Mostra fotografica EX: anima e bellezza, senza tempo né spazio

A cura di: Dino del Vescovo

Fabbriche deserte, capannoni dismessi, edifici abbandonati e fatiscenti. Eppure ciò che delle immagini in mostra resta, è una sensazione di strana positività: il bello prende forma dalla desolazione e dall'abbandono.

Cosa distingue un luogo bello da uno meno bello? Difficile rispondere: il bello, secondo alcuni, si manifesta agli occhi di chi osserva, svuotandosi del significato assoluto a cui tutti generalmente tendiamo. Un'interpretazione, quella soggettiva, che piace molto ai fotografi e che finisce per fare da filo conduttore nel racconto quotidiano, per immagini, della realtà. Alessandro Scarpa e Carlo Albertini, giovani fotografi veneti, entrambi ventiduenni e nikonisti sin dagli esordi, elevano oltre i limiti canonici il significato di “bellezza relativa”, trasformandolo in una mostra fotografica dal titolo EX (Mestre, 8 – 30 settembre 2012, www.mostraex.it) e dal tema tanto insolito quanto efficace: “il bello che sorge dalla desolazione e dall'abbandono”. EX sta per EXhibion, EXploration e per quel significato che gli antichi latini hanno attribuito alla preposizione “ex”: ciò che è stato, ciò che non è più... Fabbriche deserte, capannoni dismessi, edifici abbandonati e fatiscenti, interni ed esterni, ma anche pattern sorprendentemente creati dal tempo su muri e vecchie pareti (e riprodotti rigorosamente in scala 1:1), vengono restituiti al presente attraverso una serie di scatti a colori che, svestendosi del carattere pulp e malinconico che di solito il genere assume, catturano l'attenzione e la curiosità del visitatore. Questi, una volta tanto, si trova ad osservare luoghi “irraggiungibili” e, secondo l'immaginario collettivo, non belli, da un'angolazione del tutto inedita, decisamente “positiva”. Di qui la scelta, come i due autori sottolineano, di presentare al pubblico solo fotografie a colori: «...volevamo che questi ambienti apparissero ancora vivi e vividi».
 

Fotografi professionisti, appassionati di fotografia, studenti e semplici curiosi, hanno per tutto il mese di settembre popolato le stanze del Centro Culturale Candiani di Mestre, regalando ai due autori un'affluenza che ha da subito assunto i connotati del successo. «Alla presentazione della Mostra EX che si è tenuta presso la Libreria Feltrinelli di Mestre, hanno partecipato più di 70 persone. Nel giorno di inaugurazione in sede, abbiamo invece ottenuto più di 150 accessi in un'ora e mezza. Nei giorni successivi la presenza è stata sempre molto buona. Numeri che hanno sorpreso anche gli addetti ai lavori.», commenta Alessandro Scarpa. «Tale successo – sostiene - in parte è dovuto al prestigio dei nostri partner, Nikon per fare un esempio, che ci hanno permesso di veicolare il nostro messaggio nel migliore dei modi, raggiungendo ogni strato della società».

Gli stessi autori precisano che «gli scenari ritratti, sia in interni sia in esterni, non hanno subito alcuna modifica prima dello scatto. Tutti sono stati ampiamente ragionati. Nulla è stato spostato o cambiato al fine di ottenere risultati più suggestivi. La realtà era ed è esattamente come le fotografie (stampate in formato 70x100 cm e 20x30cm) la mostrano. Non abbiamo forzato gli ingressi per raggiungere i luoghi con più facilità, in virtù di un approccio rispettoso nei confronti dell'abbandono che, paradossalmente, finisce per comunicare a chi osserva le nostre immagini una sensazione di “possibilità e divenire”».
 

Geometrie, colori e giochi di luce, dettano il ritmo a una sequenza di immagini che, volutamente, non riporta alcun riferimento ai luoghi e al tempo. Perché il viaggio, iniziato dai due fotografi nel 2009 per motivi di studio universitario e culminato nella mostra in atto, sia concettuale, mentale, non spaziale, né temporale. L'unica curiosità che i due lasciano trapelare, riguarda il numero di location visitate e analizzate, circa 40, e la loro “nazionalità”, per tutte italiana. «Abbiamo dato vita a un corpus di immagini che rimanessero un po' sospese dal punto di vista temporale e spaziale. Una scelta forte per un pubblico che, di solito, è abituato ad associare a questo genere di fotografie discorsi di denuncia e riqualificazione. Non volevamo che le opere in mostra comunicassero tristezza e desolazione, ma che generassero in chi le osservava una sensazione positiva. Missione compiuta, stando a quanto ci hanno riferito, meravigliati della loro stessa reazione, diversi visitatori.», racconta Carlo Albertini quando gli abbiamo chiesto il motivo dell'assenza di qualsiasi indicazione spazio-temporale.
 

Le fotografie in mostra sono state ottenute nei primi due anni con una Nikon D80 e una Nikon D90. Successivamente, e fino al termine dei lavori, con una Nikon D300s. Per quanto riguarda gli obiettivi, sono stati utilizzati l'AF-S Nikkor 18-105mm f/3.5-5.6G ED VR DX, l'AF-S Nikkor 24-70mm f/2.8G ED, l'AF-S Nikkor 70-200mm f/2.8G ED VR II e infine il grandangolo AF-S Nikkor 10-24mm f/3.5-4.5G ED DX. La post-produzione ha riguardato, solo in alcuni casi, la correzione della distorsione geometrica dovuta alle lenti, soprattutto nelle immagini grandangolari, e la regolazione di luci e ombre.

Mostra Fotografica EX

GLI AUTORI
Alessandro Scarpa | Carlo Albertini