Pitigliano e Sovana: fotografando con la Nikon 1 V1 

A cura di: Vincenzo Sagnotti

Meta principale del weekend è Pitigliano, con i magnifici dintorni della bassa Maremma, immortalando il tutto con la Nikon 1 V1. Come spesso accade in Italia, ci si chiede quanti magnifici luoghi esistano, ma soprattutto quanti ancora da visitare. Siamo a gennaio, le giornate di tramontana si susseguono rendendo la luce pulita con dominanti neutre, uno dei periodi migliori per scattare foto paesaggistiche.

Pitigliano è uno dei borghi più belli che abbia mai visto. Si entra dalla parte moderna e, girata una curva, ti sorprende. Grazie al suo orientamento, il sole illumina il tufo facendolo apparire ancora più luminoso e dorato. La sua origine risale al Medio Evo, anche se l’intera area è stata abitata e frequentata da Etruschi e Romani. Palazzo Orsini e il Duomo sono i monumenti più importanti. Per il resto, come sempre faccio, cammino senza particolare meta per i vicoli, cercando di catturare anche il minimo dettaglio.

Appositamente lasciato per ultimo, è il sorprendente Antico Quartiere Ebraico. Aspetto la domenica per visitarlo dal momento che il sabato è notoriamente giorno di riposo assoluto. Questo luogo è un caso di eccezionale convivenza tra cristiani ed ebrei sin dall’inizio del 1600, grazie ai Medici che riconobbero a questi ultimi un importante ruolo economico e commerciale. Nel 1799 la popolazione cristiana difese strenuamente il quartiere ebraico che, sopravvissuto fino a oggi come esempio di pace tra i popoli, viene soprannominato “Piccola Gerusalemme”.

La seconda destinazione è Sovana, minuscolo borgo di origine medievale poco distante da Pitigliano, ma territorio di antiche necropoli etrusche. Un piccolo viaggio nel tempo. Il borgo è praticamente intatto, e sorprende la concentrazione e lo stato dei principali monumenti: la chiesa di Santa Maria Maggiore, il Palazzo Vescovile, il Palazzo dell’Archivio, la Rocca Aldobrandesca posta all’entrata. Mi ha colpito soprattutto il Duomo per la sua austerità e senso di spiritualità. I canti gregoriani, anche se registrati, infondono una profonda pace interiore.

La luce è splendida. Il silenzio è d’obbligo grazie anche alla limitata presenza di turisti. Dal sacro al profano: consiglio vivamente di provare i prodotti enogastronomici del luogo. Rimanendo leggeri, si è in grado di riprendere la macchina, percorrere un chilometro e visitare la necropoli etrusca e la Via Cava o Cavone, un insieme di vie scavate nel tufo che portano alle relative tombe.
Consiglio inoltre di approfittare di un bagno termale: Saturnia e Sorano sono le mete più vicine, un po’ per la propria salute, un po’ per vincere i rimorsi di coscienza dovuti a ciò che si è mangiato e bevuto nei giorni precedenti.

Tornando alla fotografia, sto utilizzando da poche settimane la Nikon 1 V1. Come sempre accade, il feeling con un nuovo prodotto non è mai immediato, bisogna conoscersi. Utilizzando da più di due anni una Nikon D700, ho dovuto prima abituarmi alle dimensioni, alla posizione dei pulsanti e soprattutto al mirino elettronico, assoluta novità per me.

Il sistema Nikon 1 è un progetto complesso, per alcuni aspetti direi coraggioso. Creare un sensore con un nuovo formato, il cosiddetto CX, più piccolo del DX, e limitare i megapixel a 10, potrebbe far storcere il naso. Aziende sul mercato come Panasonic, Olympus, Pentax, Samsung e Sony, producono fotocamere molto avanzate e performanti.
Ho acquistato la V1 in versione nera con l’obiettivo Nikkor 10-30 VR f/3,5-5,6. Esistono quattro ottiche al momento: lo zoom in mio possesso corrisponde a un 27-81mm nel formato equivalente 35mm, dato che il sensore CX ha un fattore di moltiplicazione di 2,7x. Il paraluce è opzionale, ma va assolutamente acquistato. Una volta inserito l’obiettivo e caricata la batteria, mi rendo conto che il design è progettato in ogni minimo dettaglio: il rapporto fra le dimensioni, il peso e l'ingombro per me è perfetto. La Nikon 1 V1 non è particolarmente piccola, quindi si impugna molto bene nonostante abbia una forma futurista ed essenziale.

Sorprende al primo utilizzo. La imposto senza leggere il manuale, è come una piccola reflex. Normalmente scatto in priorità di diaframmi, autofocus AF-S, scelta dei punti di messa a fuoco manuale, uso del pulsante di blocco esposizione, esposimetro semi spot. Il mirino elettronico con copertura del 100% non è paragonabile a quello di una reflex Full Frame: la risoluzione è molto alta, ma si osservano alcune dominanti colore a seconda delle situazioni. Consiglio quindi di tirare ogni tanto l’occhio fuori per capire come è realmente la luce.

L’autofocus lascia a bocca aperta: veloce e preciso, non sbaglia mai. Per il tipo di foto che scatto mi trovo a mio agio da subito. Un consiglio è quello di disattivare il riconoscimento automatico dei volti dato che la macchina si aggancia a qualunque viso e non se ne stacca più. Voglio infatti scegliere liberamente cosa mettere a fuoco.
Delle nuove funzionalità, ottima è la selezione foto intelligente. Altra caratteristica che mi ha fatto optare per la Nikon 1 V1 è lo scatto RAW in formato NEF (Nikon Electronic Format), lo stesso delle reflex Nikon. Dal momento che utilizzo il software Nikon Capture NX e il plug-in di Nik Software, Efex Pro, entrambi in post-produzione, posso sfruttare al massimo le informazioni incorporate dal file nativo Nikon. Devo dire che ho provato a importare alcuni scatti in Apple Aperture e Photoshop non ottenendo gli stessi risultati.

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