Identità

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Esprit méditerranéen a Bari

Il progetto è partito da un'ambizione: «esplorare quanto abbia inciso, sulla visione di ogni singolo autore, la percezione dilatata del tempo, del flusso di memorie e di maree, della forza di una dimensione ancestrale che si riflette nella luce o nelle ombre lunghe di un pomeriggio indipendentemente dalle latitudini: una dimensione che abbiamo definito esprit méditerranéen e che accomuna tutti gli autori invitati, a prescindere dal “dove” le contingenze li abbiano poi portati». Così scrive Cosmo Laera, curatore del volume fotografico Esprit méditerranéen (ed. Arti Grafiche Favia), da cui prende spunto l'esposizione omonima ospitata fino al 6 novembre dalla Pinacoteca Provinciale di Bari, a cura dello stesso Laera, fotografo e ideatore di eventi fotografici, e di Clara Gelao, direttrice della Pinacoteca.

© Carmelo Nicosia
Lacrime War 2019 © Carmelo Nicosia

Una scelta di immagini di più di cinquanta autori italiani, che attraverso le loro opere hanno definito una linea di narrazione della propria identità mediterranea. Una “mediterraneità” intesa come identità antagonista al fenomeno della globalizzazione, nicchia antropologica – definita dalla consapevolezza dell'appartenenza – che permette agli autori di coltivare un aspetto individuale e autonomo nella loro visione del mondo e si riflette nel loro modus operandi, come suggerisce il titolo, evocativo di una straordinaria riflessione di Paul Valéry che all'ispirazione mediterranea aveva dedicato le sue attenzioni già nel 1933.

© Fabio Barile
© Fabio Barile

Come scrive Roberto Mutti nel testo critico pubblicato nel volume, «il Mare di Mezzo, questo è il nome con cui in tutte le lingue dei paesi che vi si affacciano viene chiamato il Mediterraneo, circonda ma non separa, unisce e non divide, avvicina anche quando sembra separare. Sulle sue coste si sono affacciate le più straordinarie civiltà di una antichità che ha lasciato segni indelebili su quella che è ora la nostra, perché quel mare è stato sempre e per tutti non un ostacolo ma una sfida che ognuno ha voluto vincere a modo suo» e «allora come oggi, il Mediterraneo resta soprattutto una dimensione in cui immergersi, uno specchio in cui riconoscere la nostra natura di uomini alla ricerca della conoscenza».

© Francesco Cito
Matrimonio napoletano © Francesco Cito

Dunque esiste una sorta di mediterraneità, cioè una più o meno esplicita appartenenza ad una civiltà millenaria, ricca di componenti storiche, filosofiche, antropologiche. Ed esiste la conseguente possibilità di riconoscere questa dimensione mediterranea, vista non solo e non tanto come definizione topica o come dato anagrafico, ma come luogo mentale che identifica una particolare ispirazione, un particolare esprit, una particolare logica? Per i curatori, nelle immagini degli autori invitati a partecipare all'iniziativa editoriale e alla mostra, .

© Francesco Radino
© Francesco Radino

Di seguito, l'elenco degli autori, interpreti della eredità mediterranea tradotta nella loro ricerca artistica, invitati a partecipare: CRISTINA BARI, FABIO BARILE, COSIMO BELLANOVA, FABRIZIO BELLOMO, GIANNI CATALDI, DANIELA CAVALLO, BERARDO CELATI, NICOLA CENTODUCATI, MICHELE CERA, FRANCESCO CIANCIOTTA, NICOLAI CIANNAMEA, ROSA CIANO, ALESSANDRO CIRILLO, FRANCESCO CITO, MARIO CRESCI, GUILLERMINA DE GENNARO, DONATO DEL GIUDICE, GIUSEPPE DE MATTIA, GIUSEPPE DI GIGLIO, STEFANO DI MARCO, TIZIANO DORIA, GIUSEPPE FANIZZA, LUCIANO FERRARA, ARIANNA FORCELLA, BEPPE GERNONE, FRANCO GIACOPINO, GAETANO GIANZI, COSMO LAERA, GIANNI LEONE, CARMELA LOVERO, GIUSEPPE MAINO, FRANCESCO MEZZINA, DOMINGO MILELLA, LUIGI MINERVA, CARMELO NICOSIA, FRANCO PIERNO, GINO PUDDU, CIRO QUARANTA, FRANCESCO RADINO, MICHELE ROBERTO, CALOGERO RUSSO, FRANCESCO SCAGLIUSI, SAVERIO SCATTARELLI, TONINO SGRO', FRANCESCA SPERANZA, PIO TARANTINI, ANTONIO TARTAGLIONE, ROBERTO TARTAGLIONE, CHIARA TOCCI, MAKIS VOVLAS, GIANNI ZANNI.

© Domingo Milella
Tomba di Re Mida 550 a.C., Turchia 2011 © Domingo Milella