Italia-Irlanda

A cura di: Franco Cappellari

 

La rugby-mania è scoppiata anche in Italia. La popolarità di questo sport, sta crescendo di giorno in giorno, oggi è seguito da milioni di appassionati, merito soprattutto dei risultati ottenuti sul campo.

Ne è passata di acqua sotto i ponti dal 2000, anno in cui la nostra Nazionale è entrata a far parte dell'elite del rugby mondiale, e quindi invitata a partecipare allo storico torneo del "5 Nazioni" (Scozia, Inghilterra, Galles, Irlanda e Francia).


I primi anni sono stati a dir poco difficili, l'esperienza e la forza degli avversari, ci hanno costretto più volte, all'ultimo posto in classifica, e ad "aggiudicarci" il cosiddetto "cucchiaio di legno", trofeo simbolico destinato alla nazione che perde tutti gli incontri. Da allora sono trascorsi 7 anni e l'Italia non è più "la cenerentola" del "6 Nazioni", ma si è trasformata in una squadra vincente, che gioca alla pari con le nazionali più blasonate, senza timori riverenziali, né sudditanze psicologiche.

Lo stesso spirito battagliero, unito ad una grinta fuori del comune, anima anche i "ragazzi" delle squadre giovanili, a partire dell'Under 21, che quest'anno con le vittorie su Galles e Scozia, ha dimostrato di non essere seconda a nessuno.
Il 16 Marzo 2007, al "Santa Colomba" di Benevento, ho avuto la possibilità di seguire da bordo campo, l'incontro del "Sei Nazioni", Italia – Irlanda, riservato proprio alle Nazionali Under 21.

Le condizioni atmosferiche giuste, e l'importanza del macht, hanno favorito l'afflusso di tanti appassionati desiderosi di assistere ad un spettacolo da ricordare, tra questi, un nutrito gruppo di "Allievi Carabinieri", e tanti bambini appartenenti alle scuole di rugby della città.

La contesa è stata avvincente, l'inizio addirittura scoppiettante, tanto da illuderci a sperare in un risultato più che positivo. Dopo pochi minuti eravamo in vantaggio per 10-0, poi col passare del tempo, la forza e la maggior esperienza degli Irlandesi è venuta fuori.

Raggruppamenti, mischie, placcaggi, touche…un'incalzare di azioni a ritmi travolgenti

Il macht, si è concluso 36-25 per gli ospiti, lo spettacolo è stato coinvolgente, maschio, ma corretto, come ci si aspetta da un incontro del genere.
Al termine della contesa, cosa inusuale in altri sport, è stato bellissimo vedere, che all'indescrivibile ardore agonistico, si sono sostituiti i calorosi abbracci tra avversari, nell'attesa dell'inizio della festa del dopo partita, che come nella migliore tradizione del rugby, unisce sconfitti e vincitori in un brindisi collettivo…anche con i tifosi.

Attrezzatura utilizzata:
Nikon D2x
Nikon D200
AF-S Nikkor 70-200mm f/2,8 G IF ED VR
AF-S Nikkor 300mm f/2.8 D II
AF-S DX VR II 18-200mm f/3,5-5,6 G