Sappiamo tutti che l’etimologia della parola “fotografare” significa scrivere con la luce. In natura, non possiamo scegliere l’intensità della luce che illumina un paesaggio, una persona, un volto: a volte è sufficiente, a volte non basta. Ma c’è un sistema che permette di amplificare o diminuire la sensibilità della fotocamera alla luce presente sulla scena: è la regolazione degli ISO.






Il pulsante per la regolazione degli ISO su una Nikon D5. Variare gli ISO è decisivo per la riuscita di un’immagine, al punto che sulla maggior parte delle fotocamere è presente un pulsante dedicato.
Al valore ISO si può accedere anche attraverso il menu della fotocamera.
Il pulsante per la regolazione degli ISO su una Nikon D5. Variare gli ISO è decisivo per la riuscita di un’immagine, al punto che sulla maggior parte delle fotocamere è presente un pulsante dedicato. Al valore ISO si può accedere anche attraverso il menu della fotocamera.

Che cosa sono gli ISO?

ISO è l’acronimo di International Organization of Standard, un organismo internazionale che fissa e coordina appunto gli standard per moltissimi prodotti, procedure e applicazioni. In fotografia lo standard ISO consiste in una serie di numeri in progressione aritmetica che definiscono la sensibilità delle pellicole e dei sensori che, a differenza delle prime, può essere variata a piacere, anche ad ogni scatto.


Il cosiddetto “TRIANGOLO DELL’ESPOSIZIONE”: in base a quanto è illuminato il soggetto che intendiamo fotografare, scegliendo contemporaneamente un determinato valore ISO, un’apertura del diaframma e un tempo di posa si otterrà un’immagine correttamente esposta




Con la pellicola.

Quando si fotografa su pellicola, a seconda della quantità di luce che illumina il soggetto o la scena, è possibile scegliere una pellicola di sensibilità bassa, quindi 25 o 50 ISO, piuttosto che di sensibilità normale, quindi 100 o 200 ISO, o di alta sensibilità, quindi 400, 800, 1600 ISO o ancora più elevata, sviluppando opportunamente il negativo.
Cambiare il negativo tra uno scatto e l’altro è molto complesso e si perdono sempre fotogrammi; l’alternativa è avere due corpi macchina, caricati con differenti pellicole, o una fotocamera medio formato dotata di magazzini per pellicola intercambiabili.

La regolazione della sensibilità ISO di una Nikon F3 a pellicola.
Con le macchine a pellicola è possibile solo riportare la sensibilità della pellicola utilizzata sulla ghiera degli ISO, informando in questo modo l’esposimetro incorporato.

Con il digitale.

La possibilità di variare la sensibilità tra uno scatto e l’altro è uno dei tantissimi vantaggi del digitale. I sensori hanno una sensibilità nativa, di solito fissata a 100 o a 200 ISO e la loro sensibilità può non solo essere innalzata tra uno scatto e l’altro ma può arrivare a livelli irraggiungibili in confronto al range “analogico”; ogni nuovo modello di fotocamera digitale ha un sensore migliore del precedente sotto diversi aspetti, a cominciare proprio dalla sensibilità massima che può essere impostata e dalla possibilità di ottenere immagini, agli alti ISO, con un “rumore” di fondo - vedremo tra poco cos’è – sempre meno percettibile. Questo grazie ai nuovi sensori da un lato e ai nuovi processori d’immagine dall’altro (Nikon è arrivata al processore EXPEED 5 che è in grado di gestire in modo davvero incredibile le prestazioni della fotocamera anche a ISO elevatissimi).

La scelta della sensibilità, da 100 fino a 25.600 ISO su una Nikon D5500



Tre differenti pellicole, a 25, 100 e 400 ISO e un ingrandimento di ciascuno scatto. Sulla pellicola il “rumore” dipende dalla grana, che è composto dall’alogenuro d’argento che si sensibilizza con la luce rivelando l’immagine dopo lo sviluppo che è maggiormente evidente nelle pellicole più sensibili, dove i cristalli di alogenuro sono più grandi così da catturare più luce. Per contenere il rumore si scelgono formati di pellicola più grandi che a parità di formato di stampa devono essere meno ingrandite con una diminuzione della visibilità della grana. A parità di sensibilità ISO non è praticamente possibile fare un confronto tra il rumore generato dalla grana della pellicola e quello dell’amplificazione della luce generato dal sensore: la pellicola è molto più rumorosa e non arriva alle sensibilità possibile invece con i sensori digitali. La grana della pellicola, rimane però il suo segno identificativo ed evocativo.




Le reflex digitali di Nikon

La nuovissima Nikon D500 raggiunge i 50.000 ISO – che possono essere estesi fino a un milione e mezzo di ISO equivalenti – mentre sono oltre 100.000 gli ISO raggiungibili dall’ammiraglia Nikon D5 – estendibili fino a oltre tre milioni di ISO equivalenti. Giusto per fare un confronto, scattare a tre milioni di ISO significa scattare con una sensibilità quasi 10 volte superiore rispetto a una pellicola da 400 ISO. Significa che se a 400 ISO ci troviamo a dover scattare di notte con una posa di 5 secondi, con la Nikon D5 a parità di illuminazione – scarsa in questo caso, e gestibile solo su treppiedi – si può scattare a 1/250 di secondo, quindi non solo a mano libera, senza il fastidio del treppiedi, ma con un tempo di scatto così veloce da congelare anche un soggetto in movimento al buio. Ma anche le Nikon di fascia consumer non sono da meno: la Nikon D5500, giusto per fare solo un esempio, arriva a oltre 25.000 ISO.

La ghiera degli ISO di una Nikon Df ricorda molto quelle delle fotocamere Nikon a pellicola.
Il pulsante ISO presente sulla calotta di una Nikon D810

Le compatte di Nikon

Una COOLPIX come la 995, presentata nel 2001, arrivava al massimo a 800 ISO. Uno degli ultimi modelli, la COOLPIX B700, arriva a 3200 ISO, mentre l’ammiraglia della gamma COOLPIX – la P900 - arriva a 12.800 ISO.

Usando ISO relativamente alti di giorno è possibile congelare i soggetti in movimento.

Come funziona la regolazione degli ISO

I sensori delle fotocamere hanno una sensibilità nominale, di solito 100 o 200 ISO: alla sensibilità nominale il sensore restituisce le immagini migliori. Questo perché, quando si imposta una sensibilità ISO più alta di quella nominale in realtà si amplifica il segnale luminoso, e come in tutte le situazioni in cui un segnale viene amplificato, c’è una soglia oltre la quale compare un rumore di fondo: succede quando si amplifica eccessivamente un segnale sonoro, con un “noise” avvertibile dall’orecchio (provate ad alzare al massimo il volume del vostro stereo o della vostra autoradio per credere!), così come quando si amplifica un segnale luminoso, come nel nostro caso: l’immagine comincia a essere meno definita, appare anche qui un “noise” - un disturbo - sotto forma di “grana”, esattamente come per le pellicole ad alta sensibilità. Il rumore è più accettabile se si scatta in bianco e nero, perché i disturbi che si presentano nelle foto a colori come zone con differenti colorazioni, in bianco e nero hanno la stessa resa della grana della pellicola, comunque piacevole e molto fotografica e, in certe situazioni, anche ricercata artisticamente . Un’immagine può risultare mossa a causa dei movimenti involontari del fotografo durante lo scatto con tempi di posa relativamente lunghi, o a causa del veloce movimento del soggetto, o per la somma di entrambe le situazioni. E’ sempre meglio comunque ottenere un’immagine leggermente “rumorosa” ma non mossa che un’immagine senza rumore ma mossa.
In caso di scarsa luce, l’abilità sta proprio nel cercare di coniugare il tempo di otturazione più rapido ottimizzando il valore di sensibilità ISO ma limitando l’insorgenza del rumore elettronico.
Selezionando in manuale gli ISO su una Nikon D5500, la fotocamera mostrerà sul monitor una tipica situazione di scatto adatta al tipo di sensibilità ISO impostata.


ISO TEMPI DIAFRAMMI
PIÙ LUCE
STOP 102400 1" 1
STOP 51200 1/2 1,4
STOP 25600 1/4 2
STOP 12800 1/8 2,8
STOP 6400 1/15 4
STOP 3200 1/30 5,6
STOP 1600 1/60 8
STOP 800 1/125 11
STOP 400 1/250 16
STOP 200 1/500 22
STOP 100 1/1000 32
STOP 50 1/2000
MENO LUCE 1/4000

Lavorare con gli ISO.

In condizioni di scarsa luminosità il primo sistema per evitare foto mosse è quello di usare un treppiedi. In molti casi è sufficiente un treppiedi compatto, come i Joby GorillaPod con cui appoggiare la fotocamera su una superficie stabile o bloccando il Gorilla Pod avvolgendone le gambe a un ramo o altro per ottenere foto stabili sena alzare gli ISO. La maggior parte degli obiettivi Nikon e delle compatte Nikon incorporano dei sistemi di stabilizzazione, con cui è possibile scattare in condizioni di scarsa luminosità senza il rischio di ottenere foto mosse. Ma ci sono situazioni in cui non è possibile usare il treppiedi e i sistemi di stabilizzazione non sono sufficienti o ancora, visto che i sistemi di stabilizzazione stabilizzano i movimenti involontari del fotografo ma mai quelli del soggetto, in cui si può ricorrere alla modifica degli ISO per raggiungere un tempo di scatto sufficientemente veloce per la situazione da fotografare.

Di giorno, usando un filtro Neutral Density che può assorbire anche la maggior parte della luce che illumina il soggetto, e impostando la sensibilità ISO su un valore molto basso, si può ottenere un corrispondente tempo di posa molto lungo, come se l’immagine fosse stata scattata di notte, trasformando i soggetti in movimenti in scie quasi indistinte.
Una COOLPIX fissata ben stabile su un Gorilla Pod

Come cambia un’immagine in base al TRIANGOLO DELL’ESPOSIZIONE: in alto, diaframma completamente aperto 8 f/1.4 ) assenza di profondità di campo, soggetto nitido su sfondo sfuocato. Più si chiude il diaframma, f/4, f/5,6 etc., più aumenta la profondità di campo: oltre al soggetto anche lo sfondo viene registrato progressivamente sempre più nitido. Al centro, il tempo di scatto. Più il tempo di scatto è veloce ( 1/1000 ), più il soggetto in movimento risulterà nitido, più il tempo di scatto è lento ( ½ sec. ) più il soggetto in movimento risulterà mosso. In basso, la sensibilità ISO. Più gli ISO sono bassi ( a sinistra ) più l’immagine risulterà nitida; più gli ISO sono alti, a destra, più l’immagine risulterà granulosa. Questo dipenderà dal tipo di fotocamera e dall’attivazione o meno del Noise Reduction.

ISO Manuale o AUTO?

Tutte le fotocamere Nikon consentono di innalzare gli ISO manualmente, semplicemente entrando nella corretta schermata del menù o, in alcuni modelli, direttamente dal pulsante degli ISO. E’ un sistema valido ma che necessita, a seconda della situazione, di settare gli ISO su una sensibilità più elevata per poi riportarla a una sensibilità più bassa quando gli alti ISO non sono più necessari. Va ricordato che l’impostazione della sensibilità ISO è una delle poche che, lavorando in NEF, non può essere modificata dopo aver scaricato le immagini sul PC. Quindi, gli ISO vanno innalzati solo quando necessario; dimenticare l’impostazione sugli alti ISO quando non sono necessari porta solo a un aumento del rumore che non può però essere resettato in postproduzione. Un secondo modo per gestire gli ISO è quello di impostarli su AUTO: a seconda dei parametri di impostazione AUTO, gli ISO cominceranno automaticamente a salire a seconda del tempo di scatto impostato, ed è anche possibile decidere fino a quale sensibilità. In questo modo si potrà tranquillamente passare da una situazione fortemente illuminata in cui la fotocamera imposterà ISO molto bassi, a una situazione scarsamente illuminata, in cui la macchina imposterà automaticamente ISO più elevati, che verranno automaticamente abbassati appena si presenterà di nuovo una situazione fortemente illuminata.

Uno scatto a 100 ISO
Un dettaglio di una sequenza di scatti da 100 fino a 25.600 ISO realizzati con Nikon D5500. La qualità è costante fino a 6400 ISO, oltre i quali si comincia ad avvertire il “rumore” causato dagli alti ISO.

È possibile controllare il rumore?

Le reflex digitali consentono di controllare due differenti tipi di rumore: quello causato dalle lunghe esposizioni – indipendentemente dalla sensibilità ISO impostata – e quello causato dagli alti ISO. Il controllo del rumore si attiva direttamente sulla fotocamera prima di effettuare lo scatto, e può essere impostato su diversi livelli di intensità, ovvero di smorzamento del rumore causato dagli alti ISO. Il passaggio non è completamente indolore: l’immagine viene elaborata in modo da togliere evidenza alla “grana” perdendo però al contempo qualche dettaglio fine. Rimane comunque indiscutibile il fatto che è sempre meglio un’immagine esente da micromosso ma con un po’ di rumore di fondo e di ammorbidimento dei dettagli fini causati dal NR attivo.

20000 iso
20000 iso NR alta
Un sistema per rendere più gradevole il rumore agli alti ISO e trasformare l’immagine in bianco e nero; è possibile farlo direttamente On Camera, lo scatto originale non viene modificato ma viene creato un secondo scatto.
Lo scatto originale
Lo scatto trasformato in bianco e nero On Camera.
Il dettaglio del confronto tra lo scatto originale e lo scatto trasformato On Camera in bianco e nero.
La scelta della sensibilità, da 100 fino a 25.600 ISO su una Nikon D5500.
Il controllo automatico degli ISO, da 100 fino a 12.800 ISO: la fotocamera aumenterà o diminuirà automaticamente gli ISO a seconda della luminosità della scena.
Quando la sensibilità ISO è impostata su AUTO è possibile scegliere da quale tempo di scatto si devono attivare gli ISO AUTO, quindi quando pensiamo di cominciare a lavorare con un tempo di scatto troppo lungo per poter utilizzare la macchina a mano libera e vogliamo evitare che i tempi si allunghino, lasciando che la fotocamera cominci ad aumentare in automatico gli ISO.
È possibile decidere se ridurre il Noise Reduction in modo automatico e in base a quattro differenti livelli di intervento. Sarà la macchina a salvare in automatico l’immagine dopo aver ridotto automaticamente il NR, qui su una Nikon D5500.


La procedura per la creazione di uno scatto in bianco e mero partendo da uno scatto a colori On camera su una Nikon D550.0
Il confronto tra lo scatto a colori e quello in bianco e nero può essere valutato anche direttamente sul monitor della fotocamera.
La prima immagine è uno scatto a 20.000 ISO senza il Noise Reduction attivato; l’immagine è ancora molto buona ma si comincia a intravedere il rumore. Il secondo scatto a 20.000 ISO con Noise Reduction attivato su “Alto”
La terza e la quarta immagine sono un dettaglio dei due scatti. La terza immagine senza NR e la quarta con NR: il rumore è completamente eliminato, l’immagine risulta solo leggermente più morbida, ma più naturale.


Conclusioni.

Poter modificare il valore ISO e lavorare a ISO molto elevati è un’opportunità da sfruttare il più possibile per ottenere immagini sempre migliori e possibili anche in condizioni di scarsa luminosità. Le fotocamere di ultima generazione offrono, anche sotto questo aspetto, performance davvero incredibili, inimmaginabili anche solo pochi anni fa e che sono un motivo più che valido per valutare di cambiare la propria fotocamera magari già un po’ datata con un modello di ultima generazione. Valutando i risultati, anche sotto questo aspetto una fotocamera reflex permette di ottenere immagini ineguagliabili.

Su treppiedi, uno scatto selezionando ISO e 1/8 di secondo, su treppiedi, restituisce un’immagine dell’acqua in movimento mossa.
Con la stessa inquadratura, portando gli ISO a 2000 si ottiene un tempo di posa di 1/3200 di sec.: l’acqua risulta letteralmente congelata.