Premi


100 Influential Photos, Time + Engagement Photo Contest 2016



Fine anno, classifiche epocali e annuali. Time ha selezionato 100 fotografie più influenti, rappresentative della storia, naturalmente da quando è nata la fotografia quasi due secoli fa, 190 anni per la precisione. Un interessantissimo e lodevolissimo progetto multi-piattaforma (libro+ sito, testi e foto, con a volte anche video, interviste, provini, altri scatti) che presenta il contesto, i retroscena, il senso. Di seguito, Sguardi propone una selezione di 24 immagini, mantenendo i titoli utilizzati da Time.



Time 100 influential photographs. A Man on the Moon, Neil Armstrong, NASA, 1969



A Man on the Moon,
Neil Armstrong NASA 1969

Chissà se a Buzz Aldrin è mai importato essere il secondo uomo a scendere sulla Luna quel 20 luglio del 1969 nel Mare della Tranquillità. Ma Aldrin ha guadagnato un diverso tipo di immortalità: essere ripreso da Neil Armstrong, il primo uomo a toccare il suolo lunare ma anche quello incaricato di fare fotografie. Armstrong, questa volta, è solo in secondo piano, piccolo e lontano, riflesso nella visiera del vero protagonista della scena: il secondo, ad aeternum, Aldrin.




Time 100 influential photographs. Alan Kurdi, Syrian refugee. Nilüfer Demir, 2015


Alan Kurdi, Nilüfer Demir 2015
La guerra in Siria era in corso da più di quattro anni, quando i genitori di Alan Kurdi decidono di imbarcarsi su un gommone con i figli di tre e cinque anni per raggiungere l’isola greca di Kos, a soli tre miglia di distanza dalla costa turca. In pochi minuti un’onda capovolge l’imbarcazione, la madre e i due figli annegano. Sulla riva vicino alla città costiera di Bodrum, poche ore più tardi, viene ritrovato Alan, il viso rivolto da un lato e in giù, come se fosse appena addormentato. «Non c’era niente da fare per lui. Non c’era più nulla da fare per riportarlo in vita», pensò la reporter turca Nilüfer Demir della Dogan News Agency. Così sollevò la sua macchina fotografica: «l’unico modo in cui posso esprimere l’urlo del suo corpo in silenzio».
 




Time 100 influential photos. Behind the Gare Saint-Lazare, Henri Cartier-Bresson, 1932


Behind the Gare Saint-Lazare, Henri Cartier-Bresson 1932
Velocità e istinto sono stati il cuore della fotografia di Henri Cartier-Bresson. E mai le due cose si sono unite meglio di quel giorno del 1932, quando Cartier-Bresson puntò la sua Leica attraverso una recinzione dietro la stazione ferroviaria di Parigi Saint-Lazare. L’immagine che realizzò è un capolavoro di forma e luce. Un uomo salta attraverso l’acqua. Il tempismo è tutto. L’immagine sarebbe diventata l’esempio per eccellenza di “momento decisivo” caro a Cartier-Bresson che avrebbe contribuito a tracciare la rotta della fotografia moderna.
 




Time 100 influential photos. Country Doctor, W. Eugene Smith, 1948


 

Country Doctor, W. Eugene Smith 1948
Lodato per la sua fotografia di guerra, W. Eugene Smith ha lasciato il segno più duraturo con una serie di lavori a metà del secolo scorso per la rivista Life. Smith trascorse settimane immergendosi nella vita dei suoi soggetti, allo scopo di vedere il mondo dal loro punto di vista e di costringere i lettori a fare lo stesso. «Io non cerco di possedere il mio soggetto, ma piuttosto di dare me stesso a esso», ha detto a proposito del suo approccio. Mai questo fu più chiaro che nel suo lavoro sul medico di campagna, il dottor Ernest Ceriani, con cui trascorse 23 giorni intorno a Kremmling, Colorado. Country Doctor divenne un classico all’istante e contribuì a fare di Smith, maestro del reportage, uno dei più appassionati e influenti fotogiornalisti del XX secolo.
 



 


Time 100 influential photos. D-Day, Robert Capa, 1944


 

D-Day, Robert Capa 1944
L’invasione per salvare la civiltà. E Robert Capa era lì per la rivista Life, l’unico fotografo in mezzo a 34.250 soldati, a Omaha Beach durante lo sbarco del D-Day. Capa passò un’ora e mezza sotto il fuoco, e gli uomini intorno a lui morivano. Un corriere trasportò i suoi quattro rullini fino agli uffici di Londra di Life e il direttore fermò la stampa del numero per inserire gli scatti di Capa. Nella maggior parte della pellicola, però, non c’era nulla; erano sopravvissuti solo alcuni fotogrammi. Quelli che si erano salvati presentavano un aspetto sfocato e granuloso che restituì maggiormente il senso frenetico dell’azione, una caratteristica che è rimasta nella memoria collettiva di quello scontro epico.
 



 


Time 100 influential photos. Dovima with elephants, evening dress by Dior, Cirque d’Hiver Paris, Richard Avedon, 1955


 

Dovima with elephants, evening dress by Dior, Cirque d’Hiver Paris, Richard Avedon 1955
Quando Richard Avedon fotografò Dovima in un circo di Parigi nel 1955 per Harper’s Bazaar, entrambi erano già figure di spicco nei loro campi. Lei era una delle modelle più famose del mondo, lui uno dei più celebri fotografi di moda. Ha senso, quindi, che Dovima con gli elefanti sia una delle più conosciute fotografie di moda di tutti i tempi. Anche perché coglie un possibile punto di svolta: l’ultima modella vecchio stile, ritratta in un modo che segna un nuovo percorso.
 



 


Time 100 influential photos. Falling Man, Richard Drew, 2001


 

Falling Man, Richard Drew 2001
Le immagini più viste dell’11 Settembre 2001 sono di aerei e grattacieli, non di persone. L’immagine dell’uomo che cade è diversa. La foto, scattata da Richard Drew durante gli attacchi, è la fuga di un uomo dagli edifici che crollano, simbolo di individualità sullo sfondo di grattacieli senza volto. In un giorno di tragedia di massa, mostra qualcuno che muore. La forza di questo scatto risiede non tanto sull’identità del soggetto, ma su chi è diventato: un milite ignoto, e per caso, in una guerra spesso sconosciuta e incerta, sospeso per sempre nella storia.



 


Time 100 influential photos. Famine in Somalia, James Nachtwey, 1992


 

Famine in Somalia, James Nachtwey 1992
Per documentare il dramma della fame, James Nachtwey andò per conto suo in Somalia nel 1992, dove ebbe il sostegno del Comitato internazionale della Croce Rossa. Nachtwey riportò una serie di immagini sconvolgenti, tra cui la scena di una donna in attesa di essere portata in una carriola in un centro di alimentazione, pubblicata poi sul New York Times Magazine. Le immagini di Nachtwey contribuirono a sensibilizzare l’opinione pubblica e a sostenere la più larga operazione della Croce Rossa, dalla fine della Seconda Guerra mondiale, che salvò un milione e mezzo di persone.
 



 


Time 100 influential photos. Gandhi and the Spinning Wheel, Margaret Bourke-White, 1946


 

Gandhi and the Spinning Wheel, Margaret Bourke-White 1946
Quando gli inglesi imprigionarono Gandhi nel carcere di Yeravda a Pune, in India, tra il 1932 e il 1933, il leader nazionalista iniziò a tessere con un filatoio. L’immagine divenne emblematica non soltanto di una pratica durante la prigionia, ma di un invito all’autosufficienza e autodeterminazione, un incoraggiamento per i suoi connazionali a fare da sé invece di comprare merci inglesi.
 



 


Time 100 influential photos. Gorilla in the Congo, Brent Stirton, 2007


 

Gorilla in the Congo, Brent Stirton 2007
La carcassa legata a una barella di fortuna del gorilla di montagna Senkwekwe, ucciso nel parco nazionale Virunga nella Repubblica Democratica del Congo, portata da più di una dozzina di uomini. Vittima anch’esso del conflitto che nell’Africa Centrale colpisce non più solo gli uomini coinvolti in vari fuochi incrociati, ma anche la natura e gli animali protetti della regione. Tre mesi dopo la pubblicazione della fotografia di Stirton su Newsweek, nove paesi africani, tra cui il Congo, firmarono un trattato per proteggere i gorilla di montagna nel Virunga.
 

 


Time 100 influential photos. Guerillero heroico, Alberto Korda, 1960


 

Guerillero heroico, Alberto Korda1960
Il giorno prima che Alberto Korda scattasse la fotografia diventata icona di Che Guevara, una nave era esplosa nel porto dell’Avana, uccidendo l’equipaggio e decine di lavoratori portuali. Il giorno dopo, coprendo il funerale per il quotidiano Revolución, Korda focalizzò la sua attenzione su Fidel Castro, che in un discorso di fuoco accusò gli Stati Uniti di aver causato l’esplosione, e scattò un paio di immagini del Che che non vennero pubblicate. Ma dopo che Guevara fu ucciso in Bolivia, quasi sette anni più tardi, il regime cubano lo abbracciò come un martire per il movimento, e l’immagine scattata da Korda divenne ben presto il simbolo più duraturo del leader rivoluzionario, il Guerrillero Heroico. Usata poi, nel tempo, da artisti e pubblicitari, scorciatoia culturale per la ribellione, una delle immagini più riconoscibili e riprodotte di tutti i tempi.
 

 


Time 100 influential photos. Invasion of Prague, Josef Koudelka, 1968


 

Invasion of Prague, Josef Koudelka 1968
Cecoslovacchia, 20 agosto 1968, I carri armati sovietici invadono il paese per metter fine al “socialismo dal volto umano” del governo di Alexander Dubcek. Josef Koudelka - un giovane ingegnere nato in Moravia, amante della fotografia - si trova nella capitale quando i soldati arrivano. Si fa testimone dell’occupazione sovietica che cambia il corso della sua nazione. Lo scatto ritrae il braccio di un uomo, con il suo orologio da polso in primo piano, mostrando il momento esatto in cui avviene l’invasione nelle strade deserte della città. Racchiude quel tempo, la perdita e il vuoto, lo strangolamento di una società.
 

 


Time 100 influential photos. Lunch Atop a Skyscraper, Unknown, 1932


 

Lunch Atop a Skyscraper, Unknown 1932
È la pausa pranzo più pericolosa, eppure spensierata, mai fotografata: undici uomini mangiano, chiacchierano e fumano sigarette tranquillamente, come se non si trovassero a 300 metri da terra, sorretti solo da una trave sottile e senza alcuna protezione. Gli uomini erano tra gli operai che parteciparono alla costruzione del celebre grattacielo di Manhattan, il Rockfeller Center e la foto, scattata dal sessantanovesimo piano del maestoso RCA Building (oggi noto come GE building), faceva parte di una campagna promozionale per l’imponente complesso di grattacieli. Nonostante l’identità del fotografo e della maggior parte dei soggetti ritratti rimanga ancora oggi un mistero – quel giorno erano infatti presenti i fotografi Charles C. Ebbets, Thomas Kelley e William Leftwich, e non si sa con certezza chi di loro abbia scattato la foto – è difficile trovare un operaio a New York che non consideri questa foto come il simbolo della sua coraggiosa grande famiglia.
 

 


Time 100 influential photos. Migrant Mother, Dorothea Lange, 1936


 

Migrant Mother, Dorothea Lange 1936
La foto che, più di ogni altra, mostrò l’aspetto umano dei costi della Grande Depressione stava quasi per non essere scattata. Mentre guidava nei pressi del Pea-Pickers Camp nella località di Nipomo, a nord di Los Angeles, la fotografa Dorothea Lange scorse Frances Owens Thompson e seppe di trovarsi nel posto giusto. «Ho visto la madre disperata e affamata e mi sono avvicinata a lei, come attratta da un magnete», scrisse Lange a proposito di quell’incontro. Il raccolto della fattoria era congelato e non c’era lavoro per i raccoglitori senza casa, così Thompson, 32 anni, vendette le gomme della sua macchina per comprare del cibo, al quale si aggiungevano gli uccelli cacciati dai suoi figli. Lange compose l’immagine con i bambini e la madre molto vicini, gli occhi di quest’ultima, consumati dalla preoccupazione e dalla rassegnazione, guardano oltre. Attraverso quel ritratto intimo, Lange diede un volto a una nazione in pena.
 

 


Time 100 influential photos. Muhammad Ali vs. Sonny Liston, Neil Leifer, 1965


 

Muhammad Ali vs. Sonny Liston, Neil Leifer, 1965
Essere nel posto giusto al momento giusto. Fu certamente il caso per Neil Leifer, fotografo di Sports Illustrated, quando scattò forse la più grande fotografia di sport del secolo. Il posto era quello in prima fila a Lewiston, nel Maine, il 25 maggio 1965, per l’incontro tra i pesi massimi Muhammad Ali, 23 anni e 93 kg, contro Sonny Liston, 34 anni e 99 kg, al quale Ali aveva strappato il titolo mondiale l’anno prima quando ancora si chiamava Cassius Clay. Un minuto e 44 secondi dall’inizio del primo round, destro di Ali al mento di Liston, Liston al tappeto.
 

 


Time 100 influential photos. Nuit de Noël (Happy Club), Malick Sidibé, 1963


 

Nuit de Noël (Happy Club),Malick Sidibé 1963
Il fotografo maliano Malick Sidibé, scomparso a 80 anni nell’aprile di quest’anno, ha raccontato i cambiamenti sottili e profondi che rimodellavano il suo paese dopo la fine del dominio coloniale francese nel 1960. Soprannominato l’Occhio di Bamako, Sidibé ha scattato migliaia di foto della vita sociale della capitale maliana, diventati cronaca in tempo reale, documento di momenti fugaci, gli incontri, le coppie, i gruppi, le serate danzanti. La foto risale alla vigilia di Natale del 1963, quando Sidibé si soffermò su una giovane coppia che ballava uno di fronte all’altra in un club. Quello che Sidibé chiamava il suo “talento nell’osservare” gli ha permesso di catturare la loro intimità tranquilla, la loro grazia in una pista da ballo vuota.
 

 


Time 100 influential photos. Oscars Selfie, Bradley Cooper, 2014


 

Oscars Selfie, Bradley Cooper 2014
Celebrità, Internet, Hollywood. A Los Angeles, durante la cerimonia degli Oscar 2014, attorno alla conduttrice Ellen DeGeneres si riuniscono alcune stelle del mondo del cinema per un selfie. Bradley Cooper è l’autore dello scatto, poi si intravedonotra gli altri Meryl Streep, Brad Pitt, Jennifer Lawrence, Julia Roberts, Kevin Spacey, Angelina Jolie. Ma è quello che ha fatto dopo Ellen DeGeneres che ha decretato il valore dell’immagine, al punto da spingere Time a includerla nella 100 foto più rappresentative di tutti i tempi: dopo che Cooper scattò la foto, infatti, DeGeneres la postò subito su Twitter, dove venne ritweettata più di tre milioni di volte, più di ogni altra foto della storia.
 

 


Time 100 influential photos. Raising a Flag over the Reichstag, Yevgeny Khaldei, 1945


 

Raising a Flag over the Reichstag, Yevgeny Khaldei 1945
«Questo è quello che stavo aspettando da 1400 giorni», dichiarò l’ucraino Yevgeny Khaldeimentre fissava le rovine di Berlino il 2 maggio 1945. Dopo quattro anni di foto per coprire i combattimenti in tutta l’Europa orientale, il soldato dell’Armata Rossa arrivò nel cuore della terra dei nazisti, armato della sua Leica e di un’enorme bandiera sovietica che suo zio, un sarto, aveva ricavato per lui da tre tovaglie rosse. Adolf Hitler si era suicidato due giorni prima, ma la guerra infuriava ancora mentre Khaldeisi fece strada verso il Reichstag. Insieme ad altri tre soldati si arrampicò su per le scale rotte del Palazzo del Parlamento, euforico, sapendo di poter fotografare la scena che aveva sperato.
 

 

 


Time 100 influential photos. Saigon Execution, Eddie Adams, 1968


 

Saigon Execution, Eddie Adams 1968
Il fatto fu stupefacente nella sua casualità. Il fotografo di Associated Press Eddie Adams si trovava per le strade di Saigon il 1° febbraio del 1968, due giorni dopo che le forze dell’Esercito Popolare del Vietnam e i Vietcong fecero partire l’offensiva del Tet spargendosi per decine di città nel Vietnam del sud. Mentre Adams fotografava, si imbatté nel brigadiere generale Nguyen Ngoc Loan, capo della polizia nazionale, in piedi accanto a Nguyen Van Lem, capitano di una squadra di terroristi che aveva appena sterminato la famiglia di uno degli amici di Loan. Adams guardava attraverso il suo mirino, quando Loan sollevò lentamente la pistola calibro 38 e senza esitare sparò un proiettile alla testa di Lem. Dopo averlo fatto, il generale giustificò la sua azione improvvisa affermando «se esiti, se non fai il tuo dovere, gli uomini non vogliono seguirti». Il congelamento dell’istante della morte di Lem restituì la brutalità di quel momento e la pubblicazione dell’immagine contribuì a far crescere in America un sentimento diffuso contro quella guerra. Adams vinse il premio Pulitzer con questa foto, contraddistinguendo un livello più intimo del fotogiornalismo di guerra, e come ebbe a commentare tre decenni più tardi riflettendo sulla portata del suo lavoro, «le fotografie sono ancora l’arma più potente del mondo».
 

 


Time 100 influential photos. The Horse in Motion, Eadweard Muybridge, 1878


 

The Horse in Motion, Eadweard Muybridge 1878
Quando un cavallo trotta o galoppa, si alza mai in volo? Questa era la domanda a cui il fotografo Eadweard Muybridge tentò di rispondere nel 1878. Il magnate delle ferrovie ed ex governatore della California Leland Stanford era convinto che la risposta fosse sì, e diede a Muybridge il compito di fornirgli delle prove. Muybridge sviluppò un meccanismo per scattare con un’esposizione di una frazione di secondo, e, con i giornalisti come testimoni, sistemò dodici macchine fotografiche lungo una pista nella tenuta di Stanford. Il cavallo in corsa innescò una serie di fili connessi alle macchine, che scattarono dodici foto in rapida successione. Muybridge sviluppò le immagini sul luogo e mostrò che, per un brevissimo momento durante la falcata, il cavallo era completamente in aria, con gli zoccoli piegati verso l’interno del corpo. La scoperta, impercettibile all’occhio umano ma evidente con la fotografia, diede un nuovo significato al mezzo: poter catturare la verità attraverso la tecnologia. La tecnica stop-motion di Muybridge fu una forma primordiale di animazione che contribuì ad aprire la strada all’industria cinematografica che nacque circa dieci anni dopo.
 

 


Time 100 influential photos. The Terror of War, Nick Ut, 1972


 

The Terror of War, Nick Ut 1972
Le facce dei danni collaterali e del fuoco amico non sono generalmente percepite, viste. Questo non è stato il caso di Phan Thi Kim Phúc, 9 anni all’epoca. L’8 giugno del 1972, il fotografo vietnamita Nick Ut dell’Associated Press era nei dintorni di Trang Bang, circa 25 miglia a nord ovest di Saigon, quando l’aviazione sudvietnamita fece cadere per sbaglio un carico di napalm sul villaggio. Mentre fotografava la carneficina, Ut si accorse di un gruppo che veniva di corsa verso di lui sulla strada. Erano soldati e bambini, tra cui una ragazza nuda colpita dal napalm che urlava dal dolore. La guerra stava facendo più male che bene, quella foto lo testimoniava. Nel 1973 fu assegnato a Ut il Pulitzer. Nello stesso anno, il coinvolgimento dell’America nella guerra finì.
 

 


Time 100 influential photos. Trolley New Orleans, Robert Frank, 1955


 

Trolley New Orleans, Robert Frank 1955
Raccontare verità scomode spesso comporta conseguenze scomode. È il caso del fotografo di origini svizzere Robert Frank, il cui lavoro venne scartato dalla rivista Practical Photography, in quanto ritenuto un insieme di “foto sfocate, prive di senso e confuse, di orizzonti sbilenchi e trasandatezza generale”. Le 83 immagini del libro furono scattate nei vari viaggi compiuti da Frank attraverso gli Stati Uniti a metà anni Cinquanta e raccontano un paese sull’orlo del cambiamento: tra isolamento e diritti civili, tradizioni rurali e vita urbana. Questa foto di Frank trasmette la brutalità dell’ordine sociale americano nel dopoguerra. La foto – scattata poche settimane dopo che Rosa Parks si era rifiutata di cedere il proprio posto a sedere su un autobus in Alabama – non era pianificata. Frank stava infatti fotografando una parata, quando vide passare il tram, si girò, alzò la macchina fotografica e scattò appena prima che il mezzo sparisse dalla sua vista.
 

 


Time 100 influential photos. V-J Day in Times Square, Alfred Eisenstaedt 1945


 

V-J Day in Times Square, Alfred Eisenstaedt 1945
Al suo meglio, la fotografia è in grado di catturare frammenti fugaci che cristallizzano la speranza, il tormento, la meraviglia e la gioia della vita. Alfred Eisenstaedt, uno dei primi quattro fotografi a essere assunti da Life magazine, fece della frase “trovare e catturare il momento della narrazione” la propria missione. Non dovette andare molto lontano per trovare ciò che cercava quel 14 agosto 1945: la Seconda guerra mondiale era finita e, unendosi ai festeggiamenti per le strade di New York, si ritrovò nel tumulto di Times Square. Mentre cercava il soggetto perfetto, un marinaio davanti a lui prese un’infermiera per la vita e la baciò. La foto di quel bacio appassionato sintetizza il sollievo e la speranza di quel giorno epocale in un singolo momento di gioia senza freni (anche se, oggi, può essere considerata come un caso di aggressione sessuale). L’immagine di Eisenstaed è diventata la fotografia più famosa e riprodotta del XX secolo, una delle basi della memoria collettiva di quel momento fondamentale nella storia del mondo.
 

 


Time 100 influential photos. View from the Window at Le Gras, Joseph Nicéphore Niépce circa 1826


 

View from the Window at Le Gras, Joseph Nicéphore Niépce circa 1826
C’è voluta una combinazione unica di ingegnosità e curiosità per produrre la prima fotografia conosciuta. Quindi è giusto che l’uomo che l’ha realizzata sia considerato un inventore e non un artista. Joseph Nicéphore Niépce, partendo dal metodo di stampa della litografia, ricercò altri modi per produrre immagini, combinando elementi chimici, metalli, camere oscure, contenitori. Catturò un panorama visto dalla finestra al primo piano della sua abitazione-laboratorio, divenuta nel 2007 casa-museo, detta Le Gras, presso Saint-Loup-de-Varennes, nella Francia orientale. Il primo tentativo riuscito di fissare un’immagine in modo permanente, gettando le basi per lo sviluppo della fotografia.

 


 

Fine anno, tempo di bilanci, classifiche, premiazione per concorsi. Da Time e le sue 100 foto più influenti della storia a un po’ di leggerezza, all’occhio e talento fotografici applicati a uno dei momenti più intimi e memorabili nella vita di ciascuno, quelli di coppia. C’è un portale in America, il Junebug Weddings (tra i più popolari al mondo per pianificare  nozze, trovare idee e informazioni utili),che organizza ogni anno The Best Engagement Photo Contest per premiare le migliori foto di promessa/impegno/fidanzamento, prima, durante, dopo il fatidico “sì”.
 


Judd Green of Juddric Photography



© Tito Rikardo of THEUPPERMOST Photography



© Ekaterina Mukhina



© Dan O'Day Photography



© Emily Broadbank of Emily & Steve



© Kerry Morgan