Alessandro Barteletti: il fotografo con la passione per il volo

A cura di: Edoardo Falletta

L'espressione fotografica spazia e ricopre vasti ambiti che spesso si trovano agli antipodi tra loro. Risiede nella bravura del fotografo conciliare ed unire mondi separati all'interno di un piccolo ed unico fotogramma.
Alessandro Barteletti in questo è mago e maestro: in lui, infatti, passione fotografica e fascinazione per il mondo del volo trovano un'armonica sintesi!

La macchina fotografica mi ha sempre accompagnato nella quotidianità permettendomi di documentare tutto quello che accadeva intorno a me. All'inizio l'ho vissuta come una grande passione senza pensare potesse diventare il mio lavoro, dedicandomi infatti agli studi di ingegneria aerospaziale

Paolo Nespoli © Alessandro Barteletti

Ma non sempre la strada che pensiamo di avere tracciato per noi si rivela poi essere quella che ci conduce alle grandi soddisfazioni della nostra vita.

Una mattina mi sono reso invece conto che il mio futuro avrebbe potuto essere diverso.
Lavorare con gli aeroplani, e non solo, stando però dietro a un obiettivo. E così è stato.

Come tutte le attività supportate da grande passione ed entusiasmo, Alessandro comincia ad incatenare una serie di ottimi risultati.

Nel 2009, per esempio, ho documentato i cieli italiani con un reportage in occasione del centenario del primo volo dei fratelli Wright in Italia. Un progetto molto ambizioso che a distanza di quasi dieci anni ancora oggi mi dà grande visibilità ed è una parte importante del mio portfolio.
Gli anni Duemila mi hanno visto impegnato a raccontare alcuni dei fatti più importanti di quel decennio, dalla preparazione dei militari italiani per le missioni in Iraq alle elezioni di Barack Obama nel 2008; la morte di Giovanni Paolo II e il terremoto in Abruzzo nel 2009.
Fotografare significa anche vivere in prima linea eventi che segnano la storia.

Paolo Nespoli © Alessandro Barteletti
Paolo Nespoli © Alessandro Barteletti

Solcare rapidamente i limpidi cieli sulle ali di un aereo scintillante è solamente l'inizio di un'avventura più grande per chi, come Alessandro, ambisce ad una conoscenza più profonda di ciò che sovrasta le nostre teste!

Poter seguire un progetto dedicato allo spazio è stata la naturale conseguenza degli anni dedicati a fotografare gli aeroplani. Ho seguito la preparazione dell'astronauta Paolo Nespoli nei principali centri di addestramento in Europa, Russia e Stati Uniti: lui ha stabilito un doppio primato, essere il primo italiano protagonista di tre missioni ma soprattutto essere il primo sessantenne impegnato in una missione di lunga durata. Confrontarmi con Nespoli mi ha dato la possibilità di conoscere chi sia veramente l'astronauta oggi, ovvero non più l'esploratore e il conquistatore degli anni Sessanta, quello che allora veniva considerato quasi come un superuomo, bensì una persona "comune" con tutti i parametri nella norma la cui mano supporta e mette in pratica nello spazio il lavoro degli scienziati sulla Terra.

Paolo Nespoli © Alessandro Barteletti

Tra cento anni l'attuale generazione di astronauti sarà probabilmente vista come il punto di incontro tra la conquista della Luna e l'approdo su Marte.
Oggi, dopo oltre cinquant'anni, andare nello spazio non è più un fatto eccezionale come poteva essere negli anni Sessanta e come hanno raccontato i mitici reportage di Life. Me ne sono reso conto la prima volta che ho messo piede in un centro di addestramento dove la quotidianità è scandita da una routine fatta di procedure rigide e collaudate. Questo approccio diverso e moderno mi ha guidato nel modo di documentare fotograficamente come sia cambiato lo spazio oggi, come era e come è diventato.

Paolo Nespoli © Alessandro Barteletti
Paolo Nespoli © Alessandro Barteletti

Cosa c'è nella borsa di Alessandro?


Nikon D3  •  Nikon D750  •  Nikkor AF-S 17-35mm f/2.8  •  Nikkor AF-S 24-70mm f/2.8  •  Nikkor AF-S 70-200mm f/4 VR