Rassegne 1

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Francia, Perpignan e Arles

Nel sud della Francia si svolgono, ogni estate, due tra le più grandi rassegne dedicate alla fotografia al mondo, utili per monitorare il suo stato dell'arte: Visa pour l'Image, il più importante festival internazionale di fotogiornalismo, a Perpignan, nella regione Languedoc-Roussillon non lontano dai Pirenei Orientali, giunto alla ventiduesima edizione; e i Rencontres di Arles, in Provenza, arrivati alla loro quarantunesima edizione. Presa sulla realtà, l'uno; reinterpretazione, l'altro.

 

© William Albert Allard / National Geographic
© William Albert Allard / National Geographic. Italy #5.
Calogero Amoroso, 8 ans, entouré de sa famille, devant la basilique San Calogero à Sciacca, en Sicile.
Il a revêtu son costume du dimanche pour assister à un mariage. 1995.

 

Visa pour l'Image attira ogni anno migliaia di visitatori grazie alla selezione di reportage realizzati da fotogiornalisti di tutto il mondo, alle mostre sparse nella città che propongono reportage o vetrine antologiche di un fotografo, alle serate-proiezioni all'aperto nella splendida cornice del chiostro medievale di Campo Santo che presentano reportage su diversi argomenti di attualità o di cui non si parla (per esempio, Haiti colpita dal terremoto, i 20 anni dalla liberazione di Nelson Mandela in Sud Africa, il 60° anniversario dell'inizio della guerra di Corea, gli anni pop 1960-1980), alle conferenze e agli incontri per discutere la produzione delle immagini e il futuro della professione del fotografo, agli appuntamenti agli stand con le agenzie e le principali marche di tecnologia fotografica.

 

© Kazuyoshi Nomachi / Studio Equis. Mecca Medina #47
© Kazuyoshi Nomachi / Studio Equis. Mecca Medina #47.
La 27e nuit du ramadan, le mois du jeûne, est l'une des plus sacrées du calendrier musulman car
c'est celle où commença la révélation du Coran au prophète Mahomet.
Près d'un million de pèlerins affluent du monde entier pour passer la nuit en prière à La Mecque.

 

Tra le mostre, che si tengono dal 28 agosto al 12 settembre, toccando la consueta vasta gamma di temi (guerra, natura, ambiente, popoli, religioni, fenomeni sociali e flagelli del nostro tempo), segnaliamo, innanzitutto, la retrospettiva dedicata ai cinque decenni di lavoro per il National Geographic di William Albert Allard, uno dei pionieri della fotografia a colori. Sempre alla ricerca di "ciò che accade a margine", l'opera di Allard svela bellezza e stranezza di realtà spesso sorprendenti. In mezzo secolo di attività, Allard ha saputo entrare in case e cuori per catturare momenti di spontaneità nei quali si rivela la natura umana.

 

© Stephanie Sinclair / VII for National Geographic
© Stephanie Sinclair / VII for National Geographic

 

Si segnala, poi, la riproposta delle serie su New York (1955), Roma (1957), Mosca (1959) e Tokyo (1964) di William Klein, un autore che ha influenzato generazioni di fotografi grazie al rigore delle sue composizioni, alla capacità di farsi dimenticare dai suoi soggetti pur restando così vicino a loro; lezioni implicite di fotografia che non hanno perso la loro modernità. E il lavoro di Michael Nichols per il National Geographic sulle sequoie della California: la zona costiera del nord della California è la casa del più grande albero del mondo, la Sequoia sempervirens, che può raggiungere oltre 90 metri di altezza e vivere per oltre 2000 anni, parte dell'ecosistema, garante della purezza delle acque, rifugio per molte specie e motore dell'economia locale grazie alla produzione di legno; durante il secolo scorso, il 95% di questi alberi è stato abbattuto e solo una frazione della foresta originaria si è salvata.

 

© Tomas Van Houtryve / VII Network. Communistes # 38
© Tomas Van Houtryve / VII Network. Communistes # 38.
Un groupe de jeunes filles de la Ligue de la Jeunesse Communiste devant une statue
du président Mao Zedong ; en arrière-plan, le mémorial de la Révolution.
Consacrée «terre promise de la Révolution», la ville de Yan'an abrite plusieurs hauts lieux
du «tourisme rouge» entretenus par le gouvernement chinois. Yan'an, Chine, 7 novembre 2009

 

Notevoli, infine, i lavori di due autori dell'agenzia VII. Quello di Stephanie Sinclair - per National Geographic e The New York Times Magazine - sulla poligamia negli Stati Uniti, uno sguardo intimo sulla Chiesa Fondamentalista di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, una delle sette mormone più chiuse e note per la pratica della poligamia, fondata all'alba del 20° secolo proprio sulla questione del matrimonio plurimo. E il lavoro di Tomas van Houtryve, dal titolo Dietro il sipario: echi degli ultimi bastioni comunisti, paesi che ancora resistono al vento della Storia (come Moldavia, Corea del Nord, Cuba, Cina, Nepal, Vietnam, Laos), comunismi che cercano di adattarsi al ventunesimo secolo per sopravvivere.

 

Marcos Lopez
Marcos Lopez
Il Piccolo Vapore, Buenos Aires, 2007

 

Anche Arles presenta il consueto panorama di incontri, dibattiti, proiezioni, letture, in sospensione tra fotografia e arte contemporanea. E una sessantina di mostre, che come afferma Francis Hebel, direttore dei Rencontres d'Arles, propongono quest'anno una «moltiplicazione dei punti di vista, presentando estetiche a volte serie, contraddittorie, inaspettate, divertenti, ricche, pesanti e appuntite, come l'immagine del rinoceronte che ci accompagna quest'anno, per il piacere degli artisti e degli visitatori».

Tra le sei "passeggiate" proposte, fino al 19 settembre, in questa edizione (una "argentina", una "rock",  una "'argentique", una della Fondazione Luma, una "passaggio di testimoni", una "attorno alle carceri francesi"), Sguardi segnala la retrospettiva dell'artista plastico argentino Leon Ferrari, l'ospite d'onore dei Rencontres d'Arles, che dopo i riconoscimenti e successi alla Biennale di Venezia, al Museum of Modern Art di New York e al Reina Sofia di Madrid, presenta per la prima volta in Francia la sua opera (installazioni, disegni, sculture che esprimono il suo anti-clericalismo e la sua diffidenza nei confronti delle dittature); la rassegna sulla fotografia argentina contemporanea rappresentata da artisti come Leandro Berra, Marcos Adandia, Gabriel Valansi, Marcos Lopez, Sebastiano Mauri, Oscar Bony, Augusto Ferrari, David Lamelas; la prima mostra sulla carriera di Mick Jagger attraverso gli occhi dei più grandi che lo hanno ritratto; lavori realizzati non in digitale ma con alcune tecniche e strumenti del passato, come per esempio le pellicole Kodachrome o Polaroid o i fotomontaggi alla vecchia maniera fatti con forbici e colla.

 

León Ferrari
León Ferrari
Spectacle, 2003,
Copyright Fundación Augusto y León Ferrari

Mick Jagger, Paris, 1966
Mick Jagger, Paris, 1966
Copyright Jean-Marie Périer

 

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