Le straordinarie tecnologie Large High Resolution “LHR” e Real High Definition “RHD” nella ripresa di affreschi e dipinti di grandi dimensioni applicata anche all'Opera di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova.
© Immagini di Gerando Bonomo e HALTADEFINIZIONE® su gentile concessione del Comune di Padova – Direzione Musei Civici

A cura di Gerardo Bonomo

» Introduzione » L'affresco, il primo esempio di gigantografia
» L'affresco e la sua riproduzione fotografica » Il Gigapixel, questo sconosciuto
» Large High Resolution “LHR”: finalmente uno standard » La Cappella degli Scrovegni: niente di più difficile!
» Che notte quella notte! » Conclusioni e appendice tecnica

 

Conclusioni

© Gerando Bonomo e HALTADEFINIZIONE® su gentile concessione del Comune di Padova – Direzione Musei Civici
Ecco come si presenta una gabbia di montaggio di un particolare dell'affresco; nonostante il fatto
che la maggior parte degli scatti sono stati effettuati su diagonali dell'affresco, le immagini ora sono già
state tutte raddrizzate e pronte per il montaggio finale.

Per avere un'idea del lavoro realizzato da HALTADEFINIZIONE® basta visitare il sito www.haltadefinizione.com: sarà esattamente come essere a Padova, e potrete vedere l'intero ciclo di affreschi, centimetro dopo centimetro, addirittura sotto una luce migliore di quella di cui disponeva lo stesso Giotto durante gli anni di lavoro per questo monumentale capolavoro.
Poi provate a digitare nel vostro preferito motore di ricerca Cappella degli Scrovegni, e selezionate una ricerca per immagini: vi renderete subito conto dell'abisso tra l'iconografia fotografica disponibile comunemente in rete e il lavoro assoluto compiuto da HALTADEFINIZIONE®.

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Questo è un esempio di quello che era possibile visionare
in Rete prima della messa online dell'intero ciclo degli
affreschi della Cappella degli Scrovegni.
Va da sé che, nonostante il perfetto lavoro di HALTADEFINIZIONE®, vedere dal vivo il ciclo degli affreschi di Giotto è naturalmente una eXperience assoluta. Dal vivo però non vi sarà possibile vedere il dettaglio che trovate nelle immagini di HALTADEFINIZIONE®: il loro valore conoscitivo è importantissimo e serve anche a rendere la visita personale ancora più ricca e infinitamente emozionante.

Di contro i secoli passano, e dal giorno che Giotto ha smontato il suo trabattello per fare posto a quello di HALTADEFINIZIONE® sono già passati 700 anni.
Il tempo è tiranno, e tiranni a volte sono eventi naturali prevedibili o meno, che possono portare, come è successo ad Assisi, alla distruzione di un'opera d'arte unica e irripetibile.
Questo nonostante l'incessante monitoraggio dei vari siti d'arte da parte del Ministero, e ai continui interventi di conservazione e restauro.
Il consiglio è certo quello di andare immediatamente sul sito di HALTADEFINIZIONE® ma, al contempo, di programmare una visita al sito originale, a Padova.
Perché le opere d'arte che ci sono mentre anche noi ci siamo, vanno e devono essere viste.
Tante opere d'arte sono andate perdute nel corso dei millenni, ma altrettante resistono, e non aspettano altro che di essere viste dall'umanità, perché per questo sono state concepite.

“In questo tipo di lavoro non esiste la routine”, come disse Jim Lowell parlando dei viaggi verso la Luna. E pensando alla Luna ci piace finire questo lavoro paragonando gli uomini e le attrezzature di HALTADEFINIZIONE® a una sorta di Hubble terrestre che invece di posizionarsi a gravità zero intorno alla Terra per scrutare e fotografare il profondo cielo, si posiziona all'interno delle chiese e dei musei per fotografare con un dettaglio proprio da NASA ogni sfumatura di un affresco o di un quadro, per permettere a noi poveri – o ricchi – mortali di vedere l'invisibile; questa volta non di una nebulosa o di una galassia lontana, ma di qualcosa di ancora più fragile, distante e corruttibile, come un affresco. In questo caso la visione spirituale che ebbe il nostro magnifico Giotto e che fissò negli affreschi di Padova.

APPENDICE TECNICA
Qualche cifra e qualche riferimento all'attrezzatura e alla procedura impiegata, qui riferita solo al lavoro nella Cappella degli Scrovegni, a Padova.

700 Metri Quadrati di Affreschi
200 Ore On-Stage
14.000 Scatti Fotografici
300 GigaByte di Dati
100 GigaPixel elaborati

ATTREZZATURE
Fotocamere: Nikon D3 e Nikon D3x
Obiettivi: 500mm f/4G ED VR AF-S NIKKOR | 600mm f/4D ED-IF AF-S II NIKKOR
Equipaggiamento di puntamento: “Clauss Giant Rodeon”, espressamente progettato per questa ripresa dalla ditta Clauss.
Software di gestione delle riprese proprietario HALTADEFINIZIONE®.
Acquisizione dati: Nikon Camera Control Pro 2.
Preprocessing immagini: Nikon Capture NX2.
Elaborazione dati in sito: N°3 PC AMD Opteron 4 CPU.
Elaborazione dati in postprocessing: Rendering Farm HALTADEFINIZIONE® composta di 10 PC AMD Opteron in varie configurazioni.
Illuminazione: sistema di illuminazione espressamente progettato da HALTADEFINIZIONE® con la partecipazione di Aproma per le riprese di opere d'arte di grande fragilità, ad impatto zero, privo di qualsiasi radiazione potenzialmente dannosa per le opere d'arte e testato sia presso i laboratori di fotometria dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro del Ministero dei Beni Culturali che in sito, nel corso delle riprese, dallo stesso ISCR.

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Durante la conferenza stampa tenutasi a Padova lo scorso 17 novembre 2010 viene presentato ufficialmente
il lavoro di Haltadefinizione degli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni la messa online in chiaro sia sul sito
di Haltadefinizione che del Sole 24 Ore.

 

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