La campionessa mondiale di fotografia subacquea Silvia Boccato in immersione con Nikon D800, per realizzare un servizio di Fashion e Beauty servendosi di illuminazione Flash Nikon Speedlight.

 

Introduzione al progetto Le insidie della fotografia subacquea
Attrezzatura e soluzioni adottate Illuminazione flash esterna
Ruolo dei Flash Nikon Speedlight Elaborazione RAW/NEF con Nikon Capture NX 2
Elaborazione RAW/NEF con Adobe Camera RAW Link utili, Credits e Photogallery

 

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Introduzione al progetto

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Uno scatto d’insieme che evidenzia la complessità tecnica globale con cui
lo staff si è dovuto confrontare, spendendo alcune ore in allestimento e verifica di rispondenza ai vari concept.

Documentiamo con questo nuovo eXperience un’affascinante applicazione fotografica, in cui abbandoniamo i classici set di Moda “in superficie” per immergerci concretamente in acqua, sfidando le articolate leggi del mezzo fisico più insidioso anche per il fotografo esperto.
Il fascino e la magia che solo l’acqua è in grado di donarci ci hanno motivati a realizzare uno shooting in piscina a una profondità di 3mt, impiegando una fotocamera Nikon D800 opportunamente ospitata nel suo scafandro, e soluzione di illuminazione flash esclusivamente esterna e sollecitata dalla fotocamera stessa.

La fotografia subacquea professionale è oggettivamente molto complessa da praticare, poiché esige competenze tecniche e preparazione atletica piuttosto severe, unitamente alle conoscenze fotografiche - e possesso di accessori dai costi proibitivi - per realizzare immagini apprezzabili e soprattutto rare.
 

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La fotografa Silvia Boccato con la modella Barbara, durante la delicata fase di addestramento propedeutica all’immersione.
(Fotocamera Nikon D4 + Nikkor 85 1.4G ED)


 

La buona notizia è che la concorrenza in Italia è piuttosto contenuta in questo genere fotografico; i costi di produzione risultano certamente più alti di un classico servizio realizzato in studio/location, pertanto il mercato è rappresentato da Aziende capaci di investire in campagne pubblicitarie di risonanza nazionale e oltre.

Le coreografie ideate dalla fotografa Silvia Boccato, assieme al suo staff di creativi, obbediscono alle difficili condizioni di lavoro scelte, come make-up di tipo water-proof (resistente all’acqua), adozione di tessuti e accessori impermeabili, impiego di pesi “invisibili” indossati dalle modelle per una maggiore stabilità durante le pose, utilizzo di fondali specifici in grado di sostituirsi alle caratteristiche dell’ambiente.


 

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Dettaglio dei numerosi trucchi water-proof impiegati per il make-up creativo delle modelle, creato dell’artista Giovanna Antonia Stasi.

Fotocamera Nikon D4 + Nikkor 85 1.4G ED
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Fase di make-up con la modella Barbara, a cura della Make-Up Artist Giovanna Antonia Stasi.

Fotocamera Nikon D4 + Nikkor 85 1.4G ED
         
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Fase di make-up con la modella Daphne, a cura della Make-Up Artist Giovanna Antonia Stasi.

Fotocamera Nikon D4 + Nikkor 85 1.4G ED
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Fase di make-up con la modella Barbara, a cura della Make-Up Artist Giovanna Antonia Stasi.

Fotocamera Nikon D4 + Nikkor 85 1.4G ED


Durante i momenti precedenti e successivi all’immersione delle singole modelle, abbiamo eseguito alcuni scatti in luce naturale per lasciare apprezzare la spiccata creatività riscontrabile nei singolari concept, risultato della maestria applicata degli artisti coinvolti nel gruppo di lavoro.

 

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Concept: Silvia Boccato

Modella: Daphne

Make-Up: Giovanna Antonia Stasi

Fotografia di Roberto Insalata

Fotocamera Nikon D4 + Nikkor 85 1.4G ED
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Concept: Silvia Boccato

Modella: Daphne

Make-Up: Giovanna Antonia Stasi

Fotografia di Roberto Insalata

Fotocamera Nikon D4 + Nikkor 85 1.4G ED

 

         
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Concept: Silvia Boccato

Modella: Barbara

Make-Up: Giovanna Antonia Stasi

Fotografia di Roberto Insalata

Fotocamera Nikon D4 + Nikkor 85 f/1.4G ED
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Concept: Silvia Boccato

Modella: Barbara

Make-Up: Giovanna Antonia Stasi

Fotografia di Roberto Insalata

Fotocamera Nikon D4 + Nikkor 85 f/1.4G ED

Le insidie della fotografia subacquea

Siamo tutti d’accordo che l’acqua è tra gli elementi naturali più disarmanti, capace di restituire innumerevoli emozioni visive al fotografo, ma quando si parla di scattare immersi in essa non possiamo sottrarci alla consapevolezza delle difficoltà presenti.

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Concept e Fotografia: Silvia Boccato
Modella: Barbara
Make-Up: Giovanna Antonia Stasi
Concept e Fotografia: Silvia Boccato
Modella: Barbara
Make-Up: Giovanna Antonia Stasi
Lo scatto presente sulla sinistra è stato effettuato ad una profondità di circa 3mt dalla superficie, mentre quello sulla destra a circa 2mt. Quest’ultimo evidenzia maggiore intensità di luce e livello di contrasto generale.

Stiamo parlando di un mezzo fisico a elevata densità, molto più dall’aria che respiriamo, e quindi dei problemi di pressione e sospensione che si presentano quando un corpo è immerso in essa. Tale sospensione si manifesta attraverso piccole particelle dalla forma circolare/ovale che, se illuminate frontalmente, diventano inevitabilmente protagonisti dello scatto (anche per questo motivo si adotta l’illuminazione laterale rispetto a quella in asse con l’obiettivo).
Preferire una piscina rispetto al mare riduce sensibilmente la presenza delle suddette particelle; tanto più pura risulterà l’acqua, minore sarà il rischio di registrare sospensione nei propri scatti.
Il fenomeno più evidente per il fotografo è quello della perdita di energia luminosa, proporzionale alla distanza / profondità che si intende raggiungere. La superficie dell’acqua riflette abilmente gran parte della luce che la colpisce (in funzione dell’angolo di incidenza), abbattendo sensibilmente la sua intensità e conseguente livello di contrasto generale.
Operando ad esempio in luce naturale nelle ore centrali della giornata, si potrà beneficiare di un grado di energia superiore, per via dell’angolo di riflessione che la luce mantiene rispetto alla superficie dell’acqua (90° circa). I raggi luminosi con incidenza prossima o superiore ai 45° vengono riflessi verso l’aria.
 

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Concept e Fotografia: Silvia Boccato
Modella: Daphne
Make-Up: Giovanna Antonia Stasi
Concept e Fotografia: Silvia Boccato
Modella: Daphne
Make-Up: Giovanna Antonia Stasi
La presenza di dominanti sullo scatto originale (sinistra) e il risultato ottenuto intervenendo con la correzione della temperatura colore in Nikon Capture NX 2 (destra).

Un altro problema da tenere sotto controllo riguarda l’alterazione dei livelli cromatici, funzione della profondità, che determina l’assorbimento differenziato dei colori primari; le lunghezze d’onda del blu sono quelle che risentono meno di tale fenomeno, ragione per cui tale colore risulta dominante ad elevate profondità (100mt o superiori).

Come accennato in precedenza, ci sono anche problemi di natura pratica per via della scarsa natura “anfibia” dell’uomo; il fotografo dovrà quindi attrezzarsi con la necessaria dotazione da sub (muta, bombole, maschera, pesi, pinne ecc.) e affidarsi all’esperienza atletica, mentre i soggetti fotografati avranno solamente pochi secondi di autonomia per posare davanti al grande obiettivo (detto oblò), limitata capacità di vista e dovranno prestare attenzione al respiro per via della quantità di bolle che si producono.
Quali sono quindi gli accorgimenti e vincoli da rispettare per ottenere risultati apprezzabili? Sicuramente aiuta poter disporre di elevata energia luminosa (meglio se artificiale in quanto controllabile in potenza, direzione, qualità e colore), scattare a profondità non superiori ai 3/4mt e immergersi in acqua incontaminata nelle ore (meglio se giorni) precedenti allo shooting.