Monte Bianco

A cura di: Andras Gyorosi

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Amo la montagna perché mi riempie di allegria, energia e di mille cose buone.
Amo la montagna perché mi fa sentire in pace con me stesso e con il mondo.
Da questo amore è nato il viaggio per il Monte Bianco: il Tetto delle Alpi non è poi così appariscente rispetto alle altre vette che lo circondano, infatti il Bianco è l'ultimo a comparire lungo la strada per Courmayeur.
 

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Quando mi è apparso davanti agli occhi per la prima volta, ho capito quanto è maestoso questo gigante della natura con le sue cime perennemente innevate. Si trova nella parte centrale di una catena montuosa che si estende per circa 400 km² ed è una delle più vaste zone alpine ricoperte da ghiaccio e neve: i suoi ghiacciai occupano un area di 178 km².
Il Massiccio del Monte Bianco è stato proposto presso l'Unesco per essere classificato come patrimonio mondiale dell'umanità in quanto "sito eccezionale ed unico al mondo", luogo di nascita e simbolo dell'alpinismo.

La funivia del Monte Bianco, considerata l'ottava meraviglia del mondo, collega La Palud (frazione di Courmayeur) con Chamonix tramite 6 tronconi. Da Courmayeur (La Palud 1730 m) si raggiunge la terrazza di Punta Helbronner (3462 m) da cui si possono ammirare splendidi panorami di ghiaccio, dove svettano le cime del Monte Bianco, del Dente del Gigante e delle Grandes Jorasses e, all'orizzonte, i "4000" d'Europa: il Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso. La parte più spettacolare della traversata è la sezione che da Punta Helbronner collega l'Aiguille du Midi (3.842 m), che è la guglia più alta delle Aiguilles de Chamonix. Da qui si gode di una vista mozzafiato a 360° e sembra di essere sul tetto del mondo.

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Ho prenotato un hotel a Courmayeur proprio sotto il Massiccio del Monte Bianco e da qui sono partito ogni giorno per le escursioni.
Durante la prima ho fatto una camminata di circa 4 km sul ghiacciaio del Monte Bianco. Queste camminate alpinistiche si possono fare, per alcuni tratti battuti, anche senza attrezzatura speciale: infatti indossavo vestiti a strati per la montagna e scarpe da trekking.
Il giorno successivo dalla stazione intermedia della funivia, tra Chamonix e l'Aiguille du Midi, ho fatto un breve percorso trekking di circa 3 km per raggiungere il Lago Bleu du Plan de l'Aiguille: un laghetto alpino che attraverso le sue piatte e limpidissime acque riflette i mille colori delle catene montuose poste sul versante opposto della vallata di Chamonix. L'escursione è piuttosto facile e poco impegnativa, ma paesaggisticamente spettacolare.

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Il terzo giorno da Chamonix ho preso il trenino a cremagliera che mi ha portato alla stazione di Mer de Glace (“mare di ghiaccio”). Questo ghiacciaio è il risultato dell'unione di tre ghiacciai minori, la sua superficie misura circa 40 km² ed è il secondo più importante ghiacciaio delle Alpi. Dalla stazione di arrivo del trenino ho affrontato una discesa ferrata di circa 500 metri per poi risalire per circa 3 km nel ghiacciaio, anche in questo caso con normali scarpe da trekking. Il cammino è stato difficoltoso senza ramponi, ma con tanta cautela si può avanzare senza problemi tra i crepacci: tuttavia sconsiglio questa escursione a chi non è dotato di attrezzatura specifica.

Il quarto giorno ho affrontato un'escursione di media difficoltà (circa 15 km) in Val Veny sotto il versante italiano del Monte Bianco: sono partito dalla località di La Visaille raggiungendo diversi laghi e attraversando il ghiacciaio del Miage; quest'ultima parte si è rivelata molto più difficile perchè non essendoci sentieri ho dovuto spesso improvvisare basandomi sul senso dell'orientamento e sulle mappe a mia disposizione.

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L'ultimo giorno invece ho esplorato la Val Ferret, anch'essa sul lato italiano, percorrendo circa 10 km di sentiero con forti dislivelli: la fatica è stata tanta ma ampiamente ricompensata dal meraviglioso scenario che mi circondava.
Dopo la mia esperienza personale fatta in questi luoghi suggestivi consiglio vivamente a tutti di andare a caccia di emozioni che solo il Monte Bianco sa dare!

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Il viaggio per il Monte Bianco è stato un vero collaudo per la mia D700 appena comprata. Utilizzandola insieme con il 24-70 f/2.8 mi ha aperto un nuovo mondo per la fotografia paesaggistica. La pulizia e la nitidezza delle foto mi hanno fatto capire l'elevata qualità dell'attrezzatura sopra citata. Mi ha fatto impressionare anche la quantità dei dettagli, soprattutto nelle ombre, e sfruttando il D-lighting on-camera mi ha reso possibile ottenere file ben definiti anche nelle ore centrali della giornata. Ho portato dietro anche uno dei miei obiettivi preferiti: il Nikkor 10.5 f/2.8 fisheye, che ho usato con il crop DX della macchina Full-frame sacrificando un po' di risoluzione. Sono rimasto comunque pienamente soddisfatto dalla resa e dalla qualità di questo obiettivo anche sul pieno formato.

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