Ripresa e montaggio di un reportage video girato con Reflex DSLR

A cura di: Gianfranco Corigliano

In alta montagna con Nikon D3200 e gli amici, a tu per tu con la natura e le marmotte per costruire un ricordo dai contorni cinematografici.

Backstage di Luca Paglialonga, Andrea De Amici e Rosario Antonuccio

 

Introduzione Formati pellicola e formati sensore
Scelta dell'attrezzattura e accessori Settaggi video
Riprese sul campo Organizzazione delle riprese sul PC
Editing Filmato con Adobe Premiere Pro CS6 Esportazione filmato
Montato Filmato Nivolet Conclusioni e Photogallery

Settaggi video

Registrare un video con una reflex digitale non sarà come fotografare, bisognerà ragionare in maniera cinematografica; infatti, saranno diversi i parametri di cui terremo conto nell’impostazione della fotocamera.

La Nikon D3200, con il suo sensore CMOS da 24 MP, oltre a scattare immagini con una risoluzione estremamente elevata, è in grado anche di riprendere filmati in modalità Full HD alla risoluzione di 1920x1080.
 

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Il menu Impostazioni filmato della Nikon D3200 permette

- la scelta di risoluzione e framerate progressivi: 24p, 25p, 30p, 50p e 60p.
- le opzioni di compressione in qualità filmato
- le opzioni di regolazione sensibilità microfono interno oppure esterno collegato attraverso la presa
- di abilitare le impostazioni manuali filmato per agire soggettivamente e distintamente durante la ripresa, sul tempo di posa o sulla sensibilità ISO (il comando ISO è associabile al pulsante programmabile Fn).

Nell’utilizzo sul campo la prima cosa che dovremo fare, sarà impostare la Nikon D3200 in modalità manuale e successivamente selezioneremo i seguenti parametri:

 

1. La risoluzione video, scelta legata alla destinazione d’uso del nostro video finale; avremo la possibilità di utilizzare nell’ambito dell’alta definizione due risoluzioni:
- 1920x1080. Formato più grande dell’HD, comunemente viene denominato 1080p o Full HD. È la massima risoluzione prevista sulle fotocamere in modalità video;
- 1280x720. Risoluzione inferiore alla modalità Full HD spesso chiamata HD 720p, capace di registrare ottime riprese video.
 
2. Il frame rate (in Italia lo standard televisivo è il PAL che adotta 25fps), lo imposteremo a 25 fotogrammi per secondo progressivi per riprese Full HD; nel caso in cui si volessero creare delle riprese rallentate (slow motion) utilizzeremo il valore di 50 fotogrammi progressivi per secondo, questo valore sulla D3200 sarà possibile solo con la risoluzione 1280x720.

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La Nikon D3200 in base alla scelta operata nello standard video tra NTSC o PAL,
offre Impostazioni filmato a risoluzioni diverse e framerate progressivi: 24p, 25p, 30p, 50p e 60p.
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Risoluzioni video e frame rate disponibili sulla Nikon D3200

 

3. Il Picture Control, che sceglieremo in funzione del soggetto o della scena ripresa; il consiglio sarà quello di utilizzare il Neutral con Nitidezza 0, Contrasto -2, Saturazione -2, Color Tone 0; valori necessari a permetterci in fase di postproduzione un minimo di correzione del colore. Ma se non si ha esperienze di color correction o editing evoluto via software suggeriamo di impostare valori di Picture Control già “definitivi”. Magari variando i parametri di Nitidezza, Contrasto, Luminosità e Saturazione del Picture Control Standard da valutare percettivamente visionando dei girati fatti, collegando la Nikon D3200 in Play via HDMI a un televisore.

 

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Esempio di selezione e modifica del Picture Control. Grazie ad una semplice scelta potremo modificare i parametri di ripresa e scegliere un Picture Control preimpostato. Sopra è stato variato il Picture Control Standard aggiungendo un “passo” di Saturazione e di Contrasto (parametri per chi cerca un look già definitivo evitando variazioni in editing software). Per chi non ha dimestichezza e/o esperienza di editing software suggeriamo di valutare i preferiti parametri visionando filmati attraverso la riproduzione play on-camera con D3200 collegata ad un televisore via HDMI.

 

4. La velocità dell’otturatore, che determinerà la quantità di luce e quanta sfocatura dovuta dal movimento (motion blur) apparirà nelle riprese video; normalmente sarà pari all’inverso del doppio del frame rate, al fine di rendere il movimento del video fluido e piacevole come al cinema; il tempo da impostare sarà quindi pari a 1/50 di secondo per lo standard PAL, tranne il caso in cui si vogliano fare delle riprese da utilizzare successivamente per lo slow motion, in questo caso il tempo di ripresa dovrà essere di almeno 1/125 di secondo o di tempi più veloci. In caso di scarsissima illuminazione si potrà anche usare un tempo di posa più lento pari a 1/30 prestando attenzione al movimento. In caso di riprese in luce artificiale ad incandescenza “neon” o “led ad alta intensità” bisognerà adottare tempi pari o multipli alla frequenza di rete quindi, in Italia 50Hz, 1/50, 1/100 per evitare l’effetto flichering normale su illuminazioni non continua.

 

5. La sensibilità ISO, normalmente la più bassa possibile che le condizioni di luminosità potranno permettere, al fine di ottenere la minima quantità di rumore digitale durante le riprese. La minima sensibilità ISO permessa dalla D3200 è pari a 200 ISO.

 

6. La temperatura colore (bilanciamento del bianco idoneo alla scena);

 

7. Il diaframma di lavoro, che sarà scelto in funzione del look che vorremo far acquisire alle riprese. Con Nikon D3200 scegliete il desiderato diaframma prima di attivare il Live View. All’attivazione del Live View il diaframma si posizionerà al valore di chiusura prescelto;

 

8. L’audio che potremo impostare su automatico oppure su manuale, verificando i livelli audio; oppure su off nel caso in cui utilizzeremo una colonna sonora nella postproduzione. Ricordiamo che il microfono incorporato non potrà in alcun modo fornire registrazioni professionali anche solo a causa della sua collocazione interna;

 

9. L’esposizione, che sarà modificata solo attraverso il diaframma di lavoro, modificando la sensibilità ISO attraverso il pulsante Fn programmato allo scopo, o attraverso la regolazione di eventuale ND Variabile in uso davanti all’obiettivo al fine di ottenere il corretto valore; dobbiamo ricordarci che nel video a differenza della fotografia, il tempo di otturazione rimarrà quasi sempre costante (1/50s). Il metodo di misurazione esposimetrica utilizzato dalla D3200 in modalità video sarà quello Matrix, indipendentemente dalla scelta che faremo sulla fotocamera.

 

10. Regolare la messa a fuoco, possibilmente manualmente proprio per decidere volontariamente quale dovrà essere la nitidezza di fuoco sul piano di profondità inquadrato.


 

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Ruotare la ghiera di selezione modo su M (Manuale)
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Selezione del tempo d’otturazione e apertura del diaframma.

 

Infine, prima di riprendere, bisognerà salvare una clip di prova, esaminando in modalità play l’istogramma, al fine di verificare l’esatta esposizione e la gamma tonale voluta. Ricordiamoci che la fotocamera registra nel formato 16:9 rispetto al formato 3:2 delle modalità foto; avremo delle barre grigie in alto e in basso che delimiteranno l’area di ripresa. Ci siamo, una volta impostata correttamente la fotocamera saremo pronti per le riprese video.

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Live View, area di ripresa in modalità filmato.
Comando per l’avvio della registrazione video.
Live View, indicatori di registrazione e del tempo rimanente della clip video.
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In modalità Live View di ripresa video la Nikon D3200 offre, attraverso il pulsante “info” sulla calotta superiore, di passare tra le quattro modalità di visualizzazione (sopra mostrate le tre principali).

Riprese sul campo

La Nikon D3200 utilizzata per le riprese si è dimostrata sul campo un’ottima reflex video; per sfruttarne a pieno le sue doti qualitative, ho cercato di riprendere in quasi tutte le occasioni alla massima qualità possibile consentita dalla fotocamera, impostando la risoluzione a 1920x1080 a 25 fotogrammi per secondo, utilizzando la risoluzione di 1280x720 solo per le sequenze da utilizzare in fase di editing per lo slow motion. Per velocizzare l’uso sul campo della fotocamera, ho utilizzato la funzione personalizzata di cui dispone la D3200 che consente di assegnare al pulsante Fn (sul lato sinistro della fotocamera) il controllo della sensibilità, così da poter regolare la sensibilità ISO anche durante la registrazione REC.



Commutatori messa a fuoco sull’obiettivo.
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Selezione della messa a fuoco manuale MF.

 
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Pulsante funzione personalizzata.

 

Per la messa a fuoco ho utilizzato esclusivamente quella manuale, quindi ho commutato sulle ottiche il selettore della messa a fuoco dal modo A-M o M/A-M a M. Prima dell’attivazione REC quindi anche durante la registrazione per spostare la nitidezza sul piano desiderato, ho regolato la ghiera di messa a fuoco dell’obiettivo mantenendo perfettamente nitida l’immagine vista attraverso il viewfinder montato sul display LCD della fotocamera.
Se l’ottica supporta la commutazione A-M, sarà possibile impostare la messa a fuoco manuale tramite la D3200, selezionando il modo di messa a fuoco su MF.

La Nikon D3200 sul Colle del Nivolet si è fatta apprezzare per la qualità delle riprese e per l’affidabilità. Il corpo macchina è stato utilizzato come un corpo professionale; spesso è capitato di dover sostituire più volte nello spazio di pochi minuti le ottiche, perché cambiavano le condizioni di ripresa e il paesaggio; la reflex ha dimostrato doti di robustezza fuori dal comune per la sua classe di appartenenza.
Durante gli spostamenti ad alta quota, con temperature non proprio miti e sempre sotto un sole cocente, la D3200 ha garantito riprese corrette per quanto riguarda l’esposizione; il sistema di misurazione Matrix si è dimostrato all’altezza della situazione; corretto anche il bilanciamento del bianco, impostato su automatico. Il sistema esposimetrico, preciso e affidabile, utilizza il sensore TTL da 420 pixel RGB; raramente sono dovuto intervenire per compensare ciò che indicava l’esposimetro della fotocamera, ed anche in situazioni di forte differenza in termini di EV, la D3200 è riuscita a gestire egregiamente e correttamente il passaggio tonale dalle ombre alle luci.
La mancanza dell’istogramma in live view non ha creato particolari problemi, poiché è presente sia nella modalità riproduzione foto; ho infatti sfruttato questa possibilità offerta dalla fotocamera per verificare la corretta esposizione, attraverso alcuni scatti di prova prima dell’avvio delle riprese video, evitando così di affidarmi al solo display LCD e all’indicatore di esposizione della fotocamera.
 

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Tana marmotte del Nivolet.
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Riprese presso la diga del Lago Serrù.
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Specchio d’acqua del Nivolet.
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Nikon D3200 in azione.


La Nikon D3200 ha resistito alla polvere e alle intemperie, ha subito colpi accidentali, è stata posta a terra nelle vicinanze di tane di marmotte, è venuta a contatto con l’acqua dei laghetti alpini e agli scossoni dovuti alle riprese in auto; è stata ampiamente maltrattata; non ha mostrato segni di cedimento. Il display LCD della D3200 di grandi dimensioni (3 pollici) ed alta risoluzione in abbinamento al viewfinder ha garantito un’ottima visione, permettendo una gestione corretta della messa a fuoco manuale e dell’esposizione; l’utilizzo del viewfinder ha permesso anche di fare riprese stabili a mano libera. La fotocamera è stata utilizzata per riprese continue di circa un’ora, sotto il sole rovente, interrompendo la registrazione solo per pochi secondi, a causa del limite di circa 20 minuti di ripresa continua (4GB). Non si sono mai verificati in quel frangente di tempo blocchi nella scrittura dovuti al surriscaldamento del sensore, risultato notevole per una reflex entry level; nessun problema di fotogrammi persi in fase di registrazione con le card Lexar a corredo, del tipo Professional 133x Speed Class 10; potrebbe sembrare una cosa da poco, ma non è così; fotocamere rinomate con funzionalità video, che ho utilizzato in passato, hanno arrestato la registrazione dopo 10-15 minuti di ripresa continua, in condizioni climatiche ben più favorevoli, a causa del surriscaldamento del sensore; ho poi dovuto aspettare alcuni minuti per poterle riutilizzare la fotocamera, perdendo la possibilità di riprese uniche.
La Nikon D3200 insieme all’AF-S DX NIKKOR 10-24mm f/3.5-4.5G ED, entrambi montati sulla Sturdycam, hanno permesso riprese d’effetto; non avevo mai provato in precedenza ad utilizzare una steady nei sentieri o da un’autovettura in movimento nelle curve di strade di montagna, è stata un’esperienza unica; la leggerezza del corpo macchina in abbinamento all’ottica ultra grandangolare ha permesso riprese difficilmente ottenibili con apparecchi più pesanti ed ingombranti.
 

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Nikon D3200 con Nikkor 10-24 AF DX 3,5-4,5 montati su steady Sturdycam.
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Bilanciamento fotocamera e steady Sturdycam.
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Nikon D3200 con Nikkor 80-200 AF-D 2,8 e filtro ND fader.
Riprese macro sul campo.

La Sturdycam è una steady entry level palmare prodotta in Italia, in grado di supportare telecamere e reflex video fino a 2.5Kg, peso in cui rientrano praticamente la maggior parte delle fotocamere; si viene immediatamente colpiti dalla leggerezza dell'attrezzo: alluminio verniciato a fuoco per un totale di poco più di 500gr (contrappesi esclusi).

La somma del peso della fotocamera con l’ottica è risultata inferiore al peso di alcuni corpi macchina professionali e questo notevole vantaggio ha fatto la differenza lungo i sentieri del Parco Nazionale del Gran Paradiso, permettendomi di seguire in movimento gli spostamenti di un agnellino e di una marmotta. Nell’utilizzo sul campo ho apprezzato moltissimo l’AF-S DX NIKKOR 10-24mm f/3.5-4.5G ED che ha dimostrato di essere un obiettivo dall’elevata qualità, permettendo di gestire al meglio le riprese grandangolari; l’ottica ha consentito riprese nitide e contrastate, con un basso livello di vignettatura a tutta apertura, caratteristica non di poco conto per riprese di paesaggi in montagna, dove la porzione di cielo occupa buona parte del campo inquadrato.



L’AF-S VR Micro-Nikkor 105mm f/2.8G IF-ED e l’AF Zoom-Nikkor 80-200mm f/2.8D ED sono stati utilizzati per le riprese macro e dalla lunga distanza; presentano uno sfocato notevole e di qualità, un’elevata nitidezza, una costruzione meccanica impeccabile e una buona fluidità delle ghiere di messa a fuoco; grazie a queste due ottiche straordinarie sono riuscito a focheggiare manualmente senza sforzo attraverso il viewfinder, perdendo raramente il controllo della messa a fuoco; posso garantire, avendo provato varie ottiche, che è un risultato non da poco per un teleobiettivo, perché focheggiare manualmente con ottiche di lunga focale a tutta apertura è spesso un’impresa ardua (pdc limitatissima). Inoltre, la funzione di riduzione delle vibrazioni (VR) dell’AF-S VR Micro-Nikkor 105mm f/2.8G IF-ED a mano libera è stata fondamentale, ha permesso di ridurre efficacemente i movimenti della fotocamera nelle riprese a mano libera evitando l’utilizzo del cavalletto.

Unica piccola difficoltà che si è presentata nelle riprese, è stata quella della scelta del diaframma di lavoro che nella Nikon D3200 in abbinata ad obiettivi con contatti elettrici CPU deve essere impostato prima di attivare il live view quindi il REC di registrazione, a differenza dei corpi professionali dove l’apertura di diaframma sarà impostabile anche direttamente durante le riprese. Per ottenere la variazione diaframma anche durante la registrazione REC con Nikon D3200 si potranno adottare obiettivi Nikkor serie AI (senza contatti elettrici) oppure obiettivi AF con ghiera diaframmi isolando i contatti elettrici prima di innestarli sul corpo.
 

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Andrea De Amici con Nikon D90 presso il Nivolet.
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Marmotta del Nivolet.
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Nikon D3200 con Viewfinder V1.
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Luca Paglialonga con Nikon D700 presso il Nivolet.
 

Avendo ripreso praticamente tutto il giorno in condizioni di luce diurna ho impostato come valore della sensibilità quella minima disponibile sulla Nikon D3200 pari a 200 ISO; ho poi chiuso il diaframma a f/11-f/16 con le ottiche super grandangolari; mentre con gli zoom, per poterli utilizzare a tutta apertura, al fine di ottenere un look cinematografico nelle riprese, è stato provvidenziale l’utilizzo del filtro ND Fader 2-400 dal diametro 77mm, utilizzabile su ottiche come l’AF-S NIKKOR 24-70mm f/2.8G ED e l’AF Zoom-Nikkor 80-200mm f/2.8D ED che ha permesso di diminuire la quantità di luce (f/2,8) in arrivo al sensore e ha garantito il tempo di ripresa standard per lo standard PAL pari a 1/50 di secondo.
Spesso anche le regole sul tempo di posa andranno infrante; nell’utilizzo con il Nikon 105 2,8 VR per poter riprendere a tutta apertura f/2,8 200 ISO al fine di ottenere un ottimo sfocato, senza il filtro ND della misura prevista, ho utilizzato tempi dell’ordine del 1/1000 di secondo; anche in questo caso il video è stato perfettamente utilizzabile; in quanto in postproduzione, in una sequenza della lunghezza di 1 o 2 secondi massimo, uno spettatore difficilmente noterà la “scattosità” delle riprese dovuto al tempo rapidissimo di otturazione.

Non mi è sembrato di aver impugnato una reflex entry level, anzi tutt’altro, è stata sempre molto reattiva; ha superato ampiamente e brillantemente ogni compito assegnatogli; mi ero posto l’obbiettivo di fare un reportage di una giornata sul Colle del Nivolet presso il Parco Nazionale del Gran Paradiso passata in compagnia di amici fotografi, posso garantire che ha dimostrato di essere una fotocamera idonea a questo fine, con risultati d’effetto. Non sarà più un’impresa ottenere risultati notevoli con le reflex video; chiunque, se correttamente istruito all’utilizzo di questa tipologia di fotocamere, potrà assicurarsi riprese d’alto livello senza spendere cifre astronomiche; se a ciò aggiungeremo un’ottica luminosa, che potrà permettere sfocati impareggiabili, saremo pronti per entrare a pieno titolo nel fantastico mondo del video cinematografico con le reflex

Organizzazione riprese sul PC

Dopo aver terminato le riprese video, al rientro a casa, la prima cosa che andrebbe fatta per organizzare le riprese su PC, sarà quella di fare un backup delle sequenze filmate. Eseguire un backup è essenziale per la sicurezza dei dati, al fine di non smarrire riprese uniche; il consiglio sarà quindi quello di farne almeno due, su due supporti di memoria distinti e separati; la verità è che se si dovessero perdere le riprese, sicuramente sarà impossibile sostituirle; il sincerarsi che i filmati siano al sicuro è essenziale; inoltre, un’organizzazione accurata delle riprese, prima dell’importazione delle sequenze nella software di editing, garantirà una gestione più accurata delle stesse.
I file video richiedono elevati spazi di archiviazione, infatti una clip da 1 minuto di registrazione video in full HD della Nikon D3200 potrà richiedere fino a 180 MByte (bitrate 24 Mbit/sec), conviene considerare l’acquisto di dischi interni o esterni capienti per gestire il backup dei dati, tenuto conto delle enormi dimensioni dei file video.

Quando i professionisti del video trattano del loro flusso di lavoro, si parlerà allora di “workflow”; l’obiettivo sarà di renderlo letteralmente più fluido e snello; l’avere un percorso chiaro e facile da seguire, renderà ogni operazione semplice e senza difficoltà. Ecco un semplice workflow su come organizzare le riprese video sul PC:

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Lexar Professional USB 3.0 Dual-Slot Reader fornisce un’elevata velocità di trasferimento attraverso la porta USB 3.0 del computer.
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Schermata con all’interno la cartella principale con le sottocartelle relative alle 3 card utilizzate.
 
 
  • Inserimento delle schede di memoria. È necessario inserirle all’interno di un lettore di schede di memoria, possibilmente almeno USB 2.0 o meglio 3.0 se il computer dispone di questo tipo d’interfaccia; oppure all’interno della fotocamera ed utilizzare la connessione USB con il computer; entrambi i metodi consentiranno di leggere il contenuto delle schede di memoria e trasferirne in seguito i dati.
  • Trasferire i filmati su un disco di backup. Dopo aver inserito la scheda nel lettore, trasferiremo le clip video sul disco di backup. Quest’unità deve essere utilizzata solo per mantenere una copia dei file video.
  • Trasferire i filmati su un secondo disco. Trasferiremo le clip video su un secondo disco (secondo backup), utilizzabile in seguito per l’editing del video; quest’unità dovrà essere un supporto diverso rispetto a quello utilizzato per contenere il sistema operativo e i programmi, al fine di rendere più veloce la gestione delle clip video e di non rallentare eventualmente le performance del computer in fase di editing.
  • Archiviare i file video per lungo tempo. Se si volesse ottenere realmente un autentico backup, bisognerà prendere in considerazione l’archiviazione dei dati su supporti DVD o dischi Blu-ray (per maggiori garanzie di durata preferire supporti di qualità).
  • Per ogni scheda di memoria creeremo una cartella sugli hard disk. Sarà poi necessario rivedere i filmati e identificare quali riprese saranno valide e quali eliminare; nel mondo del video professionale questa fase è nota come quella di “selezione”. Il vantaggio di scegliere le migliori clip video ridurrà la quantità di file che si dovrà importare (ed eventualmente convertire o transcodificare) nell'applicazione di editing; meno filmati importeremo, più facile sarà la ricerca e la gestione delle sequenze video.