Scozia, più di 1.300 foto con la Nikon D7100

A cura di: Antonio Cinotti

Un'esperienza indimenticabile, tra castelli, cieli azzurro intenso e natura selvaggia. Tutto documentato con una delle più recenti reflex Nikon in formato DX, equipaggiata con il nuovo obiettivo AF-S Nikkor 18-300mm f/3.5-5.6G VR.

Desideravo festeggiare in viaggio i miei 40 anni e in giugno, conciliando passioni e impegni, ho deciso di tornare in Scozia.
La Scozia è un paese che io e mia moglie adoriamo e a cui ci legano bellissimi ricordi. Un paese in cui ammirare le Highlands, i paesaggi mozzafiato e l’Isola di Skye, un vero paradiso per chi ama la natura più selvaggia.
In occasione della partenza, qualche giorno prima del mio compleanno, mio padre ha esaudito un mio desiderio regalandomi l'AF-S Nikkor 18-300mm f/3.5-5.6G VR, obiettivo unico che mi assicura una versatilità completa. Mi permette infatti, nella mia domenica “tipica” invernale, di fotografare le partite di rugby dei miei ragazzi (sono dirigente responsabile della palla ovale del CUS Siena) e di fermarmi, sulla strada del ritorno, a scattare foto della mia amata Siena dalle Crete Senesi.

La prima foto con il nuovo obiettivo è stata quindi scattata in territorio scozzese: ero un po’ timoroso per l’eventuale cambiamento della resa cromatica rispetto alle precedenti ottiche. Mi definisco infatti un “saturatore folle”. Cerco sempre foto con elevato contrasto senza aver voglia di passare più di un minuto a post-produrre e scatto sempre in manuale.

Di automatico utilizzo solo la messa a fuoco, delegando quasi tutto ai 51 punti AF della mia Nikon D7100. La mia unica preoccupazione era quella, così come lo era stato l’anno scorso quando alla mia D60 degli esordi ho appunto affiancato la D7100.

Mi sono da subito trovato a mio agio con la nuova ottica e durante il tragitto in macchina, da Edimburgo a Inverness, al centro delle Highlands, ho scattato molte foto cambiando ripetutamente le impostazioni per entrare in sintonia e capire come le varie regolazioni influissero sul risultato finale.

Panorami infiniti, montagne, nuvole

 

basse, cieli azzurrissimi, laghi, fiumi, greggi di pecore…

Il viaggio, inizialmente stimato in poco più di tre ore, è così durato il doppio, e siamo arrivati a Inverness in ritardo per la cena.

Sull’efficienza del sistema “corpo macchina + obiettivo”, basta dire che una delle prime venti fotografie scattate è la mia seconda foto su Flickr per numero di segnalazioni “preferita” (più di 500 a fronte di 24.000 visualizzazioni).

Dopo aver visitato nei primi due giorni Inverness e Ullapool, godendo di panorami infiniti, fiordi sul mare e tutto il sapore della Scozia più vera, ci siamo diretti vero l’Isola di Skye.

Skye per me è qualcosa di più di una semplice isola delle Ebridi. È stata infatti la mia meta impossibile: ad anni alterni mi ripromettevo di visitarla, in occasione delle trasferte in Scozia per il 6 Nazioni di Rugby, ma poi mi toccava abbandonare l’idea per i motivi più disparati. Onestamente mi ero quasi rassegnato.
Questa volta invece ce l’ho fatta! Siamo arrivati sull’isola attraverso il ponte che collega la stessa alla terraferma, dopo aver fotografato il castello di Eilean Donan, uno dei più noti di tutta la Scozia, e ci siamo goduti tutti i villaggi e tutti i punti di interesse del luogo, tanto che in un’isola di 80 km per 40 km, di chilometri ne abbiamo percorsi ben 560!

Abbiamo trascorso cinque splendidi giorni tra cieli di un meraviglioso azzurro naturalmente saturo, nebbia, nuvole, pioggia molto “british”, tramonti attesi per ore, castelli e promontori rocciosi.

Coral beach, il faro di Neist Point, l’Old Man of Storr, Carbost con la Talisker Distillery: tutti luoghi per me “mitici” che sono, finalmente, riuscito a visitare e fotografare.

Ripartiti da Skye ci siamo diretti, dopo una sosta ad Oban per visitare un’altra distilleria e per respirare a pieni polmoni l’aria del mare scozzese, verso Stirling. Avevamo infatti un

 

debito con questa cittadina perché in occasione della visita
nel 2005, la nebbia e la neve ci avevano impedito di godere della vista dal Castello.
Visitato il centro storico e il monumento nazionale a Wallace, siamo rientrati in direzione di Edimburgo regalandoci un’ultima sosta per visitare un castello nei pressi della capitale.

Sette giorni, 1.550 km percorsi, 1.373 foto scattate con la D7100 oltre a quelle riprese con l’iPhone per Instagram.

Tutte le sere in albergo mi ritagliavo un po’ di tempo per dare un’occhiata agli scatti, rimanendo sempre soddisfatto del risultato. Una volta tornati a casa, ho caricato qualche foto su Flickr con risultati sorprendenti: delle prime 25 caricate, 11 sono state scelte per la sezione Explore delle foto più interessanti di giornata, accumulando in totale più di 150.000 visualizzazioni in 3 settimane, più di 2.600 segnalazioni di foto preferite e più di 350 commenti.
La sintonia immediata raggiunta con l'AF-S Nikkor 18-300mm f/3.5-5.6G VR mi fa davvero ben sperare per la buona riuscita delle immagini che catturerò nel mio prossimo viaggio in Marocco. Tra fine settembre e ottobre sarò lì per il #progettofolle01, un’iniziativa realizzata in collaborazione con “Bambini nel Deserto ONLUS” e che porterà me e mia moglie nel deserto marocchino in sella alla nostra moto.

Sono entusiasta della definizione delle foto scattate con il nuovo obiettivo Nikkor, anche in condizioni di luce non eccellenti, della sua velocità di messa a fuoco e della sua incredibile versatilità.

In più, portare un solo obiettivo in un viaggio in aereo è una comodità, nel prossimo viaggio in moto… sarà invece una priorità!