A Caccia di Tornado nelle Great Plains Americane...

A cura di: Niccolò Ubalducci

La passione per meteorologia e fotografia sono state da sempre per me il motore di moltissimi chilometri percorsi… alla ricerca di particolari condizioni di luce, dei temporali più violenti, delle nevicate più intense, dei venti più veloci…
Questa volta però, sono andato oltre, ho superato quella barriera fisica e mentale che interpone l'Oceano Atlantico fra il vecchio ed il nuovo continente… ahhh… Gli Stati Uniti d'America!!

Dove tutto è più grande, più intenso, e spesso più pericoloso. Era la seconda volta che mi recavo negli States, ma sicuramente, questa volta sarebbe stata quella che avrebbe lasciato il segno dentro di me; per la loro configurazione geografica ed estensione territoriale gli USA sono soggetti a fenomeni meteorologici particolarmente intensi, questo perché non vi sono catene montuose rilevanti che separino le gelide correnti del Circolo Polare Artico, i venti provenienti dal Pacifico e le correnti calde ed umide che risalgono dal Golfo del Messico. Lo scontro fra masse d'aria così diverse mette appunto il Continente Americano a dura prova durante tutte le stagioni. Fra tutti, il fenomeno dei Tornado è quello che mi ha sempre affascinato di più… e così ho deciso di realizzare un sogno… 25 giorni a “caccia” nella Tornado Alley.

La maggiore concentrazione di Tornado avviene nei mesi di Marzo - Aprile – Maggio – Giugno con una media annua di 1270 Tornado. In America molte sono le cose diverse dall'Italia in campo meteorologico, tra le tante ci sono gli Storm Chaser. Cacciatori di Tempeste alla lettera; team di ricercatori ed appassionati che inseguono, studiano, filmano, fotografano le più spettacolari Supercelle ed i più grandi Tornado, unendo l'utilità delle loro segnalazioni che salvano molte vite umane alla ricerca scientifica per migliorare sempre di più la fase previsionale dei fenomeni violenti.

Assieme ad un gruppo di appassionati italiani il primo Maggio siamo partiti alla volta di Oklahoma City… che emozione, che voglia di viaggiare fra gli sconfinati stati pianeggianti… Sicuramente un aspetto molto piacevole del viaggio sono state le decine di migliaia di chilometri percorsi e le notti passate nei Motel, tutto in vero American Style!
I paesaggi, le luci, le persone, tutto aveva un sapore diverso… e si trattava del sapore dell'avventura, di quei viaggi che esulano dall'essere uguali a decine di altri viaggi… eravamo a Caccia di Tornado… e sapevamo benissimo di essere gli unici Italiani a compiere questa impresa.

Le Supercelle, il cielo nero pece con i riflessi verdastri dati dalla rifrazione della grandine, i cento chilometri orari di inflowjet, i tramonti, la pioggia torrenziale, la grandine grossa come pesche, le sirene della Tornado Warning, le macchine della polizia, i fulmini, la terra alzata dal vento, le corse nei Van per raggiungere i temporali, i paesi devastati dai Tornado, la gente disperata, la solidarietà, le mille fotografie, gli storm chaser, gli amici Americani… ogni cosa è impressa indelebile nella mia mente e nelle mie foto…

Nelle tre settimane di tempo a disposizione ho visitato 9 Stati, ho avuto la possibilità di vedere l'America reale, l'America che lavora, l'America delle piccole contee, delle distese disabitate, dei paesaggi incredibili; paradossalmente il penultimo e l'ultimo giorno tutti i tornado che abbiamo avvistato sono passati nello spazio di 4 contee, non più di 100 Km di area totale! Gli stai visitati sono: Oklahoma, Kansas, Texas, New Mexico, Colorado, Arkansas, Missisipi, Tenesee, Nebraska.
Anche l'ultimo giorno, una Supercella sviluppatasi a Nord di Oklahoma City, ha generato un Tornado proprio mentre noi eravamo da poco in volo… che peccato averlo perso per cosi poco!

Il “chasing” è difficile, emozionante, pieno di imprevisti; alla sera prima o alla mattina presto si consultano le carte meteorologiche per individuare la Target area dove ci si dirigerà per intercettare le eventuali Supercelle, ci vuole esperienza nell'interpretare i modelli fisico-matematici e scegliere con buona approssimazione le zone giuste, capita anche che si percorrano molte centinaia di miglia per poi non vedere nulla perché qualcosa nell'atmosfera non ha fatto scatenare le forze della natura.

Decine e decine di auto più o meno corazzate dei chaser si spostano verso le zone ad alto rischio, ci si incontra, si scambiano idee e pareri, e si aspetta… quando poi i temporali esplodono allora i software che permettono di visualizzare le scansioni Radar tramite connessione satellitare ed internet ci permettono di seguire le tempeste e collocarci nel punto di osservazione ottimale. Spesso si finisce in mezzo a fortissimi rovesci di pioggia, o peggio di grandine che può raggiungere anche dimensioni di 8-10 cm! Non di rado i mezzi sono danneggiati in maniera lieve o più grave, ma è un rischio che si deve correre per ottenere i risultati sperati. Si guida incessantemente, poi ci si ferma a fare qualche scatto e poi si riparte, si discute, ci si consulta, ma quando ti ritrovi sotto una supercella tornadica, allora tutta la fatica viene ripagata in pochi istanti.

I fortissimi venti di inflow ovvero il vento che la Supercella risucchia verso di sè grazie alla bassa pressione al suo interno (mesociclone), sono talvolta grandiosi, spesso oltre i 100 kmh! E poi ad un tratto vedi un cono che si allunga dal cielo… un tornado che tocca il suolo mentre scende dalla wall cloud che ruota… oppure vedi un immenso tornado spuntare dalla cortina di pioggia… mentre le sirene della Tornado Warning suonano incessantemente… allora si che l'adrenalina arriva al massimo, ti tremano le gambe, le mani… è il sogno di tutti gli appassionati e di tutti i cacciatori… Ti trovi a scattare fotografie in condizioni a volte critiche, aggrappato al tuo Manfrotto per non fare volare via tutta la attrezzatura, imposti velocemente la tua Nikon, inquadri e scatti più foto possibili, spesso si lavora ad ISO molto alti per la mancanza di luce, ma i risultati, una volta risaliti in auto, ti appagano di tutto il tuo impegno.

Le emozioni di un viaggio di questo tipo vanno oltre ogni aspettativa, per uno come me, appassionato di meteorologia e di fenomeni naturali violenti, è stato davvero un sogno! La parte scientifica è veramente importante, ed è per questo che il prossimo anno tornerò nuovamente a fare Storm Chasing, anche io voglio dare il mio contributo alla ricerca immortalando quanti più possibili fenomeni, raccogliere dati atmosferici e trasferirli ai ricercatori Americani. Ammirare e conoscere i fenomeni della natura ci permette di sviluppare delle strategie per prevenirne i danni e soprattutto in molti casi di salvare delle vite umane, basti pensare che meno di trenta anni fa i morti durante la Tornado Season erano oltre 300 mentre ora sono mediamente sotto i 50 all'anno; questo grazie alle continue e repentine segnalazioni dei “cacciatori”. Anche in Italia ci sono cacciatori, un folto gruppo di appassionati segue i temporali più intensi, più pericolosi studiandone le caratteristiche e compiendo sopralluoghi nelle zone colpite, anche questo è un piccolo passo per formulare previsioni sempre più dettagliate e precise.

Ringrazio per questa esperienza l'Associazione Thunderstorms per l'organizzazione del viaggio e l'Associazione ONLUS Meteonetwork del quale sono Responsabile Regionale per l'impegno e la costanza nella divulgazione delle scienze Meteorologiche in Italia, il Thunderstorm Team dell'Associazione Meteonetwork per il supporto previsionale grazie al quale è stato possibile intercettare gli oltre 10 Tornado.
Fervono i preparativi per il mio viaggio di Maggio 2009…

Per affrontare questa avventura ho portato con me la mia attrezzatura Nikon, instancabile ed affidabile compagna di viaggio anche nelle condizioni più difficili;
- Corpi macchina: 2 Nikon D-200 + MBD-200 + telecomando e flash SB-800;
- Le ottiche invece: Nikon 12-24 f4, Nikon 24-85 f2,8-4, Nikon 80-200 f2,8
Pioggia vento e polvere sono stati i peggiori nemici per la mia attrezzatura, che tuttavia ha svolto il suo lavoro in maniera egregia.