Composizione dell'immagine

A cura di: Claudio Cerquetti

Per realizzare una bella immagine devi compiere, prima dello scatto, un certo numero di operazioni, tutte necessarie e tutte importanti.
Per regolare opportunamente la tua reflex, per prima cosa dovrai considerare il tipo, l'orientamento e la quantità di luce che colpisce il soggetto. Una buona padronanza dell'esposizione, però, non basta: l'immagine, infatti, può essere perfettamente nitida, con tempi e diaframmi regolati alla perfezione, ma se l'inquadratura è mal composta, non potrai considerarla veramente riuscita.
Una bella composizione nasce dal giusto rapporto tra gli elementi che costituiscono la scena inquadrata: cosa sia questo "giusto rapporto" cercheremo di spiegarlo con qualche regoletta e, soprattutto, con numerosi esempi pratici che valgono molto di più delle astratte teorie.

Il bilanciamento degli elementi
Per ottenere una corretta composizione, tutti gli elementi presenti nell'inquadratura dovranno essere, per così dire, bilanciati fra loro. È un concetto piuttosto difficile da spiegare a parole ma che, però, puoi comprendere immediatamente osservando una foto ben composta ed una convenzionalmente "sbagliata".

Se gli elementi dell'immagine sono mal distribuiti, ad esempio posti tutti sulla destra dell'inquadratura, si creerà un vuoto dal lato opposto: in questo caso la fotografia, come si dice comunemente, "penderà" a destra.
Le regole compositive sono semplici, e ne illustreremo qualcuna, anche se un'armoniosa composizione è basata non solo sulla fredda applicazione di canoni geometrici. Con la pratica e con qualche rullino sprecato l'inquadratura diverrà per te un'operazione rapida ed istintiva; ma non dimenticare mai che ogni regola, specialmente in campo artistico, ammette delle eccezioni.

Al lavoro!
Il primo lavoro di composizione si compie ad occhio nudo. Successivamente, ed è la fase più difficile, dovrai comporre l'immagine isolando la sezione di campo visivo che ha attratto la tua attenzione con un obiettivo di focale adatta.
La composizione dell'immagine avviene nel mirino della fotocamera che, per così dire, consente una visione parziale della realtà che ci circonda, isolandolo dal resto.
Con le fotocamere compatte l'inquadratura avviene attraverso un mirino separato. Come abbiamo visto in precedenza, ciò può causare errori di inquadratura perché l'oculare vede il soggetto da un punto di vista leggermente diverso rispetto alla reale visione dell'obiettivo.
Questo difetto, chiamato errore di parallasse, diminuisce con l'aumentare della distanza soggetto-obiettivo e diventa praticamente irrilevante per elementi disposti ad oltre i 4 o 5 metri dalla fotocamera.
Le reflex consentono una composizione più accurata dell'inquadratura perché ciò che si vede nel mirino è esattamente quello che impressionerà la pellicola.
 

La regola dei terzi
Consiste nel dividere idealmente l'immagine in tre parti uguali, sia verticalmente che orizzontalmente, e collocare poi il soggetto che interessa vicino a uno dei quattro punti di intersezione delle linee divisorie o lungo di esse.
Gli esempi fotografici riportati in queste pagine ti chiariranno il concetto. Per applicare la regola dei terzi in modo istintivo è necessaria un po' di pratica, ma una volta assimilato il principio, la sua applicazione è molto veloce.

 

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