Coppa del Mondo di Biathlon 2015, Anterselva, by Sportful

A cura di: Paolo Meitre Libertini

La fotografia sportiva è il mio mestiere. L’ho ripetuto più volte e forse, se state leggendo questo Nikon Life, lo avrete intuito.

Nella mia carriera ho fotografato il calcio per squadre e sponsor di serie A, il mondiale di rally e alcuni dei più grandi, affascinanti e spettacolari raid avventura del globo. Posso però affermare di essere specializzato in riprese invernali e sulla neve.
Dal 22 al 25 gennaio 2015, a Rasun-Anterselva, paesino della provincia di Bolzano, nel cuore dell’omonima valle, c'è stata una tappa di Coppa del Mondo di biathlon. Il paese è poco più di una borgata alpina di 2.871 abitanti, ma nei giorni di gara riceve circa 150 mila spettatori.

Ho già fotografato in passato questo sport. Prima alle olimpiadi di Torino, più recentemente alle Universiadi del Trentino. Nel caso di Rasun-Anterselva, ho avuto un incarico ben preciso: fotografare la nostra nazionale. Sia gli atleti della squadra maschile, sia le atlete della femminile.
Splendidi i nostri ragazzi che per l'occasione hanno sfoggiato livree “Sportful” rosse come il motto che li accompagnava: #redisfaster.

Le gare si sono svolte in tre giornate ma a me ne è stata concessa una sola, per cui non potevo fallire e tornare a casa senza fotografie. Fotografare cinque atleti che in due manche ti passano davanti circa cinque volte in tutto, non è cosa facile. Sono gare a inseguimento dove gli sciatori arrivano tutti in gruppo per cui è difficile isolare quelli di tuo interesse. Ma andiamo con ordine.

Inizia il balletto degli accrediti. Come da procedura, visito il sito web della manifestazione, accedo alla sezione dedicata e compilo il form. “Requisiti accettati” mi dice. Lo stesso aggiunge però che la procedura non può essere autorizzata in quanto è scaduto il tempo per gli accrediti on-line. Iniziamo bene, penso fra me. Mi arriva comunque un accredito per accedere alle zone Vip, dall’azienda per la quale lavoro: Sportful, appunto.
Non sono soddisfatto e una volta giunti all’ufficio accrediti, tento la carta AIPS (Assocation Internationale De La Presse Sportive). Questa dovrebbe fare la differenza in quanto rilasciata ai professionisti che operano a livello internazionale in eventi sportivi. Diciamo quella che contraddistingue un fotografo professionista, cioè un fotografo che fa questo di mestiere, da chi invece non lo è. È un po’ la prova del nove. Nelle gare di questo calibro, è praticamente impossibile accedere senza credenziali.
Il primo approccio è piuttosto rigido, in quanto appunto, essendo ormai chiusi tutti gli accrediti, non è possibile aggiungere altri fotografi. A meno che non si abbia la tessera AIPS. Et Voilà! La esibisco con orgoglio.
La “signorina Rottenmeier” accenna un sorrisino e mi invita ad accomodarmi per la fototessera da inserire nel pass “ALL” che significa che puoi andare praticamente ovunque!

Il mio corredo fotografico:
Per fotografare gare di questo tipo, occorre senz'altro un buon teleobiettivo. Non solo perché si lavora da lontano, ma perché si ha la necessità di giocare con sfondi sfuocati che isolino il soggetto in tutta la sua nitidezza. Personalmente ricerco per le mie inquadrature sfondi carichi di colore, come le platee gremite di spettatori. Un teleobiettivo potente le trasforma in impasti di colore sfuocati e indefiniti. E io adoro questo effetto.
Ad Anterselva ho usato:
• 2 corpi Nikon D800
• 1 corpo Nikon D750
• AF-S Nikkor 400 f/2.8E FL ED VR
• AF-S Nikkor 70-200mm f/2.8 ED VR II
• AF-S Nikkor 24-70mm f/2.8G ED

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