OP Foto-Experience alla Winter Universiade Trentino 2013

A cura di: Paolo Meitre Libertini

Tre giorni intensi di fotografia sportiva per uno degli avvenimenti più affascinanti d'inverno: la 26a edizione della Winter Univsersiade.

Con l'inverno ha inizio una nuova serie di esperienze fotografiche, denominata OP Foto-Experience, e lo fa in grande stile con la nostra partecipazione alla 26th Winter Universiade Trentino 2013 (11-21 dicembre). Lo staff è composto da quattro fotografi, provenienti rispettivamente da Milano, Bergamo, dalla Valle d'Aosta e da Torino (il sottoscritto).

Organizzare una trasferta come questa, significa partire in tempo per inoltrare le richieste di accredito all'organizzazione internazionale, per l'invio dei documenti necessari (iscrizione alla USSI/AISP) e le foto da inserire nei pass. Coordinare tutti gli orari, gli spostamenti, trovare e riservare l'alloggio.

Per assurdo, l'aspetto fotografico, dal punto di vista cronologico, resta l'ultimo dei problemi. La manifestazione ha una durata di 11 giorni, ma purtroppo noi abbiamo la possibilità di lavorare solo nel week end.

Per cui, primo vincolo: trovare una sistemazione che ci permetta di seguire la maggior parte degli eventi in programma, senza effettuare spostamenti chilometrici. Dopo un'accurata ricerca, la scelta è caduta sulla Val di Fiemme e in particolare su Ziano di Fiemme, piccola località a cinque minuti dal lago di Tesero e Predazzo, luoghi che ospitano le gare di biathlon, fondo e trampolino. A circa 15 minuti inoltre, si trova la cittadina di Cavalese che ospita lo stadio del ghiaccio dove si disputano alcune partite di hockey sul ghiaccio. Sulla via del ritorno, sopra a Trento, Monte Bondone per lo snowboard e poi ancora, giù in città per il pattinaggio artistico.

Per quanto riguarda l'attrezzatura fotografica, utilizziamo quella delle grandi occasioni: doppi corpi macchina Nikon D800, D300s e D3x; teleobiettivi che vanno dal 70-200 mm al 200-400 mm fino al 300 mm fisso, più alcuni grandangoli spinti come il fisheye da 10,5mm.

PRIMO GIORNO
Tre tappe sull'autostrada TO-MI-VE: Santhià per tirare su Alexis che arriva da Aosta, Milano per Marcello e Bergamo per Maurizio. Viaggio fino a Trento, al Sanbapòlis, cuore pulsante delle Universiadi, dove completiamo gli accrediti ritirando i pass e le pettorine che certificano la nostra ufficialità come fotografi.

Sbrigate le iscrizioni varie, ripartiamo verso Ziano di Fiemme. Saliamo, saliamo e saliamo ancora, ma non troviamo tracce di neve. Inquietante!

Decidiamo di fare un primo sopralluogo appena arrivati. È di fondamentale importanza infatti arrivare il giorno delle gare e sapere già dove posizionarsi. I fotografi sono una “brutta razza”: ovviamente tutti cercano il posto migliore e arrivano con due ore di anticipo per posizionarsi al meglio.

SECONDO GIORNO
Sveglia quasi all'alba, colazione abbondante prima di raggiungere il lago di Tesero dove iniziano i training di duathlon: tutti all'ombra, il freddo ci dà il benvenuto.

Tiriamo fuori le fotocamere, montiamo i tele, qui si lavora solo da lontano ma con un 70-200 mm si ottengono già buoni risultati. Considerando che gli sfondi sono “sporchi” (case, cartelli, ecc..) dobbiamo lavorare con diaframmi aperti per sfuocare tutto quanto si trovi dietro i nostri soggetti.

Iniziamo a scattare senza sosta. Dal duathlon passiamo al fondo. Molto interessanti, fotograficamente, i retroscena delle gare: la preparazione, la sciolinatura, il riscaldamento e via dicendo. Un aspetto che adoro della fotografia sportiva, è legato alle espressioni degli atleti. Si possono fotografare occhi smarriti, arrabbiati, commossi. Volti sotto sforzo, urla liberatorie.

Viviamo questi giorni in una dimensione olimpica. Siamo al centro del villaggio che ospita il team norvegese, accanto a quello giapponese. Tutte le persone intorno a noi indossano tute colorate. Tutto intorno è colore e si respira nell'aria adrenalina pura. Le fotocamere sembrano possedute, sembra vogliano sfuggire alle nostre mani per andare a fotografare tutto il resto! Contagioso!

Quando scende il buio ci spostiamo in zona trampolino. Anche qui la neve che troviamo ricopre appena le strutture. Qui si fa sul serio.
È buio, i fari illuminano la neve conferendogli una dominante gialla.

Fotograficamente risolviamo il problema scattando in Raw o impostando un bilanciamento del bianco adeguato.
Ma i problemi non sono solo legati alle dominanti. Gli atleti sfrecciano via veloci, come proiettili. I nostri autofocus vengono messi a dura prova. Personalmente monto il 70-200 mm F/2,8 e dopo varie prove fatte con gli apripista, decido di impostare il fuoco manuale e scatto con un motore veloce. Davanti a me, la luna quasi piena. ISO piuttosto alti per scattare almeno a 1/800 sec e bloccare l'azione.

La giornata però non finisce qui: cena e poi incontro di hockey su ghiaccio.

Posti assegnati per i fotografi. Io riesco a intrufolarmi dietro le panchine delle nazionali. L'aria è elettrica. Le azioni sono velocissime e il dischetto quasi non si vede (specialmente se si seguono le azioni attraverso il mirino con un tele montato dove tutto è ristretto al piccolo campo visivo). Tempi rapidissimi e ISO alle stelle.

Fine incontro, stanchi dopo una full immersion fotografica. Rientriamo a casa dove scarichiamo i file prodotti (centinaia di scatti) e facciamo una veloce valutazione, un po' di post-produzione e archiviazione. Quando spegniamo le luci, la stanza sembra addobbata per Natale: le tante lucine lampeggianti dei caricabatteria delle fotocamere danno vita a un presepe fatto da fotografi.

TERZO GIORNO
Ce la prendiamo relativamente comoda dato che le prime sessioni iniziano alle 9:30, al Monte Bondone, dove ad aspettarci c'è il pipe per lo snowboard. Grazie a un navigatore burlone, la prendiamo un pelino larga e arriviamo al nostro spot con un po' di ritardo. Poco male, il pipe è tutto in ombra, ma siamo lì giusto in tempo per iniziare a fotografare con il sole. È solo un training, ma lavorare durante le prove è quasi meglio perché i riders girano senza pressione.

Sessione fotografica con obiettivi corti e fisheye, e i motori volano a svariati fotogrammi al secondo per immortalare sequenze della manovre aeree.

Pranzo presso l'accoglienza della zona stampa poi via verso Trento per la sessione finale alle qualificazioni di pattinaggio artistico. Accoglienza e distribuzione dei posti a bordo pista con tanto di spiegazione del regolamento da seguire.

Concludiamo la nostra esperienza con la grazia delle pattinatrici sul ghiaccio che volteggiano lasciando senza fiato il pubblico, rubando applausi a ogni rotazione.
Zoom da 200 mm, fuoco continuo e motore al massimo.
ISO alti e tempi rapidi.

È Trento, città che prima ci ha dato il benvenuto e adesso, finito il nostro reportage, ci saluta. Si conclude così una breve ma intensa esperienza fotografica alle Universiadi del Trentino 2013.


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