Torino... segreta!

A cura di: Marco Baracco

di Marco Baracco

 

Torino è una città particolare, dove i toni sono moderati e, caratterialmente, i cittadini sono poco inclini a far rumore, a mettersi in mostra, come diceva mia nonna “tente botonà”, tieniti abbottonato.
Noi torinesi, sia originari che acquisiti, abbiamo una certa gelosia per le nostre cose e siamo molto riservati, abbiamo tante cose degne di nota ma non vogliamo che se ne faccia troppa pubblicità.
È un controsenso, poiché questa città ha in sé autentiche meraviglie, scorci che raramente si possono vedere sui libri o sulle guide turistiche, luoghi discosti che per essere trovati hanno bisogno d'impegno, nella ricerca che premia svelando tesori tutti da scoprire.

Marco Baracco

La bellezza di Torino è racchiusa soprattutto nei cortili, quasi i torinesi volessero custodire gelosamente i loro tesori in uno scrigno da mostrare solo alle persone fidate.
Oggi è presente anche un certo dubbio verso l'ignoto straniero, si ha timore che chi vede qualcosa di bello possa poi spargere la voce, creando imbarazzo e fastidio.
Vi sono alcuni cortili che hanno al loro interno attività lavorative, botteghe, negozi e magazzini; in molti casi ci sono ancora resti di muri romani e medievali. Alcuni cortili sono stati ristrutturati, mentre altri sono rimasti come cento anni fa, si possono vedere stratificazioni di aggiunte e modifiche architettoniche. In molti casi recenti lavori di rifacimento e ristrutturazione hanno riportato alla luce tratti di costruzioni romane e dei periodi successivi.

Marco Baracco

Ricordo la Torino degli anni Sessanta, la guerra era finita solo quindici anni prima e c'erano ancora case bombardate, l'aspetto delle case antiche del centro non era molto pulito, anzi piuttosto sporco ed in molti casi fatiscente.
Negli anni Settanta s'iniziò poi a parlare anche di inquinamento e smog, arrivarono le prime vie pedonalizzate e qualche nuova sistemazione di strade e piazze.

L'evento olimpico del 2006 si può considerare come punto di rinascita della città ed ora si può ammirare una città più pulita e vivibile; alcune zone che un tempo erano diroccate e abbandonate ora sono state rivalutate ed hanno acquistato nuova vita. Finalmente si vedono per strada esseri fino a poco tempo fa pressoché sconosciuti: i turisti!
Nei cortili e nei vicoli del centro storico di Torino si respira ancora oggi un'aria settecentesca, ci sono alberi, fiori, vecchie fontane, pavimenti acciottolati, pergolati, tettoie e ballatoi.

Marco Baracco

A passeggio per i vicoli e le antiche contrade, è una continua avventura alla riscoperta della città.
Angoli di ieri che qualche anno fa mi sembravano insignificanti luoghi dimenticati, oggi tornano a vivere con un aspetto migliorato e ripulito da quanto il tempo e l'incuria avevano accumulato.
Forse è l'età che infonde ora ciò che prima si era troppo giovani per assaporare? Sarà che l'occhio ora va a cercare dettagli che prima passavano inosservati.

Per esempio, c'era un luogo dove andavo da bambino, con gioia, ogni tanto a mangiare la pizza al padellino. Dove oggi c'è un ristorante dall'aspetto retrò, fino a qualche anno fa (non ricordo quanti, ma sono parecchi) c'era la pizzeria dei fratelli Baldacci. Toscani, trapiantati a Torino negli anni '50, in un localino angusto avevano il forno a legna dove cocevano una pizza ed una farinata insuperabili; condimento base indispensabile era l'ottimo olio extravergine d'oliva delle colline toscane.
Chissà che fine hanno fatto... oggi potrebbero essere tranquillamente ottantenni, o giù di lì, e chissà se sarebbe possibile ritrovarli e ricordare i bei tempi andati...
Ricordo negli anni '60-'70, che si andava in centro, nella zona vecchia, con alcuni palazzi ancora bombardati e semi crollati, alcuni cortili portavano ancora i segni della guerra. Lì abitavano i più poveri, le case erano brutte, buie ed umide. Oggi le ristrutturazioni hanno ridato prestigio ad una zona che ritenevamo malfamata e mal frequentata. Adesso invece è tutto un fiorire di botteghe, negozi, bistrot, ristorantini tipici e variegati, le viuzze brulicano di impiegati all'ora di pranzo e la sera le antiche contrade, soprattutto nel cosiddetto quadrilatero romano, si animano come non si sarebbe mai pensato anche solo una ventina d'anni addietro.

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Altro punto di rinnovata e ritrovata energia è l'attuale periodo di celebrazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Mai si erano viste così tante bandiere tricolori sui balconi ed alle finestre, per le strade, nei negozi ed ovunque siano visibili a chi passa per la via. Coccarde, vetrine studiate con composizioni ed oggetti che richiamano continuamente Esperienza Italia 150°.
Quando la nazionale di calcio vince una partita importante ai mondiali o addirittura vince il titolo di campione del mondo, c'è un'esplosione di bandiere e simboli, ma durano poco, qualche giorno, poi l'entusiasmo si spegne e tutto torna come prima, magari con lo stesso grigio uniforme quotidiano. Ora invece è già da mesi che tutto il paesaggio cittadino è fiorito in verde-bianco-rosso e così sarà sino alla fine dell'autunno.
I ricordi che affiorano alla mente mi riportano indietro di quasi cinquant'anni, a quando mi portarono sulla monorotaia, sulla funivia per Cavoretto, al Luna Park di Italia '61.
È un piccolo flashback, ma è nitido come fosse oggi e fa emergere dal profondo un pensiero: io c'ero!

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Risentire la propria città, riappropriarsi di qualcosa che sembrava perduto. Questo è il sentimento del periodo, dove mi trovo a rivedere ed esaminare sotto una nuova luce i luoghi del centro storico di Torino, il Cuore della mia città. A mano a mano che ripercorro i vicoli del centro, le antiche contrade, il quadrilatero romano, riemergono dalla memoria tutti i luoghi e le visioni di quando ero bambino e ne andavo gradualmente alla scoperta.
Oggi come allora lo stupore è grande e la curiosità sempre viva; quelle strade, dove negli anni Sessanta si vedevano ancora le cà bombardà, oggi si presentano sotto nuova veste e nuove luci.
Le recenti ristrutturazioni, diffuse ormai da vent'anni e incentivate dagli ultimi importanti eventi di cui Torino è stata la capitale, danno a questi angoli di ieri un aspetto gradevole e leggibile sotto nuove angolazioni, sfumature, recuperi sapienti di arte quotidiana e ritagli nel tempo passato hanno ridato vita a luoghi dove sino a ieri c'erano solo degrado e sporcizia, povertà e muri rattoppati, eterni collage di modifiche sommarie, aggiustamenti posticci, trascuratezza.

Gustiamoci un tour alla scoperta di questi angoli di ieri… la nostra Torino segreta!

Torino… segreta!
Workshop alla scoperta dei tesori nascosti di Torino
Sabato 17 settembre 2011 – ore 9,00
www.marcobaracco.com


ATTREZZATURA UTILIZZATA
Ripresa: Nikon D700  |  Nikon COOLPIX P7000  |  Nikkor AF 50mm f/1.8  |
  Nikkor AF 28-105mm f/3.5-4.5D

Sviluppo RAW-NEF: Nikon Capture NX2  |  Nik Software Color Efex Pro 3


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