Castelli della Loira

A cura di: Maurizio Fontana

Nell'estate del 2008 Paola ed io decidiamo di visitare i Castelli della Loira in Francia. Una buona guida turistica ed una cartina dettagliata sono più che sufficienti per pianificare il viaggio.
Scegliamo di muoverci nel “triangolo” compreso tra le città di Bourges, Tours e Orleans e stimiamo una durata di 10 giorni.
Prenotiamo tramite agenzia gli alberghi e via verso l'avventura. La mattina si sale in auto verso le 6:00 perché ci aspetta una “tirata” di 800 km. Una splendida alba sulla deserta pianura padana ci accompagna nel viaggio ed in circa 2 ore siamo già al traforo del Monte Bianco.

Maurizio FontanaMaurizio Fontana

I chilometri scorrono veloci, ma il viaggio sembra non finire, finalmente verso le 15:00 arriviamo a Bourges: una piccola e curatissima città con un cuore medioevale.
Cerchiamo l'albergo, ci sistemiamo e nel tardo pomeriggio usciamo a fare due passi verso il centro, visitiamo la splendida cattedrale in stile gotico, fredda e spoglia internamente tanto quanto maestosa ed imponente nella sua architettura esterna.

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I primi giorni siamo un po' sfortunati con il tempo, un cielo plumbeo ci accompagna nei nostri spostamenti attraverso la bellissima campagna francese che ci ricorda la Toscana (solo un poco più pianeggiante).
Inizia il nostro frenetico tour, dico frenetico perché alla fine contiamo circa una quarantina di visite tra chateaux, chiese e ville, ma nonostante ciò appena arriviamo al castello di Meillant ci ritroviamo immersi e rilassati nel magico mondo delle fiabe fra torri, foreste, ponti levatoi, armature, canali d'acqua ecc ecc, mancavano solamente i draghi volanti.

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Solitamente i viaggi organizzati fanno visitare una mezza dozzina di castelli, i più famosi, noi invece decidiamo di visitare tutto il possibile: alcune volte ci si presentano davanti costruzioni che si avvicinano di più alla villa piuttosto che al castello ma tutte indistintamente sono conservate in maniera impeccabile e spesso curate anche nei più piccoli particolari come l'abbazia di Noirlac.

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Splendidi giardini, prati verdi e percorsi di ghiaia ci accompagnano nelle visite dei castelli di Ainay le Vieil, La Verrerie e Jussy Champagne mentre il paesaggio non finisce mai di stupirci quando ci imbattiamo nelle centrali nucleari o quando arriviamo a Sully sur Loire dove rimaniamo basiti dalla maestosità che sprigiona “quell'ammasso” di torri in mezzo all'acqua.

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La calda luce del tramonto guida il nostro rientro a Bourges, sono già passati 3 giorni ed il mattino seguente si parte alla volta di Tours: durante lo spostamento visitiamo alcune località lungo la strada tra le quali non può mancare il castello di Valencay che, architettonicamente parlando, assomiglia più ad una reggia.
Nel pomeriggio siamo a Tours, una città principalmente moderna che sorge sulle sponde della Loira, con un piccolissimo e caratteristico centro storico. Una veloce visita alla cattedrale, un boccone, due passi e poi in albergo a prepararci per il giorno dopo.

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La zona nei dintorni di Tours ci offre i castelli più belli di tutto il viaggio. Iniziamo da Ussè famoso perché la leggenda narra che sia il castello della “Bella addormentata nel bosco”, passando per Riveau e Azay le Rideau giungiamo nel tardo pomeriggio a Villandry dove approfittiamo per riposarci un po' nei giardini più belli e spettacolari della Francia.
Il mattino seguente lo dedichiamo al castello di Chenonceaux sicuramente il mio preferito per l'originale ambientazione in cui si trova: lo chateau, immerso nella foresta, è costruito sopra un fiume a mo' di ponte e collega le due sponde opposte, una rocca talmente strategica al punto che, nella Seconda Guerra Mondiale, i tedeschi lo occuparono per farci transitare sopra anche i carri armati.

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Il nostro viaggio continua attraverso Amboise e Chaumont sur Loire fino ad arrivare al castello di Chambord: “il Castello per eccellenza”!
Chambord è il più grande ed imponente chateau di tutta la zona della Loira, un'immensa fortezza immersa in un parco talmente esteso che vi organizzano dei “safari” in jeep per visitarlo e scoprire la sua fauna. Architettonicamente si sviluppa all'interno di un imponente muro di cinta e nel suo “cuore” è racchiusa un'originalissima scala elicoidale a doppia rampa sovrapposta progettata da Leonardo Da Vinci. Mezza giornata vola via ammirando il castello e passeggiando nel suo parco.
Nel rientro facciamo tappa a Cheverny, una lussuosa villa finemente arredata in stile d'epoca, famosa per la sua tenuta di caccia: un generoso canile ospita un numeroso branco di cani da caccia usati al giorno d'oggi più per attrazione turistica che per “lavoro”.
Siamo in vacanza perciò ogni scusa è buona per fermare l'auto, sgranchirsi le gambe, ammirare il paesaggio ed imbattersi in simpatici incontri.

Maurizio Fontana

Gli ultimi giorni facciamo una scappata ad Orleans, dalla quale ci aspettavamo molto di più, ma durante il tragitto visitiamo la cittadina di Blois indubbiamente la più bella di tutte quelle viste: una perla nera fra tante perle bianche.
Il Castello di Blois, situato sulla sommità di una collina, domina la città e permette di visitare, fra le tante cose, un museo di archeologia gotica che conserva anche delle inquietanti gargoile originali dell'epoca.
Dieci giorni sono volati e come in tutte le vacanze è già ora di tornare a casa, riprendiamo la strada verso l'Italia un po' stanchi per il, permettetemi, “tuor de force” ma molto soddisfatti per la bellissima esperienza trascorsa ed i fiabeschi ricordi impressi nella mente.

Per il Reportage ho usato la seguente attrezzatura:

Nikon D300 | Nikkor AF-D 10.5 DX fisheye | Nikkor AF-S 12/24 DX | Nikkor  AF-S 24/70




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