Rodi e i colori dell’Egeo

A cura di: Franco Cappellari

Testi: Gabriella Gambardella
Foto: Pina Ponzielli, Laura Bussi, Alessandra Prinzi, Elena Cesana, Rosanna Cirinesi, Fabio Menichini, Giovanni Sonsini, Franco Cappellari


L’aeroporto dell’isola di Rodi ci accoglie con la nota familiarità greca.
Le pratiche per il noleggio delle auto è veloce e l’incaricato ci dà anche qualche suggerimento su alcuni luoghi di particolare interesse da non perdere.
In sei abbiamo viaggiato da Milano con Franco Cappellari; altri tre, provenienti da Roma, sono arrivati qualche ora prima e ci aspettano in albergo. L’incontro è festante!

Foto di Fabio Menichini

© Fabio Menichini

La maggior parte di noi ha già fatto insieme altri viaggi Nikon con Franco e anche “quello nuovo” Fabietto per gli amici, in realtà 1,90 di altezza, (un signore romano che ha vinto un viaggio messo in palio dalla Nikon) si è rivelato di grande simpatia e si è subito lasciato coinvolgere dalla nostra “ridanciana convivialità”.
Franco e Silvia della Silchy Viaggi, hanno saputo creare, nel tempo, uno “zoccolo duro” che, attraverso il passaparola, rinnova o ripropone le mete che possono offrire spunti interessanti sia per i fotografi che per gli accompagnatori.
A Kiotari, dove soggiorniamo, l’hotel è assolutamente all’altezza delle aspettative come sempre e, dopo la cena consumata tutti insieme, un sonno ristoratore ci ricarica per le prossime “fatiche” fotografiche.

Foto di Elena Cesana

© Elena Cesana

Al mattino, dopo la colazione alla spicciolata, partenza per un luogo iconico dell’isola: la spiaggia di Prassonissi. All’estremità sud-ovest, sulla punta estrema dell’isola, il forte vento che sempre soffia creando onde più o meno alte è il regno degli amanti del windsurf e kitesurf.
Macchine fotografiche e obiettivi alla mano tutti pronti ad entusiasmarsi e ad immortalare le acrobazie più spettacolari. La bassa marea ci fa raggiungere a piedi un’isoletta a poche decine di metri dalla terraferma ma torniamo indietro alla svelta prima che l’alzarsi della marea ci costringa ad un pediluvio forzato. Riunito il gruppo facciamo una gradevole sosta in un bar sulla spiaggia per un caffè e scambiarsi le prime impressioni prima della tappa successiva: Lindos.

Foto di Alessandra Prinzi

© Alessandra Prinzi

È un tipico paese greco con vicoletti bianchi costeggiati da negozietti di abbigliamento e souvenir, porte e finestre colorate e… gatti. I greci hanno molto rispetto per i gatti, li nutrono e lasciano che facciano da soggetto per i tanti turisti fotografi.
Come tutta l’isola anche a Lindos convivono vestigia del passato: campanili di chiese cristiane, moschee e il castello medievale coi resti dell’acropoli classica che sovrasta dall’alto la cittadina che si affaccia su una piccola baia dall’acqua trasparente.
Ci fermiamo fino al tramonto per riprendere il panorama delle casette bianche, del mare blu punteggiato di imbarcazioni e le mura merlate arrossate dal sole radente. Anche i droni hanno fatto la loro parte.

Foto di Laura Bussi

© Laura Bussi

L’indomani mattina ci attende la capitale: la città di Rodi. Superati i quartieri moderni ci immergiamo nell’atmosfera un po’ magica del quartiere medievale cinto da un’alta muraglia merlata di cui fa parte un poderoso castello. Vicoletti stretti, sottopassi a volta, il quartiere ebraico e la torre dell’orologio dall’alto della quale si può ammirare una vista a 360° gradi che spazia dalle montagne boscose dell’interno al mare blu di una giornata particolarmente smagliante. Il lungomare tutt’attorno al porto, ci offre antiche costruzioni retaggio della posizione di prestigio che rivestiva Rodi nei commerci fra occidente e oriente.

Foto di Rosanna Cirinesi

© Rosanna Cirinesi

Chiesette di culto ortodosso, alcuni mulini a vento ben conservati e le due lingue di molo dove, si dice, posassero i piedi del famoso Colosso, una delle meraviglie del mondo antico, faro e guardiano del porto di Rodi. Ma il porto è anche yacht, bar e ristoranti dove il gruppo, di fronte ad un nutrito aperitivo, si rilassa e approfitta per scambiarsi esperienze e informazioni e chiedere chiarimenti a Franco, in attesa della mitica “ora blu”. La luce appena dopo il tramonto è spettacolare e scenografici sono i colori e l’atmosfera che cambia completamente la resa dei soggetti. La sera a cena in hotel si condividono divertenti aneddoti di viaggi passati, di quello presente e dei futuri che alcuni di noi hanno già in programma.

Foto di Giovanni Sonsini

© Giovanni Sonsini

Il mattino dopo ci aspetta una traversata di poco più di un’ora su una motonave alla volta di Symi, piccola isola greca a poche centinaia di metri dal confine delle acque turche. Entriamo nella stretta baia e lo spettacolo è subito entusiasmante. Il paese che si inerpica a destra e a sinistra dell’insenatura è formato da tantissime casette a due piani, di vari colori, con la facciata a colonne piatte bianche (lesene) e sovrastate da un timpano anch’esso bordato di bianco. Scopriamo che questo misto di elementi architettonici un po’ greci classici e un po’ italiani rinascimentali richiama ancora i fiorenti rapporti commerciali che si snodavano nel Mediterraneo fra occidente e oriente con una forte presenza italiana. Anche a Symi la passeggiata lungo il molo offre una nutrita serie di ristorantini e ci lasciamo tentare dai ricchi menù di pesce e molluschi.

Foto di Pina Ponzielli

© Pina Ponzielli

Rodi è un’isola che, anche a fine settembre di un’annata ritenuta fra le più aride degli ultimi decenni, è verde, ricca di vegetazione, di pascoli per le tante capre e pecore, di boschi. In uno di questi siamo andati a cercare un luogo particolare. Fra rocce ed alberi fitti in un’atmosfera da fiaba le “Sette sorgenti” alimentano un fiumicello che sfocia in una piccola cascata. Purtroppo l’avvicinarsi del tramonto non ci ha permesso di arrivare alla cascata ma, attraverso un percorso un po’ avventuroso, ci ha fatto godere della vista dello splendido laghetto che le alimenta, circondato di salici piangenti e di … un paio di caprette all’abbeverata. Consiglio a chi volesse visitare e fotografare questo luogo di evitare l’accesso attraverso il tunnel stretto, lunghissimo, completamente buio, percorso dall’acqua gelida delle sorgenti sul fondo di sassi appuntiti e scivolosi. Parlo per esperienza personale! Esiste un percorso molto più comodo e sicuro anche se poco segnalato.

Foto di Franco Cappellari

© Franco Cappellari

Purtroppo il tempo passa molto in fretta quando si sta bene e anche per noi è arrivata l’ora del rientro. Per fortuna l’esperienza è stata splendida e torniamo a casa pieni di bei ricordi e di fantastiche foto e arricchiti da un’infinità di nuovi suggerimenti e segreti fotografici. Un grazie a Franco e a Silvia, un abbraccio ai compagni di questa avventura e…al prossimo viaggio.

www.francocappellari.it | www.silchy.it

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