Intervista a Elisa Moro

A cura di: Dino del Vescovo

Vincitrice assoluta per la categoria WMN (Woman) del Nikon Talents 2012, concorso fotografico ideato dalla Nital di Torino, che nella sua prima edizione ha visto l'upload di circa 4.400 portfolio per oltre 40.000 immagini, Elisa Moro, 22 anni di Pordenone, definisce la sua fotografia “in continua evoluzione e crescita”. Ha colpito l'attenzione della giuria per la qualità dei suoi scatti e per l'originalità del soggetto alla base del suo portfolio dal titolo “Whiskers”: la barba come elemento decorativo della fotografia di ritratto maschile. Impegnata da circa cinque anni nella sperimentazione fotografica, soprattutto di ritratto e musicale, ha già avuto la possibilità di provare con soddisfazione la fotocamera a ottiche intercambiabile Nikon 1 V1 assegnatale come premio insieme al buono da 2.500 € da spendere in attrezzatura Nikon.

Cosa fai nella vita? Quando nasce l'interesse per la fotografia? E quando non fotografi, come ti diverti?   

Nella vita lavoro come fotografa. Ho iniziato nel 2007 con uno stage in uno studio fotografico. Nel 2008 ho iniziato a lavorarci con continuità fino a un anno fa, quando ho deciso di mettermi in proprio.
Quando non fotografo passo il mio tempo libero tra concerti e cinema. Specialmente nell’ambito cinematografico, tra film e telefilm.

Hai pensato, anche per un attimo, mentre caricavi le tue immagini per il concorso Nikon Talents 2012, che ti saresti aggiudicata il primo posto per la categoria WMN?  

Sinceramente no.
Le avevo caricate già su Facebook e avevano riscosso abbastanza successo tra i miei amici, ma non credevo così tanto da poter vincere un concorso.

Ti è piaciuta la serata di premiazione? Ricordi qualcosa in particolare?  

Si, la serata mi è piaciuta molto, il posto era veramente particolare. Non capita spesso, inoltre, di entrare in un carcere dismesso adibito a mostre. Il momento che più ricordo è stato quello della proclamazione della vincitrice per la categoria donne (WMN). È apparsa in gigante la mia foto con i baffi, cosa che non mi aspettavo. Pensavo avrebbero scelto quella senza baffi nel caso di vincita. Dunque vedermi sullo schermo con i baffoni mi ha fatto ridere. In generale tutta la premiazione è stata interessante, anche la performance live del pittore.

Come definisci la tua fotografia?

Penso sia una fotografia in evoluzione.
Ovvero una fotografia che ha bisogno ancora di crescere e sperimentare parecchio. La mia fotografia cerca di crescere sia tecnicamente sia creativamente.
Non ho ancora i presupposti per fermami o adagiarmi su un determinato stile. Penso dunque di poter definire la mia fotografia “in evoluzione” o “in crescita”.

Mi spiegheresti il significato di “fotogenia”?

Per fotogenia si intende la qualità che hanno determinate persone di apparire bene in foto. In teoria, la fotogenia dovrebbe essere una qualità oggettiva.
Personalmente penso che lo sia per un 90%: il restante 10% è soggettività.
Mi è capitato più volte di fotografare belle persone alla vista, ma che in fotografia non rendevano bene come dal vivo, o, nel caso opposto, gente che alla vista non aveva nulla di particolare, ma in fotografia rendeva moltissimo.

 

Quando e dove nasce l'attrazione “fotografica” per la barba?

L’attrazione per la barba l’ho sempre avuta a dire il vero.
Mi è sempre piaciuta come elemento “decorativo” nel volto di un uomo, però ho effettivamente iniziato a fotografarla da circa un anno. Ho iniziato con il mio amico Lorenzo Santin, il soggetto delle immagini del portfolio “Whiskers” con il quale ho vinto il concorso Nikon Talents 2012.
Perché con lui? Perché era l’unica persona disposta a farsi crescere per così tanti mesi la barba! Quasi in contemporanea a Whiskers, ho iniziato un altro progetto, sempre sulla barba. Una sorta di collezione di barbe “on the road” di gente che incontro semplicemente per strada o dentro un locale, a cui chiedo una foto ricordo, un ritratto.
Il mio quindi è un album di figurine delle barbe.

Da quando sei nikonista e perché?

Domanda critica. Ho scattato fin dall’inizio con Canon perché la prima macchina che mi è stata regalata anni fa, era una Canon.
Il mio titolare però, quando ho iniziato a lavorare, era nikonista. Dunque usavo anche Nikon. Ho però proseguito con Canon anche se il concorso Nikon Talents mi ha dato l’occasione e l’opportunità di avere a disposizione anche un'attrezzatura Nikon. Al momento uso entrambe le marche. Non ho una macchina preferita. Quella che mi fa lavorare bene indipendentemente dalla casa produttrice lo è.
Per quanto riguarda l'ottica, mi piace molto il NIKKOR 50mm f/1.4.

Hai avuto modo di provare la nuova Nikon 1? Ti è piaciuta?

Provata e piaciuta.
Bella la messa a fuoco e la velocità di scatto. Compatta da tenere in tasca ma robusta.
Un bel concentrato di tecnologia.

Che differenza c'è fra la fotografia musicale e quella di ritratto?

Nel mio caso, la fotografia musicale è reportage.
Reportage di concerti live dove non ho pieno controllo della situazione. Ovvero posso solo decidere quando scattare, le inquadrature e come impostare la macchina, ma la scena è decisa da chi sta sul palco oltre il mio obiettivo. Il controllo delle luci e dei movimenti non dipende quindi da me.
Nel ritratto invece ho la facoltà di scegliere tempi, pose, luci e movimenti. Dunque ho la situazione sotto controllo, a differenza dei concerti live dove in genere il fotografo può scattare solo per i primi tre pezzi della band. Direi che la differenza sostanziale sta dunque nel controllo generale della situazione.

Esistono luoghi comuni circa la fotografia? Quello più diffuso?

Ci sono parecchi luoghi comuni…
I miei preferiti (per modo di dire) sono: “Eh, ma con quella macchina lì sono anche io capace di fare belle foto!”, oppure... “Con un modello/a così, vengono per forza bene le foto!” o ancora... “I veri fotografi sono quelli che scattano a pellicola”, “Le foto vengono meglio a diaframma 8”.
In realtà si potrebbe scrivere un libro sui luoghi comuni della fotografia. Se mi va male la carriera da fotografa, quindi, ci scriverò un libro.

L'invasione delle fotografie sul web fa bene o male alla fotografia?

Fa bene e male.
Bene, perché dà visibilità e opportunità per farsi conoscere, oltre a essere terreno di confronto; male perché il web è saturo. Ci sono miliardi di fotografie e poca selezione. L'enorme diffusione della fotografia come elemento di comunicazione sul web, sta uccidendo a poco a poco la stampa e la diffusione cartacea delle immagini. Penso ci voglia più equilibrio e selezione.

Cosa vuoi fare da grande?

Spero di continuare a fare la fotografa. In alternativa ho sentito dire che il maggiordomo che lavora per la Regina di Inghilterra guadagna bene.