Una bolla in cielo

A cura di: Enzo Isaia

La fotomodella è la BOLLA del Lingotto a Torino, progettata più di 20 anni fa da Renzo Piano.
Il Lingotto, ora un complesso di uffici, auditorium, università, hotel, negozi e spazi fieristici, era una vecchia fabbrica di automobili: il primo grande stabilimento della Fiat.
La Bolla, costruita in cristallo e acciaio al di sopra della pista parabolica che funge da copertura dell'edificio, è una piccola sala conferenze con a fianco un'eliporto situati a quaranta metri di altezza.

Innamoratomi (Sindrome di Stendhal?) di questa astronave nella primavera del 2006, mi sono dato tre anni di tempo per "carpirle il cuore" … fotograficamente parlando.

Purtroppo se si tenta di osservare questo capolavoro di Renzo Piano dall'ingresso principale del Lingotto, quasi non lo si vede, perché si è troppo addossati.
È questa la ragione per cui molti, anche torinesi, non sanno cosa sia o dove sia la Bolla. Spostandosi però dalla parte opposta all'ingresso principale, in fondo in fondo ad un parcheggio esterno, verso la ferrovia, si legge la Bolla, in tutta la sua leggerezza, stagliata contro il cielo. La si legge ancora meglio portandosi appresso una scala alta 3 metri… come ho sempre fatto io... e ci si arrampica per superare gli alberelli del parcheggio. In alternativa la si può apprezzare percorrendo la passerella sospesa sulla ferrovia, che passa sotto ad un grandissimo arco colorato, entrambi costruiti in occasione delle Olimpiadi Invernali; ma quest'ultima soluzione offre pochi punti di ripresa.

Trascorsi i tre anni preventivati, anche se avessi voluto continuare questa ossessiva (dicono alcuni amici) ricerca seriale/monotematica, non sarei più riuscito a combinare molto: gli alberi sono nel frattempo parecchio cresciuti!
Debbo ammettere che, in questo arco di tempo, ho messo nel carniere immagini a sufficienza, nelle più disparate condizioni di luce e di situazioni atmosferiche: di notte, con e senza luna; all'alba; al tramonto; in pieno giorno con il sole e con le nuvole (le più varie); con la neve; con la nebbia; con i fuochi artificiali; con voli di colombi, di storni, di aerei ed elicotteri. Poche le fotografie con le persone, la maggior parte senza.

Non pensate che, durante questo triennio, io mi trovassi fisso nel parcheggio del Lingotto, in una tenda canadese, con una lampada a petrolio, ad attendere eventi celesti! Prima veniva, come sempre, il mio lavoro e poi il progetto Bolla.
Dopo tante sveglie e gelide attese antelucane, molte volte sono tornato a casa senza un'immagine che, a mio giudizio, fosse degna di attenzione!
Non me la sono mai presa: queste ricerche personali vanno svolte senza premura, con passione, si, ma pure con la consapevolezza necessaria a farti capire sin dall'inizio che la quantità di tempo e di energie che vi si dedica non avrà mai un ritorno economico benché minimamente adeguato…

In ogni caso, un graditissimo riconoscimento delle mie fatiche l'ho avuto lo scorso anno quando, con uno di questi scatti, ho partecipato per la prima volta nella mia vita ad un concorso fotografico “specializzato”, Immagini di Architettura nel mondo, indetto da Viaggi di Architettura, il portale dell'Agenzia Lionetti di Matera ed ho conquistato il primo premio: uno splendido viaggio per due persone con permanenza di 5 giorni a Tokyo. Fantastico!
Il reportage fotografico del viaggio, se può interessarvi, lo trovate ai seguenti links:

Cronaca di un viaggio in Giappone | Cronaca di un viaggio in Giappone - Kyoto

Ma torniamo a noi.
Se non per l'ottenimento di un giusto contrasto, saturazione e luminosità, queste immagini non sono figlie di Photoshop, bensì di precisi e mirati sopralluoghi con l'individuazione delle future postazioni di ripresa, con la valutazione dei percorsi di sole e luna, con una attenta lettura delle previsioni del tempo e con tante, lunghe attese in loco passeggiando, leggendo ed ascoltando musica in auto.

In molte immagini appaiono scie di condensazione nel cielo: sono quelle disegnate dagli aeromobili che percorrono l'aerovia Alpha 1, che collega Il Cairo e Atene a Parigi e Londra. Il radiofaro è situato a Poirino, non lontano dal Lingotto. Ecco spiegato l'affollamento aereo, quasi sulla verticale della Bolla, che in certe fotografie potrebbe sembrare poco credibile.
Ovviamente la stagione invernale, con le basse temperature ed alta umidità in quota, contribuisce alla condensa degli scarichi dei reattori, incrementandone la visibilità.

Ritengo che la difficoltà maggiore per la realizzazione di questo tipo d'immagini sia, tecnicamente, la collimazione di tre punti.
Mi spiego meglio: se siete in giro per il mondo e scattate una fotografia ad un qualsivoglia monumento, il background e la luce sono quello che sono e tanti saluti. Una retta passa, quindi, per due punti, cioè l'obiettivo ed il soggetto: penso concordiate che non sia uno scatto particolarmente complicato.
Se invece la ripresa di un soggetto designato, per esempio il Colosseo, volete farcirla oltre che con un particolare tipo di luce (di taglio e non troppo forte: è così che la volete, vero?) anche con un cielo di nuvole interessanti (non inserite con Photoshop) e, già che ci siamo, un volo di uccelli o di aeri, dovrete far passare una retta per tre punti: l'obiettivo fotografico, il Colosseo, il cielo giusto e/o i volatili che siano. Concorderete che, con queste esigenze, la faccenda risulta un po' più complessa.
Soprattutto se si vogliono ottenere molte situazioni differenti… ma è proprio lì che sta il bello!

Con queste immagini ho allestito una mostra, Una bolla in cielo, presso il Forte di Fenestrelle in Val Chisone (non lontano da Torino).

Desidero ringraziare:
Renzo Piano, Stefania Canta e Marco Profumo di Renzo Piano Building Workshop.
L'IPI SpA, Lingotto 2000, Consorzio Polaris, Fabrizio Settime, Massimo De Luca, Rita Antelmi per l'aiuto/supporto logistico nella realizzazione di alcune immagini.
La Nital per l'ospitalità che ha deciso di offrire alla “mia” Bolla.

www.enzoisaia.com | enzoisaia@enzoisaia.com

 

Enzo Isaia
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