Sguardi 56 - Gennaio 2008

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Editoriale

Questo numero di Sguardi è dedicato agli "inviati speciali". Sui vari fronti dell'informazione e del racconto. Per immagini e parole. Dell'attualità o dell'approfondimento. In guerra o no. Comunque in giro, vicino e lontano, per il mondo, a cercar notizie, storie, fatti, persone. Spesso reporter di guerra, semplificando, visto come va il mondo. All'inizio dell'anno il consueto rapporto di Reporters sans frontières ci ha ricordato difficoltà e rischi di un mestiere borderline. Per i giornalisti il 2007 è stato l'anno più sanguinoso dal 1994, con 86 vittime, e 20 morti anche tra i collaboratori dei media (l'Iraq è il paese che fa registrare più morti, 47, seguono Somalia, 8, e Pakistan, 6).

Ma le guerre sono cambiate, come il lavoro di chi le vuole raccontare. Guerra e informazione. Come ricorda Giovanni Porzio, il paradosso dell'era della comunicazione globale e delle notizie in tempo reale è che, a causa delle imposizioni e restrizioni, non si è mai stati così lontani dalla reale linea del fronte e che perciò è sempre più difficile trovare gli spazi per coprire gli eventi e approfondire le notizie. In una parola, essere testimone.

Livio Senigalliesi cerca, da sempre, di esserlo. Sguardi lo ha intervistato in occasione della pubblicazione, lo scorso mese, di Dispacci dal fronte (Ega Editore per Reporters sans Frontières), con i testi di dieci inviati di guerra e sue immagini da molti luoghi dilaniati da decenni: dai Balcani alla Palestina, dalla Cecenia al Congo, dall'Iraq all'Afghanistan fino all'apparentemente ormai remoto Vietnam, dove Senigalliesi è andato per descrivere gli effetti ancora attuali delle sostanze usate in guerra. Senza enfatizzazione drammatica. Con lo spirito asciutto del cronista.

Il dibattito sull'etica della fotografia, sui gradi di aderenza alla realtà del fotoreportage, sull'azione del fotografo che è sempre e comunque parziale, sulle trappole della propaganda e sulla possibile spettacolarizzazione del dolore, è complesso e senza fine. Anche un po' scontato: il fotografo, inevitabilmente come ogni osservatore, sceglie e ripropone porzioni di realtà che rispondono alla propria sensibilità; partendo da uno sguardo soggettivo ma il più possibile oggettivamente (è qui il discrimine), guidato da coraggio e paura, adrenalina e valori, tenendo a bada virtuosismi espressivi e privilegiando l'esigenza di informare.

Giovanni Porzio è un giornalista innamorato della fotografia. Come inviato negli ultimi venticinque anni sui fronti più caldi del pianeta, spesso autore delle immagini oltre che del testo del reportage, racconta la sua esperienza di testimone diretto e dell'evoluzione verso una figura di reporter globale nella quale si riconosce sempre di più: giornalista, fotografo, cacciatore di notizie e immagini in tempo reale anche per tv e web.

Vi sono coloro che sono inviati da qualcuno, con assignment più meno definiti. E chi invece il lavoro, il racconto, la storia, li cerca da sé. Paolo Soriani, accompagnato dall'antropologa Stefania Seghetti, ha indagato con il proprio obiettivo lungo l'arco del confine di terra italiano, da Trieste e Gorizia a Prato alla Drava e Ventimiglia, alla ricerca di una possibile essenza dei confini, frontiere dismesse, aperte terre di confine. In bianco e nero, fino al recentissimo dissolvimento dell'ultima barriera tra Italia e Slovenia - testimoniato dalle uniche due foto a colori presenti - caduta il 20 dicembre per l'estensione ad est del Trattato di Schengen.

Gli altri inviati di questo numero di Sguardi viaggiano soprattutto verso Oriente. Gianni Iorio, che ha vinto a novembre il Premio Chatwin per la fotografia, tra le suggestioni esotiche di India e Cina, l'ipermodernità della Malaysia e la cruda eredità del regime in Cambogia. Filippo Romano, vincitore del Premio Pesaresi Contrasto 2007 nell'ambito del Festival di Savignano, per il suo Off China, nel paese-continente di cui vuole raccontare angoli appartati, storie minori, schegge nel diluvio del cambiamento iperdinamico e del discorso già sentito e visto su di esso. Edoardo Agresti, tra Africa e Asia, due continenti a cui ha dedicato un libro di immagini uscito da Polaris di cui qui presenta una selezione. Edoardo Tomaselli va invece anche verso ovest, spingendosi dalla Francia e l'Italia fino in Messico e Nicaragua o anche Mali e Sri Lanka per "cercare la bellezza, nei luoghi o nelle persone", altra grande motivazione di chi si sposta con una macchina fotografica al collo.

Infine le news, con l'esposizione di Walter Bosshard a Lugano sull'India al tempo di Gandhi; con la grande mostra dedicata da Roma, Milano e Torino a Ugo Mulas, "inviato" sulla scena dell'arte; e con un'esposizione di Franco Fontana, che con le sue opere ideate e reinventate in giro per il mondo apre un nuovo spazio dedicato alla fotografia a Salerno.

Buon giro, corto e lungo, con Sguardi.

[Antonio Politano]


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