Thailandia

A cura di: Igor Todisco

Dicembre 2017. Tornato da un viaggio fotografico intenso e ricco di emozioni come quello in India ho dovuto prepararmi, nel giro di un mese e mezzo, ad una nuova e quasi inaspettata avventura verso il Siam, oggi noto ufficialmente come Regno di Thailandia. Quando devo partire per un viaggio, la mia organizzazione è semplice e precisa: si inizia sempre dall'attrezzatura fotografica.

Per questo viaggio ho scelto il nuovo corpo macchina arrivatomi a Dicembre, la reflex Nikon D850, corredata di: un grandangolo spinto (Nikkor AF-S 14-24mm f/2,8), un grandangolo luminoso e leggero (Nikkor AF-S 28mm f/1,8), un teleobiettivo zoom (Nikkor AF-S 70-200mm f/2,8), un grandangolo tilt/shift (Nikkor 24mm PC-E sempre presente nel mio zaino), un teleobiettivo tilt/shift (Nikkor 85mm PC-E sempre presente nel mio zaino), filtri da 77mm (polarizzatore ed ND 10 stop), cavalletto con testa a sfera.

La maggior parte delle persone conosce la Thailandia per le spiagge e per la caotica Bangkok ma di certo non sarebbero bastate a placare la mia sete di esplorazione, così prima di partire ho studiato un bel po' di mappe geografiche e impostato dei punti preferiti sul GPS: il fantastico gruppo di viaggio avrebbe condiviso le mie scelte.

La prima tappa è la capitale, Bangkok, la moderna zona della metropoli diventa il primo soggetto fotografico del viaggio dove grandangoli e basculaggi fanno da padroni giocando con le geometrie degli edifici in vetro e con i piani focali che evidenziano soggetti nel caos.

Nei miei viaggi cerco di evitare posti troppo frequentati da turisti perché non amo le resse per fare fotografie ma soprattutto la mancanza di libertà nello scegliere il punto di vista e i tempi di contemplazione. Nonostante il grande numero di visitatori devo dire che a Bangkok si possono trovare angoli poco affollati dove potersi dedicare alla fotografia in tranquillità, anche notturna con tempi lunghi, cosa importante se si vuole immortalare il caratteristico skyline sull'acqua.

La Thailandia è una terra tutta da scoprire e basta uscire dall'agglomerato urbano della capitale per rendersene conto.
Quasi 100km a nord della metropoli c'è Ayutthaya, la capitale del fu Regno del Siam, capoluogo dell'omonima provincia. Qui si può visitare il parco storico, patrimonio dell'UNESCO, che conserva le rovine dell'antica capitale. Un luogo dove la fantasia viaggia e in cui la mia passione per il basculaggio dei piani focali trova facilmente sfogo. Le sfocature che riesco a creare con gli obiettivi basculanti infatti, sono il mio mezzo di espressione per risuscitare queste architetture, come se si creasse un sentiero immaginario per l'osservatore che seguendo il piano focale trasversale al paesaggio potesse entrarci dentro, in una diversa dimensione temporale, in un tempo che vede mescolare i colori, la natura e la storia come se fossero coevi.

Tornando verso sud e lasciandosi a est Bangkok a poco più di 150km di viaggio, si può vedere una delle più buffe forme di commercio del mondo: il mercato sulla ferrovia. Nell'era dei social capita a molti di vedere scenette in cui c'è un mercato sui binari e quando arriva il treno si tirano su le tende e il convoglio attraversa le bancarelle a pochi centimetri dai prodotti e dalle persone. Quel mercato esiste davvero e si chiama Maeklong Market. Sicuramente vederlo dal vivo è un'esperienza unica. Si tratta di un mercato per nulla turistico, si vendono prevalentemente alimenti per i cittadini locali di Samut Songkhram, dalla frutta al pesce o agli insetti.
Nel periodo in cui ho visitato la città, le strade erano totalmente allagate ma per gli abitanti era tutto normale. Grazie al clima e alla sua posizione, la Thailandia è ricca di acqua, tant'è che a pochi chilometri da Samut Songkhram c'è l'altrettanto famoso mercato galleggiante di Damnoen Saduak. Quest'ultimo è molto turistico, affollato di visitatori nazionali e non che vivono l'esperienza di comprare direttamente dalle barche prodotti in vendita su altre barche, il tutto galleggiando in un traffico impressionante… di barche.

Altra particolarità della zona è il tempio di Wat Bang Kung, detto anche "tempio dei guerrieri" o "tempio della Muay Thai". Si tratta di un piccolo tempio risalente al periodo di Ayutthaya, all'interno del quale c'è un Buddha d'oro. La struttura è famosa per essere completamente avvolta da rami e radici di baniano (Ficus benghalensis) tanto da sembrare esso stesso un gigantesco albero. Questo luogo fu teatro di una ferocissima battaglia fra l'esercito siamese e gli invasori birmani nel XVIII secolo, così che oggi il luogo è al tempo stesso un tempio buddhista e un memoriale al re Taksin e ai soldati cinesi che combatterono per lui. Oltre alle statue di re e soldati, durante le celebrazioni per il bicentenario nazionale, furono aggiunte delle statue a grandezza naturale di figure della Muay Thai, un po' kitsch ma molto esplicative dell'importanza che ha questa arte marziale nel paese.

Il viaggio prosegue 700 Km più giù, dove l'ombra di Bangkok lascia il posto al sole che illumina la parte più stretta della Thailandia, quella che separa il Myanmar (Birmania) dalla Malesia e che è bagnata a ovest dal mare delle Andamane e a est dal Golfo del Siam.

Inutile dire che qui la natura prende il sopravvento su tutto, lo si capisce dai cartelli di allerta Tsunami presenti nelle piccole città costiere ma anche dalla vita che conducono le semplici persone dell'entroterra, bellissime nella loro genuinità e gentilezza. Una vita dedita alla pesca e alla campagna, spesso letteralmente ingoiata dalla vegetazione tropicale.

La natura fa sentire la sua forte presenza anche nei templi, dove scoiattoli e scimmie, presenti ovunque, dall'entroterra al mare, non temono la presenza dell'uomo e si avvicinano per rubare il cibo a chiunque osi distrarsi. In questa regione gli amanti della natura possono godere della giungla di mangrovie e ammirare i loro intrecci di radici così fitti da formare quasi una pavimentazione sull'acqua. Ho trovato piacevole notare che tanto verde è apprezzato anche dai residenti, tant'è che all'ingresso di un parco ho incontrato un collega del posto intento a realizzare un servizio fotografico matrimoniale.

Il verde qui fa spazio solo alla vera regina della Thailandia: l'acqua; nella quale si possono osservare centinaia di specie di pesci tropicali, varani d'acqua, tartarughe e serpenti. All'interno di queste foreste tropicali si nascondono, oltre ai consueti animali della giungla, impressionanti insetti di taglia decisamente grande, come le enormi lumache, il centopiedi gigante o il ragno gigante delle foreste.

A conclusione del racconto non posso fare a meno di citare le coste paradisiache di questa meravigliosa nazione, così belle che sarebbe un sacrilegio non fotografarle. Alcuni di questi luoghi, resi celeberrimi nel mondo da alcuni film, hanno raggiunto livelli altissimi di folle turistiche, quindi fotografarli escludendo presenze antropiche, compreso barche e yacht, non è semplicissimo, occorre un po' di pazienza, qualche tempo lungo e numerosi tentativi ma ne vale la pena, sicuramente… almeno si avrà un ricordo di quanto è appagante nuotare nelle acque della Thailandia.