MTB, “Feel the Hero, catch the Hero?”

A cura di: Harald Wisthaler

Alban Lakata, attuale campione del mondo di MTB (mountain bike, ndr), veniva verso di me, si sdraiava per terra e alzava il pugno verso il cielo. In quel momento ho pensato a una sola cosa: scattare, scattare e scattare. Immortalato l’atleta, mi sono sentito finalmente sollevato dalla tensione degli ultimi giorni...

© wisthaler.com

Lo scorso giugno 2015, a Selva di Val Gardena, Bolzano, si è disputato il Campionato del Mondo Marathon di mountain bike. Gerhard, il capo dell’OK Team dell'MTB Hero, una delle gare più importanti di questa disciplina sportiva, mi aveva chiesto lo scorso inverso di documentare fotograficamente l'evento, già alla sua terza edizione. Gerhard non voleva però le solite foto della gara, ma che venissero trasmesse le emozioni degli atleti: la loro tensione, ma anche la loro gioia al traguardo. Ciò doveva essere fatto all’istante, al fine di mandare immediatamente le foto ai quotidiani e alle riviste specializzate. “Sentire l’eroe”, "Feel the hero", era il vero e proprio motto da documentare.

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Pertanto, sono rimasto in Val Gardena (Alto Adige) per una settimana. Volevo immortalare l'atmosfera, la tensione dell'attesa e la gioia degli atleti nonché la curiosità degli spettatori nei giorni precedenti la corsa. In particolare, durante la Bikenight in sella a delle biciclette storiche, è stato come fare un tuffo nel passato.

Il giorno dopo, durante la gara dei bambini, questi piccoli atleti hanno richiesto tutta la mia attenzione: erano concentratissimi, determinati e soprattutto autentici. I loro stati d'animo erano visibili, senza filtro: gioia, tristezza, rabbia o semplicemente l'essere sfiniti. Al contrario degli atleti adulti che, appena mi riconoscevano, accennavano immediatamente un sorriso "tormentato", i bambini non sentivano il bisogno di fingere.

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Il giorno del campionato tutto era improvvisamente diverso. Ero già in piedi e in giro dalle cinque del mattino per catturare le emozioni dietro le quinte, per esempio quelle degli addetti al tracciato in attesa della partenza o la routine degli operai durante la preparazione delle ultime barriere. Anche io ho dovuto adempiere alle mie mansioni preparatorie: ho fissato la mia fotocamera per la partenza, una Nikon D700 con fisheye come remote camera. C'erano da fotografare più o meno 4.000 atleti! Dopo migliaia di scatti, mi sono dedicato a selezionare le prime foto da mandare alla stampa. In fin dei conti si trattava di individuare e immortalare il futuro campione del mondo.

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Partiti gli ultimi ciclisti della sezione hobby, ero già in fermento. Ho dovuto conquistare un posto adatto, lottando con tutti gli altri fotografi: trovare la posizione giusta non si è dimostrato affatto semplice. Alla fine ho avuto fortuna e buon occhio. Per le foto d'arrivo ho usato una Nikon D4 e una Nikon D810 insieme agli obiettivi AF-S Nikkor 50mm f/1.4G, AF-S Nikkor 24mm f/1.4G ED, AF-S Nikkor 85mm f/1.4G, AF-S Nikkor 70-200mm f/2.8G ED VR II e AF-S Nikkor 300mm f/2.8G ED VR II. Il 300mm è risultato la scelta giusta per i ritratti, permettendomi di "rimanere nascosto" in parte ed evitando così di immortalare dei finti sorrisi degli atleti che, non vedendomi, hanno lasciato libero sfogo alle proprie emozioni di dolore, rabbia ma anche di infinita gioia.

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Infine, prima della cerimonia di premiazione nel tardo pomeriggio, ho voluto rivedere brevemente le immagini del giorno, ma ha iniziato a piovere. Ho così avuto un’illuminazione: l'atmosfera cupa e la pioggia sarebbero state perfette per fotografare la sofferenza dei partecipanti della sezione hobby al raggiungimento del traguardo dopo 87 km di percorso e 4.400 m di dislivello. Così, grazie anche alla "forza maggiore" delle condizioni atmosferiche, le emozioni dei partecipanti erano visibili in maniera ancora più intensa e pura.

Dopo altri scatti, alla fine della giornata, mi sono ritrovato totalmente sfinito anch'io: sembrava tutto già molto lontano. Il giorno dopo, i complimenti di Gerhard, dei Media Partner e, in particolare, dei miei colleghi, nonché le innumerevoli foto pubblicate in riveste di tutto il mondo nei giorni successivi, mi hanno fatto dimenticare le fatiche e si è fatta subito strada dentro di me la gioia per l’attesa del prossimo Hero.