Scattare i migliori ritratti di bambini

A cura di: Tamara Lackey

I suggerimenti di un professionista

Prima di valutare la posizione e la luce, prima di tirare fuori la fotocamera e di scegliere l'obiettivo, è una buona idea ricorrere alla psicologia e ad alcune strategie. Si tratta degli elementi realmente essenziali di cui hai bisogno per ottenere foto ottimali dei tuoi bambini e dei tuoi nipoti.
Ecco uno dei segreti che abbiamo appreso da Tamara Lackey. La padronanza che ha nei ritratti e nelle foto di lifestyle dà testimonianza non solo delle sue abilità con le immagini, ma anche di un sicuro controllo delle strategie necessarie. Tamara cattura costantemente gli umori, gli istanti e le espressioni che rendono formidabili le immagini dei bambini.
Di seguito quello che abbiamo appreso.

© Tamara Lackey, D800, AF-S NIKKOR 85mm f/1.4G, 1/250 sec., f/2.8, ISO 160, esposizione manuale, misurazione matrix. Al calar del sole, la luce era più calda e io stavo lavorando con lei per lasciarmi alle spalle alcune espressioni sciocche e mostrare il suo sorriso autentico. È fantastico ottenere uno sguardo autentico dal soggetto in una luce brillante e vale la pena dedicarsi cercando ripetutamente quell'istante.

© Tamara Lackey, D4, AF-S NIKKOR 85mm f/1.4G, 1/320 sec., f/3.5, ISO 1000, esposizione manuale, misurazione matrix. Un bambino di quattro anni riservato che non vorrebbe guardare in direzione della fotocamera né restare in qualche modo impegnato. «Pertanto ho iniziato a imitarlo facendo esattamente ciò che lui faceva», afferma Tamara. «Il bambino ha trovato tutto ciò divertente per circa 4,3 secondi. Un tempo più che sufficiente per me. Ho tenuto la fotocamera distante da me. Si tratta di una scelta che di solito non faccio con un obiettivo da 85 mm. Tuttavia entrambi eravamo stabili, non ci muovevamo, pertanto ho potuto procedere».

© Tamara Lackey, D800, AF-S NIKKOR 85mm f/1.4G, 1/125 sec., f/2, ISO 2000, esposizione manuale, misurazione matrix, lampeggiatore SB-910. «Mi sono seduta e le ho mostrato questa posa. Dovevo essere certa che i suoi piedi fossero all'indietro verso le scale, in quanto ho un'inquadratura piuttosto ristretta per l'obiettivo da 85 mm, perciò i suoi piedi sarebbero sembrati veramente grandi se fossero stati sporgenti».

© Tamara Lackey, D800, AF-S NIKKOR 85mm f/1.4G, 1/320 sec., f/1.8, ISO 100, esposizione manuale, misurazione matrix. «La bambina era riservata e penso che la posa lo riveli. L'ho convinta a spostare i piedi e a portare le spalle all'indietro, a fare una curva a S del suo corpo e ciò ha fatto una grande differenza»

ETÀ E ASPETTATIVE

L'età dei soggetti stabilirà ciò che puoi trarre da loro

«Quando mi rapporto con i bambini più piccoli (dai bebè ai bambini piccoli) parte del mio lavoro è costituito dal contenimento», afferma Tamara. «Sono a conoscenza del fatto che non hanno alcun interesse a farsi fotografare, dunque, devo contenerli. Perciò, solo per il millisecondo che ho a disposizione, ottengo un'espressione importante ai fini dello scatto". Per contenimento si intende fare un gioco per l'intera o per parte della sessione al fine di mantenere il bambino nel punto scelto da Tamara. Inoltre, può significare allestire un luogo e, in maniera gentile, ossia in modo incoraggiante e non minaccioso, far spostare il bambino verso di esso. «Penso sempre a come fare per evitare di fotografare la loro nuca. Per quel tipo di età, abbasso le mie aspettative in base al tipo di interazione che otterrò e approfitto immediatamente dei pochi istanti che riesco a ottenere».
Dai 4 ai 9 anni di età, Tamara si aspetta di ottenere molte performance artistiche. «I bambini si esibiscono per me, ti dicono "Guardami fare questo, guardami fare quest'altro", perciò devo essere certa di scattare le immagini più autentiche delle loro performance».

Quando i soggetti raggiungono i 9 anni di età (fino ai 12/13 anni), Tamara si trova a fotografare bambini che stanno acquisendo consapevolezza di come appaiono e di come relazionarsi. «Pensano: "Sono figo? Sono carina? Sono alla moda? Questa foto sembrerà bella su Instagram?" Pertanto, uno dei miei compiti è aiutarli a sentirsi sicuri e a proprio agio. Inoltre, adotto ulteriori misure per fotografarli in modo affascinante perché è questo che a loro importa di più. Difatti, non appena mostro loro che li sto fotografando in modo da renderli "affascinanti", visto che li sto facendo mettere in posa e li sto illuminando per bene, ottengo un coinvolgimento più autentico».
L'approccio di Tamara con i teenager è la sincerità: «A prescindere dal fatto che lo affermino o meno, sono consapevole che non vogliono trovarsi qui per essere fotografati». Tamara dice loro di essere dalla loro parte, imposta un conto alla rovescia, «Si tratterà di un paio d'ore», e procede alla ricerca di microespressioni da immortalare. «Ci vuole solo un secondo per ottenere una risata o uno sguardo intenso prima che loro ricordino che non dovrebbero reagire ai miei stimoli». Tamara parla con loro, ma evita le ovvietà, come ad esempio «Cosa studi a scuola?», che non funzionerebbero. «Per le ovvietà hanno risposte ed espressioni predeterminate», sostiene la fotografa. Pertanto utilizza l'eccentrico, come ad esempio domande sulle loro opinioni in merito alle attuali spese del Congresso. La misura del suo successo con gli adolescenti è rappresentata dal numero delle volte in cui lei ascolta frasi del tipo: «Non avevo idea che stavi scattando queste!» quando i soggetti vedono le immagini sul retro della fotocamera.

© Tamara Lackey, D800, AF Micro-Nikkor 105mm f/2.8D, 1/160 sec., f/2.8, ISO 640, esposizione manuale, misurazione spot. «Stavo fotografando due soggetti all'interno della città, utilizzando come sfondo edifici, interni, esterni e pareti colorate straordinari. Ho ricordato qualcosa che l'organizzatore Peter Walsh aveva detto a proposito del fatto che, ogniqualvolta rende vuoto uno spazio, i bambini vi danzano dentro. Ed è esattamente ciò che la bambina ha fatto e poi si è riposata sulla trave per un secondo. Non lo avevo programmato, lei lo ha semplicemente fatto e io ho scattato. Ho inquadrato l'istante in un modo sorprendente, ma era tutto merito suo».

© Tamara Lackey, D4, AF-S NIKKOR 24-70mm f/2.8G ED 1/800 sec., f/9, ISO 200, esposizione manuale, misurazione spot. «Ho lavorato con lei, con la sorella e con la loro madre. Siamo state in acqua e sulla sabbia e lei con me si è annoiata, malgrado fosse un posto perfetto in cui trovarsi. Dopo lunghi periodi di coinvolgimenti, facevo di tutto per essere solo un rumore di sottofondo. Quindi, annoiata, la bambina ha semplicemente iniziato ad andar via e io ho colto l'istante».

© Tamara Lackey, D4, AF-S NIKKOR 35mm f/1.4G, 1/160 sec., f/4.5, ISO 640, esposizione manuale, misurazione matrix. «La bambina è stata talmente attiva per la prima parte (dello scatto, n.d.r.) che alla fine era stanca e si è messa a riposare. È un buon esempio: quando vedi una situazione, non disturbarla. Quando vedo un momento di riposo, qualcuno in trance, è ciò a cui voglio arrivare e lo inquadro per ottenere lo spazio negativo entro il quale lei sembra essere».

Difatti, Tamara afferma: «Quando si guarda un video di me che fotografo i bambini, sembra che in realtà non stia ottenendo nulla. Tuttavia, il quantitativo di tempo necessario per un'espressione equivale solo a 1/200º o a 1/1000º di secondo. Mi addentro negli scatti, concedendo a me stessa una pausa, nella consapevolezza che ho bisogno solo di un millesimo di secondo qui e di un millesimo di secondo là e che, se ottengo dagli 8 ai 10 di questi risultati, è abbastanza».