Visioni 1

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Piscine
Stefano Nicolini

Con Piscine (Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, Piazza San Marco, Venezia, dal 21 gennaio al 28 febbraio) Stefano Nicolini, rimasto fedele all'analogico, debutta nella fotografia d'arte. Di seguito, riproduciamo alcuni estratti del testo che Laura Cherubini – tra i maggiori critici d'arte italiani, curatrice della mostra - ha scritto per il catalogo edito da Silvana Editoriale (pp. 96, euro 25).

«Dopo l'inizio terrestre, Stefano Nicolini è diventato un fotografo di mare. In un certo senso si può dire che il lavoro attuale, che privilegia il campo instabile della piscina, un rettangolo liquido e riflettente, trae origine da questo rapporto con l'elemento acqua. La presenza umana, che è stata evitata a lungo nel lavoro di Nicolini, torna in Piscine … Nelle fotografie della serie Nuotatori l'uomo compie sempre e ripete, iterandolo, lo stesso gesto. Gli atleti sono colti nella loro dimensione di automi, "stilizzati in algide figure geometriche scarnificate dei muscoli, ma anche dell'anima" scrive l'autore che li definisce "umanoidi". Legati all'elemento acqua, sono però in un certo senso isolati dal contesto: sullo sfondo di queste immagini non appare mai il pubblico.

Ai nuotatori – automi si contrappongono i Tuffatori. "Un tuffo perfetto non è solo un'opera di acrobazia difficile: è nello stesso momento un'opera d'arte figurativa" scrive Horst Goerlitz che prosegue "Il nuoto e il pattinaggio da corsa, per esempio, hanno per finalità la velocità; la pallanuoto e l'hockey sul ghiaccio, entrambi sport di squadra, hanno in comune la combattività; i tuffi ed il pattinaggio artistico, invece, si prefiggono il raggiungimento della eleganza e della perfezione stilistica. Chiudendo l'argomento, possiamo quindi concludere che lo sport dei tuffi chiede  una acrobazia perfetta durante il volo in aria, acrobazia eseguita con eleganza ed armonia di movimenti in modo da nascondere la difficoltà e far diventare così il tuffo un'opera d'arte". Così è anche per il nuoto sincronizzato, sembrano dirci gli scatti che gli dedica Stefano Nicolini in Piscine. L'uomo che si tuffa fa un gesto atletico più articolato e più carnale rispetto al nuotatore. Nelle foto della serie Tuffatori appare il pubblico, considerato dall'autore come manifestazione di carnalità gioiosa: "fanno da sfondo i giochi di colori creati dal pubblico, che conservando in parte la propria rivela il suo sostegno alla profonda natura umana del gesto atletico".

© Stefano Nicolini
© Stefano Nicolini - Il nuotatore

Tra i Nuotatori e i Tuffatori si situano i Foto disegni. Partecipano della natura della fotografia e del disegno e sanno trasportare in una realtà fantastica.  Corpi e gesti diventano cenni. L'obiettivo fotografico coglie nello sfumato la trama della realtà. Alcune immagini addirittura scompaiono lasciando il posto ad astratti pastelli. Il disegno delle corsie della vasca si trasforma nella linea di confine dei colori variegati e frastagliati. L'approccio pittorico di Nicolini viene soprattutto da Art Wolfe, il maggiore fotografo naturalista degli anni Novanta, con il quale ha lavorato. Wolfe combina fotogiornalismo e fotografia d'arte. Mentre le foto  Nuotatori sono basate sul principio di similarità i Foto disegni  si presentano all'insegna della differenza e della varietà.

Nell'antitesi tra due tipologie contrapposte, quella dei nuotatori che ripetono e quella dei tuffatori che recuperano un più umano stato delle cose Nicolini vede il paradigma della società di oggi. La soluzione che l'autore propone è una sintesi di questo itinerario concettuale identificata nel ritorno all'elemento naturale. "Il triangolo, simbolo della natura umana, di quella divina e della terra, è il primo prisma che ho scelto per scomporre la lucente bellezza del mondo e alimentarmene". Un altro lavoro dell'autore si intitola infatti Il triangolo nella bellezza. Il triangolo è una chiave di lettura che Stefano Nicolini ha individuato. Nel corso della sua attività di fotografo della natura per oltre venti anni Nicolini ha individuato una serie di simbolismi. Quante volte la natura trova figure che simboleggiano l'equilibrio o tutti gli altri significati del triangolo?

© Stefano Nicolini
© Stefano Nicolini - L'antitesi

… Una figura affonda (o emerge?) tra le acque scandite dalle corsie e non è nemmeno più riconoscibile come un uomo. Riusciamo solo a percepire la monotonia e la solitudine del gesto del nuotatore a confronto con l'elemento naturale dell'acqua. Poi con i tuffi inizia un incontro. Il corpo del tuffatore non attraversa solo l'acqua, ma anche l'aria. Tutto si fonde nell'elemento naturale. Per realizzare queste immagini Stefano Nicolini usa una particolare tecnica che possiamo definire manuale: il fotografo muove la macchina fotografica. Segue il tuffatore che va giù, il nuotatore che avanza, il movimento aggraziato del nuoto sincronizzato declinato al femminile. Ad esempio per le immagini intitolate Carnalità gioiosa in un caso la macchina è stata mossa in verticale, dall'alto verso il basso; nell'altro la mossa è circolare. "Faccio una virgola con le braccia" dice Nicolini "Disegno una parentesi". Per ottenere i suoi risultati visuali non può prescindere da un uso scrupoloso quanto istintivo della luce naturale. L'effetto sfumato viene raggiunto giocando con  le infinite combinazioni tra l'apertura dei diaframmi, il gesto, la velocità (il tempo di scatto), la posizione del sole rispetto a chi scatta e ai suoi soggetti. Ai mondiali di nuoto (Roma-Ostia Lido, estate 2009) Nicolini era l'unico a fotografare in diapo. Nicolini non insegue le novità tecnologiche, anche per questo non usa il digitale. "Non ricorro a manipolazioni digitali: la realtà che ci circonda è talmente ricca di spunti che non sento il bisogno di cercarne altrove". Nel lavoro di Nicolini l'innovazione della tecnica avviene ad un altro livello, è fortemente originale e corrisponde alla sua personale visione. "La fotografia analogica è un intero mondo, e io la utilizzo per scoprire il mondo che ci circonda". Cerca il momento per "quella" determinata foto. Diventa tutt'uno con la sua macchina attraverso il movimento manuale. Come per i tanti scatti dedicati alla natura, anche in questo caso Stefano Nicolini ricerca il contatto. Il corpo del fotografo in movimento va incontro all'atleta, all'acqua, al pubblico, crea con essi un contatto. Attraverso il respiro corale dell'autore, degli atleti, del pubblico facciamo ingresso nella tanto auspicata soluzione: il ritorno all'elemento naturale. Così Nicolini testimonia la sua gratitudine alla bellezza della Terra: "Chiedo di avere fede nella Terra e nella bellezza".

© Stefano Nicolini
© Stefano Nicolini - Transitanti

Chi è
Stefano Nicolini è nato nel 1960 a Roma, città in cui è cresciuto e si è nuovamente stabilito agli inizi del 2010 dopo undici anni trascorsi in Argentina e l'ultimo biennio nella campagna senese. È un autodidatta della fotografia, cui ha iniziato a dedicarsi da giovanissimo, pubblicando nel 1979 il suo primo servizio fotogiornalistico dal remoto arcipelago micronesiano delle Caroline, poi divenuto oggetto della sua prima mostra fotografica presentata alla Houston Gallery di New York, dove ha risieduto nel 1983. Specializzatosi nel reportage naturalistico di viaggio, senza  disdegnare tematiche legate alla cultura e all'attualità, ha firmato centinaia di servizi giornalistici e fotografici per le principali testate italiane, pubblicando i propri lavori in numerosi altri paesi. È l'ideatore di N Group, un'associazione che, con il sostegno di alcuni dei nomi più prestigiosi della fotografia mondiale del settore, intende promuovere la fotografia naturalistica quale forma d'arte.

www.stefanonicolini.com

© Stefano Nicolini
© Stefano Nicolini - Non si finisce mai di partire