Il delta del Danubio

A cura di: Valerio Dondi , fotografie di: Alessandro Frignani, Anna Vilardi, Catalina Filip, Domenico Bressan, Ernesto Scarponi,
Luigi Montanari, Mirko Torresani, Roberto D’Andrea, Valerio Dondi


Dicono che i grandi fiumi abbiano una memoria e che nel loro scorrere lento vi sia tutto il tempo per arricchirla di ciò che si affaccia sulle loro rive.
Hanno occhi per catturare quello che vi si specchia. Raccolgono odori, rumori, voci della gente, grida dei bambini e piace pensare che tutto questo venga conservato nel loro profondo. È l'anima del fiume, frammenti di vita che scorrono lentamente insieme a lui. E dopo qualche tempo, quando il fiume arriva a conclusione del suo percorso e si prepara a dissolversi in mare, si libera di tutto questo, disperdendolo in una natura che lo avvolge, lo ingloba e lo accompagna nel suo ultimo tratto di vita.

Il grande Danubio, arteria dinamica e pulsante della Mitteleuropa, raggiunge così la sua quiete finale e si apre in mille rivoli, in mille canali, in mille paludi, In modo che l'abbraccio prossimo con il mare possa essere totale.

È il Delta, dove la natura trionfa e l'uomo torna ad essere ospite discreto. Una convivenza non sempre facile ma che premia la sua gente arricchendola di una forza interiore ormai quasi sconosciuta nelle comode consuetudini di vita urbana.

Il nostro viaggio fotografico, con la guida preziosa di Catalina Filip e Sorin Onisor, ci ha portati qui, tra questi silenzi, rotti solo da suoni antichi ed illuminati da una luce magica. E proprio da ospiti discreti vogliamo trascorrervi qualche giorno per tentare di entrare in sintonia con l'anima del grande fiume, prima ancora che provare a catturarne con la fotocamera frammenti di natura e di vita.

Ed è proprio la natura e la vita che abbiamo voluto fissare come protagonisti nei nostri scatti e con i quali desideriamo coinvolgervi e rendervi partecipi delle sensazioni profonde che queste giornate ci hanno regalato.

Il viaggio parte in un pomeriggio caldo da Tulcea, ultima città di rilievo sul corso del Danubio, prima del Delta. Ci imbarchiamo su due motoscafi con destinazione Mila 23. Il nome indica che la località dista 23 miglia dalla foce, quasi a suggerire che d'ora in poi è il fiume ad imporre il nome ai borghi che si trovano sulle sue rive. Mila 23 è uno di questi borghi, posto sulle rive di un ramo laterale del fiume ed in posizione strategica per poter accedere con le barche a zone palustri di grande suggestione paesaggistica ed interesse per l'avvistamento dell'avifauna che le popola.

Prendiamo alloggio in una pensione prossima all'approdo. Gestita da persone squisite è qui che facciamo conoscenza con Sorin Onisor, eccellente fotografo e profondo conoscitore del fiume e della sua gente, con i quali ha instaurato un vero e proprio rapporto di simbiosi con la sua professione.

I giorni successivi sono scanditi dai tempi della natura e dalla vita del Delta: Lo spettacolo di albe e tramonti, un'avifauna che quasi sembra compiacersi di concedersi ai nostri obiettivi, come i pellicani stanziali del Lacul Ligheanca. Poi gli stupendi paesaggi lacustri del Lacul Radacinos e del Lacul Trei Iezere. Ed ancora i pescatori, i loro attrezzi, i loro e gesti antichi per raccogliere il necessario alla sopravvivenza in una stretta relazione di rispetto con il fiume.

La visita al borgo agricolo di Letea sembra riportarci indietro nel tempo ad una economia di sussistenza ormai dimenticata. L'opportunità di conoscere le persone ed entrare nelle loro case deve superare un nostro iniziale imbarazzo per quell'abitudine alla riservatezza ormai consolidata nella nostra mentalità occidentale.
Poi ci rendiamo conto che quelle case sono aperte all'estraneo, come lo è l'animo delle persone che vi abitano. Parlare con noi, raccontarci di loro e della loro vita è naturale come accoglierci e darci il benvenuto.

La lingua è solo un ostacolo formale perché dai loro gesti e dalle loro espressioni scaturiscono quasi in modo empatico storie e filosofia di vita che ci toccano nel profondo.

Esperienze potenti che resteranno dentro di noi. Un complemento di sensazioni forti che accompagneranno i nostri reportage fotografici.

Nota per la fotografia naturalistica:

Nel Delta del Danubio vivono oltre 330 specie elencate di uccelli, più della metà delle 520 censite nell'Europa occidentale. Un vero paradiso per il birdwatching e la fotografia naturalistica. Tra i "capolavori" della natura stanziali nel Delta sono numerosissimi i pellicani bianchi ed i pellicani ricci. Frequente anche l'osservazione di spatole, cormorani, mignattai ed ibis dal becco ricurvo.

Tra i mille canali sono numerose le isole galleggianti formate dall'accumularsi di residui vegetali che costituiscono l'habitat ideale per la nidificazione dell'avifauna. Infatti nel parco del Delta è censita la nidificazione di oltre 160 specie di uccelli, superiore a quello di altre importanti oasi naturalistiche europee quali la Camargue ed il Delta del Guadalquivir.