Intervista 2

A cura di:

Tecnologie, PadPlaces
Andrea Pistolesi

Prima c'erano le pellicole, gli archivi personali, le agenzie fotografiche. Poi è arrivato il digitale, l'accelerazione dei cambiamenti tecnologici, l'esplosione dell'offerta online, l'autorganizzazione in siti e vetrine varie, Facebook e Twitter. L'iPad ha rappresentato una novità assoluta. Andrea Pistolesi, fotografo di reportage geografici e sociali che da sempre esplora le potenzialità delle nuove tecnologie, ha messo a punto un suo progetto, PadPlaces, un'applicazione per iPad per distribuire direttamente "storie fotografiche". «Per quanto vedo, sono il primo fotografo che tenta una carta così diretta», afferma Andrea, «e la scelta non è stata presa a cuor leggero. In pratica si tratta si affacciarsi al mercato globale evitando lo stallo che l'editoria specialistica vive al momento (se mai si riprenderà)». Un segnale forte di autoimprenditorialità, per «mostrare storie complete, con le immagini messe a punto dal fotografo e non adattate ai desiderata redazionali», una nuova piattaforma per realizzare «un'ampia libertà espressiva». Sguardi ha raggiunto Pistolesi a Bangkok, dove vive alcuni mesi l'anno, per chiedergli com'è nato, cos'è, come funziona PadPlaces e come cambia, sullo sfondo, la professione del fotografo e il suo rapporto con il mercato editoriale.

Andrea Pistolesi
Andrea Pistolesi

 

Andrea, come è nato PadPlaces?
Ho visto l'iPad come una vera rivoluzione, molto più ampia e profonda dell'iPhone. A mio avviso i tablet hanno il potenziale e riusciranno a rivoluzionare il mercato editoriale. Non solo per la maggiore capacità di mostrare contenuti multimediali della carta stampata, ma per un'innumerevole serie di vantaggi: leggo le riviste in qualunque parte del mondo, vedo la televisione, sono aggiornato in tempo reale. Altro punto fondamentale è la possibilità di restituire un valore commerciale ai contenuti, cosa che il web aveva inopinatamente obliterato. Come hanno notato i maggiori media a partire dal New York Times, se i contenuti non vengono pagati non potranno che morire, o vivere di sola pubblicità e quindi perdere totalmente l'indipendenza e l'obiettività. Con queste premesse non ci ho messo molto a considerare le potenzialità per la nostra professione, vista anche la rapida scomparsa dell'editoria tradizionale dal nostro panorama. Una nuova piattaforma per i nostri contenuti fotografici capace di sostituire le oramai defunte riviste di viaggi, e con interessanti vantaggi. Intanto la possibilità di offrire storie fotografiche nella loro completezza e non nelle stringate selezioni fatte dalla carta stampata. Stile, formati e sequenza decisi dall'autore in prima persona. A questo potranno aggiungersi anche altri contenuti: testi, video, audio, multimediale. E, dulcis in fundo, la possibilità di diffondere i lavori appena conclusi o in via di svolgimento in tempo reale: pensa al mio reportage sulla rivoluzione di Bangkok aggiornato quotidianamente! Insomma credo che questa sia più che un'opportunità il vero inizio di una nuova epoca editoriale, e il fotografo deve cominciare a sperimentarne le possibilità per non trovarsi sopraffatto dalla mediocrità degli altri. Sono stato il primo fotografo a livello mondiale a fare una piattaforma di pubblicazione vera e propria come intende essere PadPlaces (c'erano solo dei portfoli personali tra le app), e naturalmente adesso devo scontrarmi con la maggior difficoltà di chi si muove da solo: dare visibilità e diffusione all'iniziativa.

© Andrea Pistolesi
Cambogia, Phnom Penh, Sovanna Phum Modern and Traditional Art Ballet
© 2009 Andrea Pistolesi

Puoi spiegare ai lettori di Sguardi cos'è esattamente PadPlaces?
È un'applicazione per iPad (sto lavorando per portarla anche su iPhone e sui tablet Android). Di fatto un catalogo e contenitore. Attraverso questa si possono cercare secondo vari criteri le mie storie fotografiche e scaricarle al suo interno. Le foto scaricate divengono gallerie che possono essere degli slide show o immagini singole con didascalia. Alla fine di ogni storia c'è una pagina di testo che può contenere articoli o brevi info. Ci sono i miei Portfoli e alcune storie campione, o saggio, che possono essere scaricate gratuitamente. In genere le altre storie costano intorno a un dollaro: il prezzo varia a seconda del numero d'immagini e della novità. Al momento sono disponibili circa 50 storie che sono tra i miei lavori più recenti o significativi. Conto di aggiornare i contenuti in tempo reale, man mano che produco nuovi servizi. È importante la possibilità di conservare i contenuti nell'applicazione, come una vera e propria biblioteca consultabile anche senza connessione web. Mentre invece le immagini, che sono bloccate da vari copyright, non possono essere esportate fuori dall'applicazione stessa: è un limite che ho dovuto mettere per poter mostrare foto che in altro modo sarebbero state vincolate a limiti di utilizzo. Altro aspetto fondamentale oggi è la possibilità di interagire direttamente con il pubblico: già da dentro l'app, senza necessità di andare a un browser, si può accedere al Blog di PadPlaces, al sito web, alla pagina di Facebook e a Twitter. Essendo una piattaforma in costante aggiornamento i lettori possono essere così aggiornati sulle novità, ma anche restituire preziose informazioni e consigli tratte dai contenuti.

© Andrea Pistolesi
China, Henan, Dengfeng, Shaolin Kung Fu show
© 2009 Andrea Pistolesi

Come funziona, com'è articolato?
Per chi ha già familiarità con iPhone/iPad è semplicissimo. L'applicazione è un browser, un catalogo interattivo, per cercare le storie. Ci sono quattro sezioni: le New Stories con le produzioni più recenti che poi si ritrovano anche tra le Travel Stories, i reportage sociali in Documentary e i Portfoli. In pratica questa struttura riflette quella mia professionale in cui tendo a distinguere (a volte con difficoltà, è vero) i miei lavori puramente Travel dai reportage socio-geografici. Nei Portfoli al momento ho inserito anche piccoli saggi fotografici (una Phnom Penh scattata solo col 24mm Nikon a f 1,4, per esempio), ma vorrei creare una sezione dedicata alla fotografia pura. Quando si apre una storia si ha la possibilità di acquistarla e scaricarla nell'app. È un processo rapido, che richiede una buona connessione WiFi però. A download completato la storia viene salvata nella libreria, chiamata My Stories, da cui si può lanciare sia in forma di slide show che come avanzamento manuale, con o senza dida. Nell'ultima pagina ci sono testi, articoli, links interessanti a seconda del soggetto. Una scelta importante è stata quella di non riempire lo schermo dell'iPad (come fanno molte altre app) per non dover tagliare le immagini che invece sono visibili nel loro formato integrale.

© Andrea Pistolesi
Philippines, Palawan Island, El Nido Islands, Entalula island
© 2009 Andrea Pistolesi

Quali sviluppi pensi possa avere?
La prima domanda che tutti mi fanno è perché qualcuno dovrebbe acquistare delle storie fotografiche. A me sembra in principio sbagliata, anche se il panorama attuale conforta questo dubbio: e allora perché uno dovrebbe comprarsi un giornale fotografico, di viaggio, un libro fotografico? Mi risponderanno che in effetti non se ne vendono più. Ma qui possiamo e dobbiamo offrire contenuti migliori a prezzi simbolici. Se vogliamo opporci alla visione pessimistica di un mondo oramai raccontato in tutti i suoi aspetti, di un pubblico totalmente asservito a contenuti superficiali, penso potremo riconquistare quel pubblico, certo di nicchia, che ha ancora voglia di conoscere storie interessanti offerte con interpretazioni personali. Certo, dobbiamo offrire contenuti però che siano realmente interessanti. Nei miei progetti c'è già l'inserimento di una sezione dedicata a libri elettronici e contenuti multimediali, ma il limite non esiste. È questo il bello. Mi è stato anche detto che una galleria fotografica oggi è semplicemente "noiosa" e ci sarebbe bisogno di animazioni vivaci, interazioni, un po' di tutto insomma. Credo che in parte sia vero, ma anche molto rischioso. Certo il giochino interattivo bello e vivace attrae l'acquirente, ma appena lo si è familiarizzato non interessa più. Questo è il destino di molte applicazioni e pubblicazioni moderne. Ma PadPlaces nasce con l'idea di essere un contenitore dalla vita lunga, in evoluzione, quindi al nocciolo devono essere i contenuti l'attrazione dell'interesse e non la loro forma di presentazione. Gli sviluppi in senso più ampio, di mercato, sono altrettanto vasti, e per questo incerti. La pubblicazione a livello individuale non credo avrà un grande mercato. Però nasceranno piattaforme come PadPlaces aperte a vari autori che potranno divenire vere e proprie riviste su tablet. Come ho premesso nella presentazione non escludo di trasformare anche questa mia app in un contenitore collettivo per darle più forza e più visibilità.

© Andrea Pistolesi
Thailand, Wat Bang Pra Buddhist Temple, Sak Yant Magical Tattoo
© 2009 Andrea Pistolesi

Come stanno cambiando le novità tecnologiche il mestiere del fotografo?
In realtà non lo stanno solo cambiando, hanno innescato una rivoluzione viscerale della fotografia. Per rimanere alla sfera professionale: dal momento che se la definizione letterale di fotografo è "una persona che fa fotografie utilizzando una macchina fotografica" possiamo dire che oggi lo siamo tutti, basta avere un cellulare in tasca. Questo non può non intaccare la dimensione professionale. Se prima sono spariti i fotografi ambulanti dalle piazze adesso dovrà essere rivista anche la figura del cronista, del viaggiatore, del ritrattista e tanti altri. Dico rivista e non cancellata perché penso resterà un interesse per una fotografia di qualità, pensata, capace di non essere pura documentazione, di trasmettere sensazioni. Sarà però uno spazio molto limitato e, purtroppo, dipendente dalla volontà di editori che potrebbero consolidare questo pubblico, mentre invece sono molto più interessati a quella massa cui la qualità interessa assai poco. E se non investiremo in educazione le cose peggioreranno rapidamente: sono i giovani che devono inventarsi nuovi linguaggi visivi, individuare storie interessanti, aprirsi nuove strade grazie ai nuovi media. È proprio come alternativa e volontà di stimolo che ho fatto Padplaces.

© Andrea Pistolesi
Thailand, Khao Lak, Le Meridien Hotel
© 2008 Andrea Pistolesi

Hai scelto Bangkok come altra base rispetto a Firenze …
Ho optato per questa doppia vita per varie ragioni. Credo che l'Asia sia il continente più interessante di questa epoca, in realtà l'unico che può competere con l'Occidente per cultura e storia. Per di più, mentre noi siamo a combattere per conservarci qui si guarda avanti, e si cammina velocemente. Questo crea un ambiente ricco di storie e stimoli che mi interessa raccontare. Peccato che in Occidente si pensi più al nostro orticello che ai grandi stravolgimenti mondiali: è il sintomo di una inevitabile decadenza. Bangkok è la base logistica migliore, anche per lo stile di vita che offre. Sono venuto qui la prima volta nel 1978, ho visto le trasformazioni di questa metropoli per oltre tre decenni, spesso non positive, ma per me è come una seconda casa.

L'app
http://itunes.apple.com/app/padplaces/id398338187?mt=8

Il blog
http://padplaces.blogspot.com/

Il sito
http://www.padplaces.com

© Andrea Pistolesi
Thailand, Bangkok, Red Shirts oppose Army on Rama IV road, 15 May 2010
© 2010 Andrea Pistolesi

Chi è
Fotografo specializzato in reportage geografici e sociali, Andrea si divide tra Firenze, dove è nato e ha studiato geografia, e Bangkok, base ideale per scoprire l'Asia. Ha pubblicato libri fotografici su destinazioni esotiche (Indonesia, Nuova Zelanda, Marocco, Sud Africa, La Terra del Buddha, Induismo, Cristianesimo orientale) oltre a libri di viaggio illustrati sull'Europa. Tiene corsi di fotografia. Ha esposto in Italia e all'estero. Ha partecipato con una personale alla VII Biennale di Fotografia di Torino e vinto il Primo Premio nella sezione italiana del Fuji European Press Award. Considera l'approccio alla Fine Art Photography una naturale evoluzione della sua carriera.

© Andrea Pistolesi
Malaysia, Penang, Pinang island, George Town, Penarakan Mansion museum, family pictures
© 2009 Andrea Pistolesi