Nikon Live! by Nital

A cura di: Carlo Zunino

25 ottobre 2014, Nikon Live! a Moncalieri: una data che non dimenticherò mai, un evento che non avrei mai immaginato di vivere tanto intensamente.

Un amico (alias mdj), che Nital conosce bene, mi ha praticamente obbligato a esserci. Arriviamo sul posto alle 8:30, in clamoroso anticipo. Aspettiamo mezzora in auto visto che all’esterno la temperatura è bassa. Poi ci mescoliamo con le altre persone, giunte nel frattempo, in attesa dell’apertura.

Alle 9:20, in anticipo sul previsto, i cancelli si aprono e noi cominciamo a entrare lentamente. I partecipanti sono tantissimi. Gironzoliamo nell’edificio, cercando di orientarci. Dopo pochi minuti, data la grande affluenza, ci rendiamo conto che è necessario decidere velocemente su quello che vogliamo vedere.

Scegliamo la sala plenaria Nikon, dove è di scena Giuseppe Cacace, noto fotoreporter.

Fatichiamo un po’ ad arrivareì, perché molti hanno avuto la nostra stessa idea. Per qualche istante temo di non riuscire nell’impresa. Vedo alcuni tornare indietro, scoraggiati dal traffico. Ma noi riusciamo a entrare nella sala e immediatamente perdo i contatti con i miei amici.
Mi infilo in un corridoio laterale e arrivo a metà sala, giusto in tempo per l’inizio dello show. Dopo qualche minuto la ragazza che presenta e coordina, avvisa che è possibile andare a sedersi in prima fila.

Tre secondi e sono già piazzato in pole position. Da questa posizione ho seguito l’interessante racconto di Cacace, con generosa proiezione di foto. Ho così appreso che questo signore lavora (anche) per France Press e ammirato qualche sua straordinaria foto di attualità. Ho così imparato che le foto di reportage non si ritoccano mai!

Alla scadenza dell’ora prevista, sono un po’ indeciso sul da farsi e resto seduto sul pavimento…
A un certo punto mi vedo transitare davanti un signore tutto vestito di nero, che tiene sollevato in alto uno dei vari cartelli gialloneri di Nikon. Questo recitava “I AM HERE” e il signore lo esponeva al pubblico come fanno le ragazze negli incontri di boxe. Ho subito pensato che doveva essere un tipo interessante, anche se non sapevo chi fosse.

L’ho scoperto subito dopo, quando la ragazza che coordinava l’ha presentato: si trattava di Alfredo Sabbatini, fotografo di glamour. Non ho avuto dubbi e sono rimasto ad ascoltarlo.

È stata un’ora straordinaria. Simpatico e antidivo, ci ha catturati per un’ora, passata in un lampo. Ho apprezzato molto la sua filosofia di vita e di fotografo.
Al termine del suo intervento, l’ho inseguito allo Studio in sala pose Nital, dove avrebbe dato dimostrazione pratica della sua arte. Ho detto “inseguito” perché lui correva per i corridoi e cercava di seminarci.
Arrivati allo Studio, altro attimo di panico perché ovviamente c’era già il pienone.
Ma non mi sono scoraggiato e, trovato un varco laterale, mi sono ritrovato nuovamente seduto sul pavimento, in prima fila!

È stata un’altra ora da sballo, con Sabbatini che ci ha intrattenuto con i suoi racconti, deliziandoci con l’aiuto dei suoi collaboratori del “Teatro Magico”. Se fino a quel momento avevo scattato qualche foto giusto per documentazione, da lì ho iniziato a scattare a raffica, sfruttando le situazioni che Sabbatini ci preparava. Lui dava un’idea ai suoi collaboratori (soprattutto alle due ragazze, che definire modelle è riduttivo) e loro la realizzavano. Fantastico.

Dimenticavo di dire che io ero armato solo di una “piccola” Nikon 1 J1, con i suoi zoom 10-30mm e 30-110mm. Non mi sono affatto sentito a disagio, in mezzo a centinaia di reflex professionali. Al termine di quest’altra ora, il sensore della J1 era incandescente!

Decido di restare per conoscere Ivana Porta, fotografa di moda.

Una signora molto elegante, anche lei disponibile, ma decisamente più austera di Sabbatini. Abbiamo assistito alla “vestizione” di due modelle e poi a una serie di scatti. La fotografa in parallelo spiegava quello che cercava di ottenere. Mentre lei scattava, noi scattavamo con lei. Quando scattava lei, un grosso flash sincronizzato con la sua macchina rischiarava tutto. Ho fatto tante foto, alcune belle. Ma le migliori le ho fatte quando la signora si è dedicata per qualche minuto ad altre attività lasciando le modelle a nostra disposizione. In quei minuti ho scattato delle foto davvero notevoli. Tutte senza flash grazie all’illuminazione da studio presente.

Al termine di questo incontro, mi alzo faticosamente dal pavimento, dove mi rendo conto di essere rimasto in strane posizioni, incastrato in mezzo alla gente. E mi rendo conto che non ho ancora pranzato, ma stranamente non ho fame.

L’euforia che deriva dalla situazione fa passare il pranzo in secondo piano. Vago per i locali con la speranza di ritrovare gli amici. Vicino all’ingresso ci sono un paio di ragazze poco vestite che si fanno fotografare esibendo i cartelli gialloneri di Nikon. Ovviamente dedico qualche centinaio di scatti anche a loro.

Indeciso sul da farsi, torno allo Studio in sala pose Nital, dove tocca di nuovo a Sabbatini.
Posso perdermelo? No di certo!
Un’altra ora piacevolissima in sua compagnia.
Al termine, a grande richiesta, Sabbatini si fa fotografare con il naso rosso alla Patch Addams, e poi insieme ai suoi collaboratori, con il dito nel naso!

Nei corridoi viene fermato da alcuni ammiratori e rimane diversi minuti a discutere amabilmente con loro. In quel momento vengo raggiunto dai miei amici e insieme assistiamo a questo extra show. Naturalmente, alla fine,tutti a farsi fotografare con Sabbatini e con le dita nel naso! Grande personaggio.

Fondamentalmente la mia giornata fotografica finisce qui. Era impossibile assistere a tutti gli eventi, ma io sono molto soddisfatto delle mie scelte. Soprattutto sono soddisfatto delle mie foto.

Considerato il contesto, ho azzeccato abbastanza le inquadrature (per quanto possibile) e la J1 si è dimostrata macchina formidabile.
Sono sbalordito dalla qualità di alcune foto scattate con il 110mm (che corrisponde a circa un 270mm sul formato 24x36) con tempi intorno a 1/20,1/30 s a mano libera! Merito dello stabilizzatore!

Forse anche per questo che Sabbatini ha ribadito più volte che una bella foto parte dalla testa, passa dal cuore, e arriva al sensore. Non importa di quale sensore si tratti, purché sia Nikon, aggiungo io!