Intervista a David Douglas Duncan

A cura di: Dino del Vescovo


Due storie che si incontrano. E che si cambiano a vicenda. Per sempre.
David Douglas Duncan, nato a Kansas City nel Missouri, nel 1916, è uno dei più noti fotografi di guerra. Con le sue macchine e i suoi obiettivi, ha fotografato i più drammatici avvenimenti bellici della seconda metà del Novecento come la guerra del Pacifico (1941-1945), la guerra di Corea (1950-1953) e la guerra del Vietnam (1955-1975).
Le foto di David Douglas Duncan, indicato spesso come "DDD", in oltre cinquant'anni hanno fatto il giro del mondo e sono state pubblicate sui più importanti quotidiani e periodici internazionali tra cui il Life Magazine, il New York Time e il National Geographic.
Amico dell'artista spagnolo Pablo Picasso, per anni lo ha ritratto in qualità di fotografo personale dedicandogli anche dei libri.
La storia del fotografo americano ha però qualcosa di unico, essendo legata in modo stretto e indissolubile a quella di Nikon, con la quale condivide anche l'età: 100 anni!
Se Douglas, per puro caso, non avesse scoperto, nel 1950, gli obiettivi NIKKOR, probabilmente l'umanità non avrebbe oggi le testimonianze fotografiche dei conflitti passati di cui invece dispone. E Nikon non avrebbe conosciuto, negli anni successivi la disfatta giapponese della Seconda Guerra Mondiale, la progressiva e continua crescita che l'ha portata nei decenni a diventare il marchio leggendario che è oggi.
«La vita è strana – ci ricorda Douglas. Può una telefonata cambiare la storia dell'industria ottica giapponese prima, e l'economia di un intero Paese poi?...».
La risposta è nell'intervista che segue.

Mr. Duncan, come si presenta oggi?

C'è chi sa correre, chi sa cantare, chi sparare. Io so fare fotografie. E questa è la mia missione.

La sua storia e quella di Nikon procedono di pari passo da più di mezzo secolo. Quando tutto ha avuto inizio?

Ero a Tokyo nel 1950. Jun Miki, fotografo giapponese e mio collega al Life, si presentò un giorno in ufficio e mi chiese: "Dave, posso scattarti una foto?" Ma è tarda sera - risposi. Fu un attimo e fece clic. Non c'è luce Jun – continuai –, stai solo sprecando il tuo tempo". La mattina successiva tornò da me con quello scatto in mano stampato in formato 10x8. "Ma è perfetto!" esclamai non appena lo vidi. "Posso vedere per piacere la tua macchina? Che cos'è questo (con chiaro riferimento all'obiettivo montato, ndg)?

Come reagì il suo collega?

Jun rispose subito: "È un obiettivo prodotto da un'azienda locale. Si chiama Nikkor". Non avevo mai sentito quel nome. A quel punto chiesi di conoscere chi si occupava della loro progettazione. "Certo", mi rispose Jun. Fece una telefonata ed entrai in contatto con Masao Nagaoka, Presidente a quei tempi della Nikon (al tempo Nippon Kogaku K.K., ndg). Questi mi invitò a visitare la fabbrica per mostrarmi più da vicino quanto precisi fossero i suoi obiettivi. Ci andai e non ebbi più un attimo di esitazione: da quel momento in poi sulla mia Leica avrei montato soltanto obiettivi Nikkor.


Quando nel 1950 David Douglas Duncan scoprì gli obiettivi Nikkor, il Giappone provava ancora a riprendersi dagli effetti devastanti della sconfitta subita, contro gli americani, nel 1945. La promozione involontaria di Nikon da parte di Duncan funse da traino per l'economia malridotta del Paese asiatico. La progressiva diffusione di macchine fotografiche Nikon e obiettivi NIKKOR al di fuori dei confini giapponesi giocherà un ruolo determinante anche nel restituire al Giappone la reputazione perduta a livello mondiale.

Una decisione che avrà un peso enorme nei destini del Giappone...

La vita è strana. Può una sola telefonata cambiare la storia dell'industria ottica giapponese prima, e l'economia di un intero Paese poi?...

Qual è stata la prima guerra che ha fotografato solo con Nikon?

Poco più tardi, sempre in Giappone, a Misaki, ero con Haru Matsukata, Horace Bristol e alcuni amici. Haru si rivolse a me e disse: "David, sai cosa sta accadendo? La Corea del Nord ha appena attaccato la Corea del Sud!". Era iniziata la guerra coreana. Tornammo tutti a Tokio e prendemmo il primo volo partito dalla sede del Generale MacArthur verso la Corea. Qui rimasi per i successivi otto giorni, coprendo con i miei scatti la prima parte del conflitto.
Fotografai solo con obiettivi Nikkor innestati su macchina Leica. E così feci per i mesi successivi.
I messaggi, anzi la domanda più ricorrente dagli uffici di Life dove ricevevano le mie immagini era: "Che attrezzatura stai usando? Con quali obiettivi stai scattando?"
È un obiettivo Nikkor - rispondevo. Nessuno dei miei interlocutori però conosceva quel nome.
Poco dopo, un giornalista del New York Time raccontò attraverso le pagine del suo giornale l'episodio in cui la storia di Nikon e quella del sottoscritto si erano incrociate, cambiando da quel momento in poi il corso di entrambe.

La copertina di Life del 4 settembre 1950 con la celebre fotografia "Marines in ricognizione" realizzata con obiettivo NIKKOR da David Douglas Duncan

Vuole aggiungere altro?

Ah, c'è una cosa molto importante che vorrei aggiungere. Tutti noi o quasi, tornati dalla Corea, alloggiavamo al Press Club Center. Ci restammo per due, forse tre giorni. Ogni sera un furgone arrivava dalla fabbrica Nikon e tutte le fotocamere – anche le Rolleiflex, le Leica, le Speed Graphic, le Zeiss, insomma qualunque camera noi avessimo – erano portate in azienda per essere pulite durante la notte! Non era un modo per promuovere Nikon. Lo facevano per amicizia.

Ma i rapporti attuali tra lei e Nikon?

Il mio legame con Nikon è qualcosa che va oltre l'amicizia. L'amicizia può essere anche occasionale. Tutto questo non lo è. Quello che vi ho raccontato è per sempre.