© Davide Pianezze
© Davide Pianezze
'Mandela Park': coloratissima baraccopoli nei pressi di Cape Town


Chi è

Davide Pianezze, nato a Torino nel 1969, ha trascorso i primi quindici anni della sua vita professionale al fianco dei più noti Car Designer provenienti da tutto il mondo, sviluppando capacità fondamentali in ambito fotografico relative a riflessi, linee ed equilibrio delle forme.
Dal 2000 ha deciso di dedicarsi a tempo pieno al fotodocumentarismo. Da allora ha portato a termine progetti fotografici sviluppati in Ecuador, Cile, Mongolia, Sudafrica, Namibia, Botswana e Norvegia, pubblicando servizi su riviste specializzate in campo turistico. Ha esposto le sue immagini presso istituzioni pubbliche e ha pubblicato libri fotografici in Italia ed all'estero, tra cui: "Chile Panamericana 5" e "Mongolia". Nel 2008 ha iniziato una collaborazione con il Politecnico di Torino, dove tiene regolarmente workshop relativi alla fotografia in viaggio.

Nikon Professional Services
Davide Pianezze è un fotografo NPS Italia