Intervista a Andrea Dudda

A cura di: Dino del Vescovo


«Non avrei mai immaginato che quell'immagine sarebbe finita in copertina al libro del Nikon Forum Photo Contest edizione 2016».
Esordisce così Andrea Dudda, 19 anni, con l'emozione e la genuina consapevolezza di chi ha ancora molto da dimostrare. Lo abbiamo contattato per farci raccontare come e perché è nata la passione per la fotografia malgrado la sua giovane età. Ci ha colpito per la precisione con cui descrive il suo interesse per le immagini fisse e in movimento. In effetti Andrea è la dimostrazione vivente che l'attrazione per l'arte, quando si ha passione e sensibilità alla bellezza, va oltre ogni limite. Appena diplomatosi all'Istituto Fellini di Torino, il 19enne studente piemontese ha le idee molto chiare su quello che sarà il suo futuro e sulla volontà di dividerlo tra fotografia e cinema. Ecco come ha risposto alle nostre domande.

Dunque Andrea, a cosa ti sei ispirato per la realizzazione dell'immagine premiata?

Ricordo che nel periodo in cui l'ho scattata si osservavano sui social diversi esperimenti di fotografie agli occhi. Ho pensato quindi che sarebbe stato interessante provare a realizzarne un po', ma di più originali. Mi sono chiuso in camera, con una torcia in una mano e la fotocamera nell'altra. Ho fatto il buio pesto, ho puntato la torcia contro il mio occhio e ho scattato la foto. Anche se l'immagine sembra ricercata, la tecnica e gli strumenti usati sono molto semplici, quasi immediati.
È stato però difficile scattare con una sola mano ed evitare il mosso, dato il tempo di esposizione abbastanza lungo. Ho fatto circa una cinquantina di scatti, in modalità autofocus. Alcune immagini erano mosse, altre fuori fuoco, una invece era perfetta ed è quella che vedi in copertina.

Dopo lo scatto, hai lavorato molto sul file?

No, perché ho limitato la post-produzione alla sola desaturazione della pelle del mio viso lasciando all'iride i suoi colori originali. Che poi sono quelli dei miei occhi.

Con quale macchina hai scattato?

Con la Nikon COOLPIX P600, una delle bridge a catalogo Nikon.

Hai scattato in Jpeg?

Sì, con la COOLPIX P600 sì. Adesso che possiedo una reflex Nikon D610, preferisco però catturare le immagini in formato Raw per poi ottimizzarle in modo professionale in post-produzione.

Con quale software hai modificato l'immagine finita in copertina?

Con ColorStrokes, un'applicazione specializzata nella modifica dei colori.

Occhi tuoi a parte, quale genere di fotografia prediligi?

Animali e caccia fotografica sono i miei generi preferiti. Ciò che però mi trovo a fare più spesso è la street photography. Prendo la macchina e me ne vado in giro. Se incontro situazioni interessanti scatto, altrimenti mi limito a osservare. Capita di tornare a casa con molte foto in memoria oppure di lasciare la fotocamera in borsa per tutto il tempo e di non fare neanche uno scatto. Dipende molto da quello che osservo. E da come mi sento. Mi attirano molto anche la macrofotografia e la fotografia astronomica ma dovrei approfondire gli argomenti prima di provare.

Quando hai iniziato a fotografare e quando hai capito che la fotografia era importante per te?

Ho iniziato in Norvegia ma ero piccolissimo, con la macchina di mio papà, un'analogica. Poi ho fatto un viaggio in Kenia, nel 2006, e lì ho iniziato a fare sul serio. L'anno in cui ho però avvertito il desiderio di intraprendere un vero e proprio percorso fotografico è stato il 2010. Ero in Cornovaglia e ho scattato tante belle fotografie. Ho capito così che avrei basato la mia vita sulla fotografia. E lì è nata anche l'idea di iscrivermi per le scuole superiori all'Istituto Fellini di Torino dove ho sviluppato anche la passione per il cinema.

Istituto Fellini? Che tipo di scuola è?

È una scuola superiore come tante altre, solo che è incentrata sul cinema, la televisione e lo spettacolo. In particolare si studia la grammatica della cinematografia e la composizione fotografica, ambiti governati da regole simili ma differenti per tanti aspetti.

Quali le differenze principali?

In fotografia, per esempio, si può affidare a un solo scatto il racconto di una storia. In cinematografia serve invece un intero video. La differenza principale sta però nella possibilità di fare fotografia pur essendo soli: basta una macchina, la propria sensibilità e il gioco è fatto. La cinematografia è invece fatta di più persone che compongono la troupe.

Adesso possiedi una Nikon D610. Cosa ha in più della vecchia Nikon COOLPIX P600?

La qualità complessiva delle immagini, la possibilità di scattare in Raw, la resa in condizioni di luce critiche e le dimensioni in pixel. Grazie ai suoi 24,5 megapixel posso rifilare le immagini per estrapolare particolari senza alcuno scadimento qualitativo. Con la D610 poi riprendo anche bellissimi video ad alta definizione.

Con quali ottiche fotografi?

Con l'AF-S Nikkor 24-85 mm f/3.5-4.5G ED VR e un teleobiettivo zoom, talvolta con moltiplicatore di focale da 2,3x.

Sogni di possedere altri obiettivi Nikkor?

Sono molti gli obiettivi Nikkor in cima ai miei desideri (ride, ndg).
Al primo posto c'è il nuovo AF-S Nikkor 24-70 mm f/2.8E ED VR, poi lo zoom AF-S Nikkor 200-400mm f/4G ED VR II.
Sono ottiche straordinarie ma costano anche parecchio e io sono molto giovane.

Quanto al corpo macchina?

Non ho dubbi, l'ammiraglia D5, macchina dal fascino straordinario. Credo che con una reflex così il concetto di impossibile diventi molto vago. Sarebbe perfetta per fare caccia fotografica.

Per il futuro che progetti hai?

Mi piacerebbe diventare regista.
Prima però vorrei seguire un corso approfondito per videomaker e sviluppare ulteriore professionalità in ambito fotografico.

Che rapporto hai con i social?

Buono e ritengo che siano sempre più indispensabili per farsi pubblicità e dare visibilità alle proprie opere. I due social che utilizzo più di frequente sono YouTube e Instagram. Ho una pagina su Facebook ma la trovo forse un po' meno efficace.

A proposito di condivisione on-line e social, conosci la tecnologia e l'app Nikon Snapbridge?

Sì, so che esiste e ne sono incuriosito: rende immediato il trasferimento delle immagini dalla fotocamera allo smartphone. Vedrò quindi di usarla in un prossimo futuro quando acquisterò una macchina Nikon che la supporti. Anche perché scatto pochissimo con il cellulare e adesso sono costretto a trasferire le immagini in un secondo momento tramite Bluetooth.