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Mostri a Venezia, Fai e Gianni Berengo Gardin

Le grandi navi fotografate da Gianni Berengo Gardin irrompono a Milano, a Villa Necchi Campiglio, fino al 28 settembre. Il FAI - Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia Contrasto mette in mostra negli ambienti del piano terra di Villa Necchi Campiglio, bene del FAI nel cuore di Milano, ventisette fotografie di Berengo Gardin scattate tra il 2012 e il 2014, che ritraggono il quotidiano usurpante passaggio di mastodontiche navi da crociera nel Canale della Giudecca di Venezia. Una mostra di grande impatto che intende far riflettere su questi mostri che quotidianamente minacciano Venezia, che con i loro “inchini” fanno tremare più volte al giorno i suoi preziosi monumenti, che con i loro volumi producono onde e correnti sottomarine che logorano le delicate fondamenta della città, e che con i loro motori inquinano l’aria. Le fotografie costituiscono un reportage duro, severo, rigoroso: un lavoro di testimonianza, ma soprattutto di denuncia da parte di uno dei più grandi fotografi italiani, che ha vissuto a lungo a Venezia, città di suo padre. Un lavoro che equivale a una presa di posizione netta, che il fotografo sente come un dovere civile.

 

Cortona On The Move 2014

Il festival internazionale Cortona On The Move - fotografia in viaggio è giunto alla sua quarta edizione. Anche quest’anno, fino al 28 settembre, Cortona sarà al centro di storie, viaggi e avventure raccontate da alcuni dei più importanti fotografi della scena internazionale. Al di là del programma di dibattiti, proiezioni, workshop e letture portfolio, segnaliamo la ricca proposta di mostre: William Albert Allard con Portraits of America, Jacob Aue Sobol con Arrivals and departures, Albert Bonsfils con Lina and Mengchun, Braschler & Fischer con The China Project, Rob Hornstra con The Sochi Project, Alvaro Laiz con Transmongolian: the secret history of the Mongols
, 
Tomasz Lazar
 con
 Theater of Life - Focus on Polonia, Carlo Lovari con Viaggio in Famiglia
, Alessandro Penso con
 European Dream - Road to Bruxelles, 
Kathy Ryan & Scott Thode con Goin’ Mobile, Anastasia Taylor-Lind con Negative Zero Chapter 1: Birth, Terra Project con Land Inc.
, Tomasz Tomaszewski con Overwhelmed by the atmosphere of kindness - Focus on Polonia, Martin Weber con A map of Latin American Dreams.

 

Il gesto femminista

La rivolta delle donne: nel corpo, nel lavoro, nell'arte. Negli anni Settanta, migliaia di donne in Italia e in Europa sono scese in piazza per protestare accomunate dallo stesso gesto: con le mani congiunte, a formare il simbolo del sesso femminile, hanno rivendicato il diritto di vivere una sessualità libera e di riappropriarsi del loro corpo. Se la storia del femminismo si lega a una pluralità di prospettive, teorie e azioni fortemente eterogenee, il «gesto della vagina» ha rappresentato un simbolo nel quale i movimenti delle donne si sono per lo più riconosciuti. A partire dalle molte fotografie di questo gesto, che hanno contribuito a formare l’iconografia e l’immaginario estetico del femminismo, il libro (pp.169, euro 20, a cura di Ilaria Bussoni e Raffaella Perna, edito da Derive Approdi) ripercorre in modo trasversale alcune esperienze di un movimento che si è configurato come la sfida più radicale alla cultura patriarcale e che ha trovato espressione anche nei linguaggi artistici, dal cinema alla letteratura, dal teatro all’arte visiva e alle pratiche performative di Body Art.