Forme e colori del Monferrato astigiano

A cura di: Enzo Isaia

Quella di Enzo Isaia è una vita dedicata alle immagini. Specializzato in fotografia industriale, il fotografo torinese si è lasciato catturare dai paesaggi naturali del Monferrato, producendo una collezione di immagini dai toni e contrasti molto interessanti.

Collaborazioni con grandi agenzie pubblicitarie internazionali, lavorando gomito a gomito con esperti ed esigentissimi art-director e grafici: questa è stata la mia vita di fotografo.
Per 40 anni ho fotografato soprattutto prodotti industriali: automobili in particolare (www.npsitalia.it/interviste/isaia/index.php), ma anche aerei, navi, treni, autocarri, utilizzando l’amata/odiata pellicola, che non concedeva errori ed esigeva una profonda conoscenza della tecnica. Fondamentale era lo studio della luce (sia in teatro di posa sia in esterno).
Superfluo parlare della precisione dell’inquadratura, della composizione delle masse (che dovevano essere sempre perfettamente bilanciate), dell’essenzialità del soggetto ripreso. Ma sempre e soprattutto era necessario trovare il modo di far nascere nell’osservatore un’emozione.
 


Con questo background mi è venuto naturale applicare tali regole a tutti i generi di fotografia affrontati in seguito (anche se ormai su supporto digitale), paesaggio compreso.
Qui, immersi “nel luogo”, bisogna saper utilizzare tutta la propria esperienza, sensibilità e immaginazione per attendere il momento giusto per scattare: quel momento magico che, a volte, non dura più di due minuti nell’arco dell’intera giornata.

È proprio di paesaggio che voglio parlare. Di base sempre a Torino, non molti anni fa mi sono ritrovato a trascorrere i fine settimana a Rocca d’Arazzo, piccolo paese del Monferrato astigiano, splendida landa che, pur essendo a un’ora di macchina dal capoluogo sabaudo, non mi era mai capitato di visitare.

In seguito, risiedendovi, è stato impossibile non rendermi conto che lo spettacolo di queste colline è uno dei più belli d’Italia, grazie alla sua collocazione non lontano dalle Alpi, alla mutevolezza e originalità dei suoi colori e profumi, alla varietà pressoché unica delle sue colture che, su piccoli e ordinati appezzamenti di terreno, creano ogni mese sistemi di puzzle sempre diversi.


La vite, il nocciolo e piccoli boschi, poi il grano, la soia, il sorgo e la barbabietola si alternano alla colza, all’orzo, al mais, al girasole, all’erba medica, alla segale… Non sono la persona più adatta a raccontare a parole i colori che esplodono in primavera e in autunno; ma nell’arco delle varie stagioni, dallo stesso punto di vista e con varie ottiche, si possono realizzare centinaia di fotografie che sembrano scattate in posti completamente diversi. Il tutto coronato dalle Alpi, quasi sempre innevate: valore aggiunto ineguagliabile, dal punto di vista scenografico e fotografico.
In cinque anni, compatibilmente con il mio lavoro di fotografo pubblicitario, aspettando le giornate più limpide (le montagne distano in linea d’aria dagli 80 ai 140 km) e consultando in modo “compulsivo” le previsioni del tempo, dopo folli sveglie antelucane e infiniti sopralluoghi mirati a individuare le location idonee a essere ritratte nelle giuste condizioni di luce, ho raccolto circa 200 fotografie.
Tra di esse anche le Langhe astigiane e altre immagini senza l’esclusiva vista “mira-monti”.

Le mie Nikon hanno, per ora, esplorato la provincia di Asti (il primo piano, anche per poco, è sempre astigiano) ma, a breve, si ripropongono metodicamente di allargare il discorso a quella di Alessandria e Cuneo.

Ho utilizzato due Nikon D3x. Quasi tutte le fotografie sono state scattate con il filtro polarizzatore (utile per “bucare” la foschia a tutte le distanze), montato su un paio di zoom: l'AF-S Nikkor 24-70 mm f/2.8G ED e l'AF-S Nikkor 70-200 mm f/2.8G ED VI II. Qualche volta ho usato l'AF-S Nikkor 14-24 mm f/2.8G ED e l'AF-S Nikkor 300 mm f/2.8G ED VR II, ma mai tele più spinti: me lo sono imposto.
In molti casi l’alta saturazione e contrasto della ripresa, dovuti al polarizzatore, sono stati abbassati (abitualmente si fa il contrario!) in fase di lavorazione del Nef: i colori reali polarizzati non sarebbero stati credibili!

Dimenticavo di segnalare che il Monferrato è a un’ora di macchina da Milano, da Torino e da Genova…
Nel caso avessi commesso qualche imprecisione nell’indicare le località riprodotte, chiedo anticipatamente scusa e ringrazio chi volesse segnalarmela.