Fra i surf e le onde delle isole Mentawai

A cura di: Alberto Maiorano

Fare fotografia d'azione fra le onde dell'oceano e i surfisti, richiede, oltre che una buona preparazione tecnica, anche condizioni meteo e del mare perfette. La Nikon D300s ha fotografato, nel servizio che segue, da terra, dal mare, dalla barca e dal cielo...

Esistono ancora paradisi nascosti in qualche parte del mondo, nel mezzo di qualche oceano, piccole terre circondate dall’acqua e rigogliosa vegetazione. Niente autovetture, niente traffico, nessun rumore molesto. Siamo stati alle Mentawai, isole dell’Indonesia, dopo una breve visita all’isola di Sumatra, per poi concludere il nostro viaggio nella famosa Bali, meta turistica per eccellenza e meta di surfisti provenienti da tutto il mondo. L’equipaggiamento è ridotto al minimo, per comodità di trasporto. Non lasciamo nella al caso perché in spedizioni come queste occorre essere pronti a qualsiasi evenienza. Imprevisti come piogge tropicali e blackout sono sempre dietro l'angolo. Adattatori di vario genere e una buona dose di spirito di adattamento sono quindi indispensabili.

La fotografia di surf è strettamente legata alle condizioni meteorologiche e alle mareggiate (swell). In queste zone di sicuro non mancano, ma non sempre offrono le condizioni migliori per produrre materiale fotografico degno di questi paradisi.

È facile imbattersi in acquazzoni che durano giorni o in periodi di mare pressoché piatto. Simili condizioni compromettono l’intera spedizione composta da surfisti e da operatori media pronti, invece, a catturare queste bellissime spiagge bianche con acque verdi e onde “World Class”. Anche se siamo nel paradiso delle onde, diventa difficile fotografare l’aspetto migliore del posto in assenza di sole e di condizioni “perfette”. Negli anni scorsi sono stati prodotti documentari sulle isole Mentawai di grande qualità, sia dal punto di vista video, sia del reportage di immagini. Per questo motivo era per noi importante mostrare al meglio le isole e le loro onde, malgrado il tempo e le condizioni delle stesse giocassero non sempre a nostro favore.

Nell'attrezzatura tecnica che ho utilizzato per le fotografie dall’acqua e sott’acqua, vi è una custodia a tenuta stagna che mi permette di utilizzare la Nikon D300s per le immagini action, con la sua notevole velocità di raffica in fps.

Condensa dell’obiettivo e rischio di “allagare” tutto sono fattori da tenere sempre in considerazione ed è per questo che occorre avere con sé un secondo corpo macchina.
Casco protettivo e pinne per gli spostamenti veloci sono d’obbligo per questo tipo di fotografia dinamica e un ruolo fondamentale lo gioca la conoscenza dello spot con le sue correnti, la frequenza delle onde e la sincronia con il surfista.
Un po' più “facili” da realizzare sono invece le immagini dalla terra ferma o dalla barca: con una buona velocità dell’otturatore e un buon obiettivo con lunga focale è quasi sempre possibile portare a casa qualcosa da editare. Non contento delle solite prospettive, ho voluto anche mostrare qualcosa di diverso con immagini aeree riprese da un piccolo drone e da una fotocamera compatta impostata sulla modalità time-lapse. Una soluzione più conveniente dei classici voli con l’elicottero.

Le giornate trascorrono veloci e in piena attività. La sveglia di solito suona all’alba. Dopo, si naviga per ore alla ricerca delle onde migliori.

Il rientro è quasi sempre all’imbrunire, stremati, pieni di materiale da controllare e tanti racconti da condividere a cena, l’unico momento di relax. Subito dopo si pianifica la giornata successiva controllando prima le previsioni meteo e del mare. L’Oceano Indiano è magico. Sarà perché le sue acque sono calde e ricche di pesci, o perché è pieno di energia positiva, ogni volta che mi immergo trovo la pace e tutto sembra avere un senso. Qui, il tempo scorre in modo diverso, le persone sono sorridenti e ospitali e quando te ne vai via non vedi l’ora di ritornare. Il mare qui influenza la vita e le attività di tutti, bagna a 360° migliaia di isole, alcune ancora inesplorate, deserte e in attesa che qualcuno le venga a scoprire.

Il paradiso esiste, occorre semplicemente trovarlo e pianificare la partenza.