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Dies Irae e Aquapark
Paolo Pellegrin, Stefano Cerio

di Ilaria Campodonico

Gli spazi della Fondazione Forma per la Fotografia di Milano ospitano due mostre di autori italiani che parlano di mondi. Dalla Cambogia al Kosovo, dall'Iraq ad Haiti, la prima grande retrospettiva di Paolo Pellegrin, Dies Irae (fino al 15 maggio), ci porta fino ai luoghi dell'uragano Katrina e dello Tsunami asiatico. Con Aquapark (fino al 20 marzo) Stefano Cerio propone, invece, un insolito viaggio alla scoperta di un mondo accanto, del volto fuori stagione dei parchi acquatici in Italia.

© Paolo Pellegrin/Magnum Photos
Phanna, 24 anni, malata di Aids, nella sua casa. Phnom Penh, Cambogia 1998
© Paolo Pellegrin/Magnum Photos

Ritratti, paesaggi in bianco e nero, a volte anche colore, terre lontane, luoghi dove Pellegrin, membro della Magnum Photos, ha provato a cogliere il senso delle cose, fissando istanti, storie, momenti drammatici, la vita dentro l'obiettivo. Silenzi e pensieri, sguardi disperati di un mondo che grida, fumo alto fino al cielo intrappolati per sempre negli scatti di un fotogiornalista che ha saputo spalancare i suoi occhi, non farsi sommergere dalla paura e mettere in azione un talento attento e inquieto, dotato di una speciale capacità, quella di guardare con responsabilità e sensibilità, per attivare un racconto e una riflessione su una terra che appare spesso troppo desolata.

© Paolo Pellegrin/Magnum Photos
Una madre piange il suo bambino ucciso durante un’incursione delle IDF a Jenin. Palestina, 2002
© Paolo Pellegrin/Magnum Photos
© Paolo Pellegrin/Magnum Photos
Un elicottero usato dalla Drug Enforcement Administration e dalle truppe afghane atterra a Kabul dopo aver portato a termine una missione. Afghanistan, 2006
© Paolo Pellegrin/Magnum Photos

«Ci sono fotografie che acquistano una vita propria sulle pagine di una rivista o magari incorniciate e sistemate su una parete bianca, magari ancora a disposizione via internet», racconta Pellegrin, «posseggono una vita autonoma e nel loro tragitto trasportano le intenzioni, il carico iniziale di domande che ha indotto a realizzarle. Sono frammenti di una conversazione, dotati di una voce e una carica attiva che non si esaurisce nel momento in cui è pronunciata, ma si rafforza e si definisce meglio, insieme magari ad altre voci, nel corso della conversazione con chi osserva. È come piantare un seme che poi cresce e che lo spettatore completa. Nel mio lavoro penso di fornire domande e dubbi. Questa è la forma attiva e dinamica della fotografia che si trasforma e muta in chi la guarda. La possibilità di mettere in circolo un sistema di impulsi, di anticorpi, senza pretesa di migliorare il mondo, ma semmai di aprire una conversazione con il mondo».

© Paolo Pellegrin/Magnum Photos
Membri della Brigata dei Martiri di al-Aqsa a Gaza. Palestina, 2004
© Paolo Pellegrin/Magnum Photos
© Paolo Pellegrin/Magnum Photos
La città di Bassora in fiamme durante l’invasione americana in Iraq, 2003
© Paolo Pellegrin/Magnum Photos

In occasione della mostra Dies Irae, Contrasto pubblica un volume che raccoglie 130 immagini - formato 24X30 cm, pp. 192, euro35 - di molti tra i reportage realizzati da Pellegrin: Cambogia (1998), Kosovo (1999–2001), Iraq (2003), Darfur (2004), Palestina/Cisgiordania (2002–2004), l'uragano Katrina (2005), la tragedia dello Tsunami (2005), Gaza (2005), il dramma infinito di Haiti (1995–2010), Afghanistan e Libano (2006), Iran (2009).Nel libro è presente anche una lunga intervista di Roberto Koch a Paolo Pellegrin sulla fotografia, le scelte etiche da tenere presente, i nuovi mezzi tecnologici da utilizzare e il futuro del fotogiornalismo.

 

© Stefano Cerio
Aquapiper Guidonia (RM) © Stefano Cerio

In Italia i parchi acquatici, chiusi durante la stagione invernale, sono presenze capillari sul nostro territorio, strategicamente concentrati lungo i litorali vacanzieri. Ma dove va a finire il divertimento – quello dei colori sgargianti, delle onde artificiali, della musica a tutto volume - quando cala il sipario e le luci si spengono, sembra chiedersi Stefano Cerio con questo lavoro. Il risultato è stato un'esplorazione di paesaggi lunari, scenari onirici, una serie di rappresentazioni hollywoodiane, incorniciate ordinatamente in una galleria da giorno dopo la fine del mondo.

© Stefano Cerio
Aquapiper Guidonia (RM) © Stefano Cerio

Architetture fantascientifiche. Nessuna presenza umana registrata. Il tempo si è fermato. Lo sguardo si perde nelle curve di costruzioni surreali, linee che disegnano percorsi fermi e senza rumore, ambienti anonimi solitamente privi di fascino. Soltanto azzurro-grigio pallido e senso di vertigine. La mostra è accompagnata dal volume omonimo edito da Contrasto – formato 30 x 24 cm, 32 fotografie a colori, pp. 94, euro 30 - con testi di Gabriel Bauret e Cristiana Perrella.

© Stefano Cerio
Magic Word Giugliano (NA) © Stefano Cerio

 

Chi sono

Paolo Pellegrin nasce a Roma nel 1964 e comincia a fotografare negli anni '80. Nel 1999 entra a Magnum Photos (membro nel 2005). Segue l'attualità internazionale e pubblica sulle principali testate del mondo. Nel 1995 il suo reportage sull'AIDS in Uganda vince il primo premio al World Press Photo (categoria "Daily Life"): primo di una serie di riconoscimenti fra cui Kodak Young Photographer Award, Visa D'Or di Perpignan, il WPP 2000, categoria "People in the News" per il lavoro sul Kosovo  e il prestigioso Hasselblad Grant. Nel 2002 ottiene l'Hansel-Meith Award e il primo premio al WPP, categoria "People in the News". Nel 2005 vince il primo premio del WPP, categoria "Ritratti-Stories". Recentemente ha realizzato il libro As I was dying e ha partecipato alla collettiva di Magnum Ricominciare a vivere. Tra le sue pubblicazioni, Cambogia con MSF e Kosovo: The Flight of Reason.

Stefano Ceriovive e lavora tra Roma e Parigi. Inizia la carriera di fotografo a 18 anni collaborando con L'Espresso. Dal 2001 si interessa di fotografia di ricerca e video. Espone al Diaframma di Milano, alla galleria Recalcati di Torino, mentre del 2004 è il progetto "Machine Man" al Lattuada Studio di Milano. Nel 2005 la Città della Scienza di Napoli gli dedica una personale: "Codice Multiplo". Nel 2008 realizza per la regione Piemonte una installazione per la mostra "Le Porte del Mediterraneo" a Rivoli e espone alla Changing Role di Roma con "Souvenirs". Nel 2009 la sovraintendenza di Napoli organizza una personale nella Certosa di Capri dal titolo "Sintetico Italiano". Nel 2010 realizza due mostre alla Galerie Italienne di Parigi ed espone al museo Madre di Napoli nella collettiva O'Vero.

 

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