Viaggi - Progetto 4

TerraProject & Wu Ming

Dalla collaborazione tra i fotografi del collettivo TerraProject e lo scrittore Wu Ming 2 è nato il progetto 4. 4 è una mostra itinerante, curata da Daria Filardo, che ha visto la prima tappa a Firenze lo scorso novembre. 4 è un libro autoprodotto, è un dialogo tra il linguaggio della scrittura e quello della fotografia, curato da Renata Ferri e con il design di Ramon Pez. «Abbiamo fatto un vero lavoro di sottrazione per arrivare al risultato attuale: quello necessario per suggerire, porre domande e introdurre alla lettura più emotiva», spiega Renata Ferri. «L’incontro con Wu Ming che, con la scrittura, tesse la trama di quello che sarà l’oggetto finale, restituisce oggi un racconto per immagini e parole che attraverso i quattro elementi - aria, acqua, terra e fuoco - percorre l’Italia. La sfida di realizzare un’opera sincretica, dove la realtà del documento fotografico invita la scrittura a possibilità narrative libere e fantastiche per consentire molteplici letture».
 


Isola di Stromboli, novembre 2008. Il faro del porto al tramonto.
© TerraProject
 

«4 è nato nel 2006, ma noi all’epoca non lo sapevamo. Avevamo in mente di raccontare il nostro Paese seguendo la mappa di un’Italia minore», argomenta Rocco Rorandelli di TerraProject. «E volevamo farlo sperimentando con le possibilità creative offerte da una scrittura collettiva omogenea, dove la pratica fotografica è realizzata da quattro fotografi, ma percepita come unica. In sintesi, sapevamo da dove iniziare, ma non dove saremmo arrivati. Vari anni dopo, quello stesso esperimento stilistico sarebbe divenuto l’originale simbolo espressivo del collettivo e, dalle centinaia di provini a contatto, sarebbe emerso un ampio archivio di testimonianze umane e geografiche in cui la nostra visione dell’Italia si poteva organizzare facendo appello ai quattro elementi classici. In Terra abbiamo ripercorso sismi antichi e recenti. Con Acqua abbiamo raccontato l’antropizzazione delle nostre coste. Fuoco ha esplorato visivamente i vulcani attivi italiani e infine in Aria ci siamo soffermati sull’inquinamento delle aree urbane industrializzate».
 


Vulcano Vesuvio, novembre 2008. Una balena gonfabile in un parco di divertimenti per bambini.
© TerraProject
 

Per Wu Ming 2 «spesso le parole che si appiccicano sotto una fotografia sono parole di troppo. Data, luogo, autore: ogni altra informazione può guastare l’incanto. Perché sprecare tempo a illustrare ciò che l’immagine già racconta in un battere di ciglia? Non a caso, l’aggettivo "didascalico" si usa per criticare un discorso pedante, banale. Allo stesso modo, pochi scrittori amano illustrare i loro romanzi, per paura che le immagini sembrino stampelle di parole zoppe. Potete immaginare la mia sorpresa, allora, di fronte alla sfida che il collettivo TerraProject mi ha lanciato ormai un anno fa: scrivere non uno, ma quattro testi, da intrecciare agli scatti dei loro reportage. Ho guardato le fotografie e mi sono venute in mente solo aggiunte superflue. Le ho riguardate, e tra Acqua, Terra, Aria e Fuoco, ho visto baluginare un quinto elemento invisibile. Alcune inquadrature, una volta selezionate e messe in fila, mostravano un inatteso legame narrativo. Storie che gli autori non avevano previsto e nemmeno inseguito con i loro obiettivi. Allora mi sono detto che le parole, raccontando quelle storie invisibili, potevano illuminare un segreto che le foto da sole non riuscivano a svelare».
 


Calitri, gennaio 2007. Un edificio mai terminato dopo il sisma dell'Irpinia del 1980.
© TerraProject
 

«Nella realizzazione delle immagini», racconta Daria Filardo, «i fotografi di TerraProject hanno percorso il territorio italiano, hanno viaggiato in luoghi diversi. Pratica usuale nei loro lavori collettivi è quella di usare un codice strutturale unico: il formato quadrato e una certa distanza nella costruzione dell’immagine. Il risultato è un linguaggio comune all’interno del quale lo spettatore non riconosce le singole mani, gli autori diversi. Questa modalità è caratteristica ormai affinata da anni dai TerraProject che conducono un lavoro di lettura della realtà attraverso la fotografia che segue due direttrici principali documentate sul loro sito terraproject.net: i lavori individuali realizzati in Italia e nel mondo singolarmente dai quattro componenti del gruppo e i lavori collettivi dove la diversità del singolo sguardo trova nel formato quadrato, nella scelta della pellicola, nella distanza critica dello sguardo, una sintesi. Questo viaggio in Italia è stato progettato attraverso la scelta di quattro aree tematiche che caratterizzano la natura delle immagini.
 


Cremona, novembre 2010. La nuova zincheria di Arvedi.
La società siderurgica è tra i principali responsabili dell’inquinamento atmosferico della città.
© TerraProject
 

Aria: l ’elemento che ci aiuta a sopravvivere ha una natura complessa. L’aria invisibile e impalpabile si può documentare fotograficamente attraverso la scelta del soggetto e della luce. Un cielo terso o un “campanile a strisce bianche e rosse” (Wu Ming 2) cioè una ciminiera industriale raccontano due storie diverse. I quattro fotografi di TerraProject si sono concentrati su quattro città, Cremona, Trieste, Taranto e Gela, situate in prossimità di importanti stabilimenti industriali. I centri abitati sono stati scelti sulla base dei dati raccolti dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che ha mostrato come queste città abbiano i maggiori livelli di inquinanti atmosferici tipici delle emissioni industriali. Le fotografie perlustrano gli impianti quanto le aree limitrofe, sobborghi urbani apparentemente come altri, ma dove la qualità dell’aria e della vita è più problematica che in altre città.
 


Trieste, febbraio 2011. Veduta di una discarica di rifiuti industriali della fabbrica siderurgica di Servola.
© TerraProject
 

Acqua: l’elemento acqua è osservato attraverso una particolare distorsione italiana, ossia la pervasiva cementificazione delle coste. Il perimetro costiero - circa 7400 km di lunghezza - fondamentale margine terra/acqua della nostra penisola, è svilito nella sua percezione di luogo naturale e trasformato in paesaggio artificiale dove, in alcuni periodi dell’anno, si addensa turismo locale e estero. Secondo un rapporto di Legambiente, più della metà delle coste italiane è stata antropizzata. I fotografi hanno documentato la costa italiana da nord a sud, tracciando la presenza e allo stesso tempo l’abbandono delle strutture costruite in questi ultimi decenni. In questo capitolo si coglie la policentrica natura dell’Italia, la dimensione diffusa dei piccoli centri dove regnano le stesse logiche di cementificazione delle grandi città.
 


Gibellina Vecchia, maggio 2009. Resti di una abitazione a 20 chilometri dalla città nuova.
© TerraProject
 

Terra: l’elemento terra è stato affrontato da un punto di vista molto parziale e molto italiano: l’attività sismica. L’Italia è più o meno intensamente zona sismica ed è stata teatro di importanti terremoti che hanno lasciato fratture architettoniche e sociali percepibili anche dopo molti decenni. I quattro fotografi hanno documentato cinque aree dove i terremoti hanno impresso il loro marchio negli ultimi quarant’anni anni: il Belice (1968), l’Irpinia (1980), l’Umbria (1997), San Giuliano di Puglia (2002) e l’Aquila (2009). Le scosse sono nel territorio cesure naturali e sociali che individuano una nuova relazione fra il prima e il dopo. Il lavoro dei TerraProject documenta la forza della natura sulle costruzioni dell’uomo, il silenzio dell’abbandono e il tentativo di ricostruzione in situ o in altri luoghi di specifiche comunità urbane e umane.
 


L’Aquila, novembre 2009. Il Palazzo del Governo in Piazza della Repubblica, parzialmente crollato durante il sisma dell'aprile 2009.
© TerraProject
 

Fuoco: l’elemento fuoco sottolinea una natura peculiare e straordinaria del nostro paese, ossia la presenza di quattro vulcani attivi: Stromboli, Vulcano, Etna e Vesuvio. Questi siti naturali sono contraddistinti dalla forte presenza umana che da secoli convive in un equilibrio fragile e potente, come ad esempio i 700.000 abitanti che vivono nell’area vesuviana. I TerraProject hanno scalato caldere e sono ridiscesi in basso offrendoci visioni di questa identità italiana non troppo valorizzata, scandagliando il territorio, i paesi, i segni naturali e artificiali di questa lunga presenza e convivenza».
 


Isola di Stromboli, ottobre 2008. Rifugi sulla cima del vulcano.
© TerraProject
 

«Il paesaggio è da decifrare nelle sue componenti naturali e culturali come insieme di segni», conclude Daria Filardo. «È da comprendere come l’insieme delle funzioni del territorio - come la presenza dell’uomo dalla semplice abitazione alla mobilità, allo sfruttamento economico - abbiano trasformato il suo assetto iniziale. Il territorio quindi non esiste in natura è piuttosto un complesso sistema di relazioni fra comunità e ambiente in continuo cambiamento. Le fotografie – dove si coglie lo scarto minimo o massimo della trasformazione del territorio - sono una riflessione intenzionale sulla costruzione e fruizione di uno spazio pubblico, inteso come luogo dove interferiscono relazioni complesse di diversa natura: sociale, politica, urbana, naturale, industriale. Il lavoro collettivo dei TerraProject e di Wu Ming 2 in 4 da voce alla necessità di un attivismo linguistico/ poetico che ci pone davanti a un insieme sfaccettato di punti di vista di cui non riconosciamo le mani singole ma che percepiamo come sguardo in movimento, non solo come spazio ma come tempo (della documentazione/ della narrazione romanzesca), come sguardo interno alla trasformazione, che mantiene una distanza critica, cioè un linguaggio attraverso il quale possiamo misurare la nostra esperienza».
 


Trieste, febbraio 2011. Auto coperta nel quartiere di Servola a causa della polvere di ferro proveniente dalla vicina acciaieria.
© TerraProject
 

Chi sono
TerraProject Photographers è un collettivo di fotografia documentaria fondato in Italia nel 2006 e composto dai fotografi Michele Borzoni, Simone Donati, Pietro Paolini, Rocco Rorandelli e da Anna Iuzzolini, project coordinator. Tra i primi collettivi fotografici nati nel nostro paese, TerraProject sperimenta un’originale metodologia di scrittura collettiva, attraverso reportage di gruppo aventi come filo conduttore una ricercata uniformità stilistica. Da sempre attenti sia alla realtà italiana che a questioni globali, i lavori di TerraProject sono stati pubblicati sulle principali riviste internazionali ed esposti in Italia e all’estero.

Wu Ming è un collettivo di narratori nato nel 2000 per iniziativa dei quattro autori di Q, un romanzo storico firmato con il nome multiplo Luther Blissett. Insieme hanno scritto cinque romanzi, tre raccolte di saggi e un’antologia di racconti. In Rete gestiscono il blog Giap, uno tra i più frequentati spazi di confronto politico e culturale. I singoli membri di Wu Ming (identificati con un numero progressivo da 1 a 5) hanno pubblicato diverse opere da "solisti" e seguono numerosi progetti individuali. Wu Ming ha anche una sua sezione "musicale" - la rock band Wu Ming Contingent - e una di formazione e didattica - il Wu Ming Lab, con sede a Bologna.