Congelare movimenti veloci con un lampo flash adottando i lampeggiatori Nikon Speedlight

A cura di: Guido Bartoli con esperienza e foto di: Gabriele Zani

Fotografare un oggetto in movimento, facendolo apparire fermo in modo impossibile alla vista umana, è sempre stata una tecnica fotografica affascinante, praticata sin dall’inizio della fotografia anche se con tecnologie rudimentali. Utilizzando i flash Nikon Speedlight è oggi possibile ottenere risultati sorprendenti.

A cura di Guido Bartoli con esperienza e foto di: Gabriele Zani

» Oggetti in movimento, come fermarli » Quando il lampo si sostituisce al tempo di posa
» Tipologia di flash e funzionamento » Come impostare una potenza ridotta per abbreviare la durata del lampo
» Come Gabriele Zani ha realizzato le immagini nell’acqua » Photogallery

 

Quando il lampo si sostituisce al tempo di posa

L’otturatore sul piano focale di una reflex funziona nel seguente modo:

  • due gruppi di lamelle scorrono lungo la parte minore del fotogramma, molto vicino al sensore
  • alla pressione del pulsante di scatto parte il primo gruppo di lamelle che scopre il sensore alla luce
  • trascorso un certo tempo parte il secondo gruppo di lamelle che copre il sensore

Il tempo di posa è dato dal tempo trascorso fra la partenza del primo gruppo e quella del secondo gruppo di lamelle.

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Esiste però, nell’impiego del lampo flash, un tempo limite con gli otturatori a lamelle sul piano focale, denominato sincro-X. È il tempo minimo che si può usare per evitare di intercettare con il movimento delle lamelle la luce in arrivo verso il piano focale.
Ciò dipende dal fatto che l’otturatore di questo tipo realizza i tempi di posa brevi facendo scorrere le lamelle in rapida successione lungo il piano focale. La fenditura che si forma espone come una scansione il sensore alla luce, senza che mai sia tutto scoperto.
Il sincro-X è il tempo limite in cui il sensore rimane tutto scoperto alla luce. Per tempi più lunghi non ci sono problemi, in quanto il secondo gruppo di lamelle parte dopo che il primo è arrivato a destinazione dall’altra parte del fotogramma.
Quindi il flash elettronico va utilizzato con tempo di posa uguale o più lungo del tempo sincro-X.

Esiste una eccezione tecnologica, denominata Sincro FP: il flash emette una successione “continua” (stroboscopica ravvicinata) di lampi che dura per tutto il tempo di scorrimento delle lamelle. In questo caso il sensore viene continuamente sottoposto al flusso di luce: anche se viene sempre esposto parzialmente, la fenditura creata dalle lamelle espone via via tutto il fotogramma durante il tempo di emissione luminosa.
Il tempo di sincronizzazione non ha quindi più un limite e si può scegliere liberamente qualsiasi tempo di posa. Sottolineiamo che fotocamera e flash devono supportare questa funzione e che la “potenza” di lampo flash a disposizione subisce in sincro FP una drastica riduzione, risultando soluzione efficace per soggetti a distanza ravvicinata sia macro che ritratti operati a diaframmi aperti per sfuocare lo sfondo.
Per maggiori dettagli segnaliamo un link alla risorsa web di Supporto Europeo Nikon: Sincro FP a tempi rapidi…

Nikon produce diversi flash che permettono la sincronizzazione anche su tempi veloci sincro FP e tra i più recenti segnaliamo:

Speedlight SB-900 | Speedlight SB-800 | Speedlight SB-R200

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Nikon SB-600

Nikon SB-900

Nikon SB-R200

Quando si scatta utilizzando assieme la luce ambiente e il flash, le due luci si sommano e quindi il tempo di posa determina l’esposizione per la parte del soggetto illuminata dalla luce ambiente. Se il soggetto si muove molto veloce la luce ambiente produrrà il mosso per la sua parte sul soggetto, quindi se possibile va esclusa o comunque limitata su margini ininfluenti all’esposizione.

Usando il flash nel buio assoluto, il tempo di posa è ininfluente, in quanto è solo il lampo che fornisce la luce per la posa di esposizione.