Le riprese video con reflex digitali HD-SLR ad ottiche intercambiabili hanno occupato, grazie agli alti livelli qualitativi raggiunti e alle grandi dimensioni sensore, campi professionali un tempo riservati a strumentazione broadcast. La registrazione audio in presa diretta on-camera nasconde molte insidie ma può offrire risultati eccellenti utilizzando microfoni wireless o a cavo con impostazioni dedicate alle diverse situazioni.

 

Introduzione Microfoni wireless e radiomicrofoni
Registrare un buon audio con le reflex digitali HD-SLR Tipologie e caratteristiche dei microfoni per registrazione su DSLR
Misurazione strumentale delle prestazioni audio Nikon DSLR Come ottenere il massimo dalla registrazione audio
Prove pratiche di registrazione audio
Conclusioni, link correlati

Introduzione

Nel mondo attuale siamo continuamente sommersi da messaggi audio/video, abbiamo la televisione HD sempre accesa, abbiamo i video nello smartphone e nel tablet, abbiamo filmati e musica in streaming che ascoltiamo in diffusione anche wireless Sonos, abbiamo le radio DAB di alta qualità audio. Di solito la qualità dell’audio è molto buona, senza rumore o con un rumore molto basso, pulita e intellegibile chiaramente. Il conduttore della trasmissione si sente sempre “sovrastante” quindi forte e chiaro e se poi ascoltiamo un disco o un concerto, le registrazioni sono ormai così buone che sembra di avere il cantante di fronte a noi con tutti gli strumenti musicali perfettamente definiti e posizionabili nello spazio, anche ascoltando a occhi chiusi. Tutto ciò possibile grazie alla qualità strumentale dei dispositivi di registrazione e gestione dei segnali ma anche, e soprattutto, perché utilizzati da professionisti dell’audio adottando tecnica e tecnologia nelle migliori condizioni concesse ad un ruolo coperto dai tecnici del suono nonché fonici. Invece, spesso, nelle nostre registrazioni l’audio è di bassa qualità, e questo sia che registriamo col telefonino, con registratori digitali dedicati, con una buona videocamera anche broadcast o con una Reflex digitale HD-SLR. Le registrazioni sono sempre un po’ confuse, con riverberi o con rumori vari, poco chiare, ci sembra quasi di non riconoscere l’ambiente e gli “spazi” che c’erano al momento della registrazione. La redazione di Nikon School si era già occupata dell’argomento attraverso un dedicato eXperience che, in questo contesto, affronteremo nei temi del perché e del come registrare l’audio in modo corretto. Esamineremo aspetti legati al dove posizionare i microfoni e come, adottando sistemi con connessione cavo oppure wireless come nel caso dei dispositivi Nikon ME-W1, del RodeLink Filmmaker Kit oppure dei radiomicrofoni WisyCom di gamma broadcast.

Microfoni wireless e radiomicrofoni

La comunicazione wireless del segnale audio permette, ovviamente, di eliminare i cavi di collegamento tra microfono e dispositivo di registrazione ma, dal punto di vista qualitativo, di portare la capsula microfonica vicino alla sorgente potendo così evitare amplificazioni che, se eccessive, degradano la qualità assieme all’eliminazione o comunque gestione delle principali cause di echi, reverberi, risonanze o rumori circostanti da “isolare”. I sistemi microfonici wireless sono costituiti da un trasmettitore radio collegato o integrato in un microfono e da un ricevitore che riceve il segnale radio e lo ritrasforma in segnale audio analogico o digitale adatto ad essere collegato al dispositivo di registrazione. Esistono anche altri dispositivi come ad esempio il sistema wireless Nikon ME-W1, costituito da due unità: un trasmettitore stereo ed un ricevitore stereo. Si possono connettere il o i microfoni preferiti al trasmettitore e il ricevitore va collegato alla fotocamera per la registrazione. Questo sistema ha anche un canale di ritorno per poterlo usare come sistema interfonico in quanto può trasportare un segnale audio dal ricevitore sulla fotocamera al trasmettitore, al quale possono essere collegati per esempio degli auricolari.
Le tipologie di microfoni wireless offerte dai produttori specializzati, si suddividono principalmente in tre tipologie:

• Microfoni wireless chiamati volgarmente ‘gelato’ (handheld).
• Trasmettitori da tasca (pocket).
• Trasmettitori tipo ‘PLUG ON’ da collegare a un microfono normale in sostituzione del cavo.

I ‘gelati’ sono in tutto e per tutto uguali ai microfoni da mano, forse un pochino più grandi di dimensioni ma incorporano tutto ciò che serve per trasmettere l’audio a distanza. Questi tipi di microfoni sono i più adatti alla registrazione della voce e generalmente sono tenuti in mano o su uno stativo. Sono adatti a sopportare forti pressioni sonore, normalmente anche oltre i 150dBspl (a seconda della testa microfonica che viene montata). Chiaramente le caratteristiche della testa microfonica sono alla base del risultato che si otterrà nella registrazione ma si consiglia di verificare anche la sensibilità del microfono al rumore di maneggiamento perché verrà registrato anch’esso. Fate anche attenzione alla buona tenuta ai ‘pop’ cioè a quei rumori a bassa frequenza che sono generati con la pronuncia di consonanti tipo la ‘P’ col microfono molto vicino alla bocca e che poi, quando si riproduce l’audio, fanno uscire i woofers delle casse dalla loro sede. Un buon microfono ha sicuramente una alta reiezione ai ‘pops’ e non trascurate neppure le ‘esse’, non devono essere sibilanti perché non facili da trattare successivamente in postproduzione.

I trasmettitori da tasca invece sono solamente dei trasmettitori in grado di interfacciarsi (attraverso un cavo ed eventuali accessori) con tanti tipi di microfoni diversi ma anche con segnali audio provenienti da sorgenti diverse. Per esempio potreste avere una scena con più microfoni ed un piccolo mixer microfonico e il segnale mixato potrebbe essere trasmesso direttamente alla DSLR per la registrazione. A parte le caratteristiche radio che affronteremo di seguito, è il caso di verificare anche se il trasmettitore può accettare segnale audio senza alimentare il microfono (adatto cioè a microfoni dinamici) o se si interfaccia sia con microfoni alimentati a 2 fili e a 3 fili e qual è il range di regolazione della sensibilità di ingresso. Se possibile si consiglia di scegliere un trasmettitore che possa accettare livelli audio che vanno da pochi milliVolts per la modulazione massima a segnali di qualche Volt cioè dovrebbero avere una regolazione di almeno 50-60dB per il livello audio e un rumore equivalente di ingresso non superiore a qualche microVolt. Valgono evidentemente le stesse considerazioni che di seguito vedremo per l’amplificatore microfonico solo che in un trasmettitore il livello massimo audio applicabile è quello che farà arrivare la modulazione al 100%, oltre tale limite si avranno delle distorsioni inaccettabili.

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Il RØDE Link Filmmaker è il kit che consente di realizzare riprese audio wireless di elevata qualità. È composto da un ricevitore da montare sulla slitta flash della fotocamera, un trasmettitore e da un microfono lavalier di qualità broadcast. Il RØDELink è di facile utilizzo, funziona appena attivato, senza nessuna necessità di selezione manuale dei canali di comunicazione. Attraverso una trasmissione digitale criptata a 2.4GHz che viene inviata contemporaneamente su due canali, RØDELink sceglie automaticamente il segnale più forte e garantisce che l’audio registrato sia affidabile e di qualità.nale più forte e garantisce che l’audio registrato sia affidabile e di qualità.

I trasmettitori tipo PLUG-ON sono in genere dei parallelepipedi che hanno un una delle facce piccole un connettore tipo XLR femmina e possono essere collegati a un microfono normale, un microfono che normalmente sarebbe collegato via cavo ad un mixer. Sono trasmettitori molto comodi perché in questo caso la scelta del microfono è completamente libera (verificare sempre la capacità di alimentazione phantom che il trasmettitore può dare). Potrebbe per esempio essere collegato ad un microfono da mano e trasformarlo in radiomicrofono ‘gelato’, potrebbe essere collegato ad un microfono tipo shotgun per la ripresa di audio difficili ecc. ecc. La descrizione delle caratteristiche elettriche ricalca quella del trasmettitore da tasca ma in questo caso lo stadio di ingresso audio è diverso. In genere l’ingresso è bilanciato (cioè l’audio non usa la massa come riferimento ma è un segnale differenziale) e quindi non è adatto a tutti quei microfoni che si indossano come quelli da cravatta o quelli che stanno appiccicati alla guancia come se ne vedono spesso in TV. Per questi microfoni è preferibile il trasmettitore da tasca. Un punto di vantaggio va a quei trasmettitori che hanno un trasformatore in ingresso perché hanno in genere una immunità maggiore ai rumori di modo comune che si generano se utilizziamo un cavo audio molto lungo tra il microfono ed il trasmettitore. È buona cosa verificare sia il tipo che l’autonomia delle batterie perché questo tipo di microfoni, dovendo alimentare anche un eventuale microfono esterno con l’alimentazione ‘phantom’ a 48V, hanno un’autonomia limitata. Come riferimento si potrebbe dire che, con una potenza di trasmissione di 10mW e l’alimentazione phantom attiva con almeno 3mA di corrente, l’autonomia non dovrebbe essere inferiore alle 6 ore continue, con due buone batterie alcaline di dimensione AA.

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L’utilizzo del pad presente su RØDELink del Filmmaker Kit consente di ridurre il livello di pre-amplificazione della fotocamera (livello microfonico di input), migliorando il rapporto segnale/disturbo al fine di ottenere una più elevata qualità audio. Il trasmettitore TX-XLR del Digital Wireless System RøDE permette di collegare microfoni XLR con alimentazione P48 Phantom per trasmettere il segnale audio verso il ricevitore RX-CAM RøDE Link RX del Filmmaker Kit connesso alla reflex DSLR.

RADIOMICROFONI: caratteristiche audio

Vediamo ora velocemente le caratteristiche audio che dovrebbe avere un buon radiomicrofono:

  • Un buon radiomicrofono deve avere una regolazione del guadagno (o della sensibilità audio) di almeno 50dB ma potrà tornare utile una regolazione anche di oltre 60dB; questo guadagno dovrà permettere di regolare la sensibilità tra 1mV(rms) e 1V(rms) in modo semplice, sicuro e ripetibile in modo tale da non avere incertezze sul valore impostato. Alla sensibilità di 1mV il radiomicrofono dovrebbe garantire più o meno 60dB di S/N (rapporto segnale/rumore) per fare le registrazioni di segnali non molto forti senza eccessivo rumore di fondo.
  • Banda passante audio, meglio se ampia e piatta. Servono almeno bande piatte entro 1dB tra 50Hz e 15KHz. Prestazioni migliori non guastano, anzi.
  • Gamma dinamica, cioè il rapporto di ampiezza tra il segnale più alto prima della distorsione e il rumore di fondo del sistema radio. Ovviamente più è alto questo valore e migliore è il radiomicrofono; un buon radiomicrofono supera abbondantemente i 100dB di gamma dinamica. Anche se sappiamo le reflex DSLR avere una gamma dinamica di poco superiore a 85dB, non pensiamo che i 100dB del radiomicrofono siano inutili, più avanti capiremo perché.
  • Sistema di riduzione del rumore: normalmente tutti i radiomicrofoni utilizzano un sistema di compressione della dinamica dell’audio in trasmissione e un’espansione di dinamica audio in ricezione per ripristinare la dinamica originaria del segnale. Ci sono molti tipi diversi di compressori di dinamica, analogici o digitali, adatti alla voce o alla musica ecc. ecc. Per il nostro utilizzo consiglierei un sistema con compressione di dinamica adatta alla voce ma che vada bene anche per la musica ma qui dipende dall’uso che vogliamo fare del nostro sistema di ripresa audio. Esistono anche sistemi di radiomicrofoni che inglobano più di un sistema di compressione e l’utente può selezionare quello più adatto alla situazione contingente.

Un consiglio da chi utilizza questi sistemi frequentemente: la regolazione del livello audio (o del guadagno che dir si voglia) è importante sia di facile e rapido accesso perché capita spesso durante le registrazioni di dover cambiare questa regolazione e se per trovarla ci si trova ingarbugliati in un’infinità di menù e di sottomenù, la cosa diventa lunga e difficile e nel frattempo l’audio viene registrato male.

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Il sistema microfonico wireless Nikon ME-W1 è maneggevole, di piccole dimensioni, di facile utilizzo e resistente all’acqua. È in grado di registrare audio di elevata qualità vicino alla fonte e trasmetterla al ricevitore con la massima nitidezza e pulizia di segnale fino a una distanza massima di 50 metri. Il sistema Nikon ME-W1 è alimentato da una batteria mini stilo prevista nei due moduli ed è compatibile con qualsiasi fotocamera dotata di jack audio da 3,5mm. Il kit Nikon ME-W1 è composto da un trasmettitore (che incorpora anche un microfono) e da un ricevitore che comunicano tra loro mediante la connessione wireless Bluetooth. Nelle due unità trasmettitore e ricevitore sono presenti anche un ingresso jack audio per eventualmente permettere l’uso di microfono specifico magari stereo laddove necessario. Il Nikon ME-W1, semplice da configurare e da utilizzare, è ideale per presentazioni, interviste “al volo” e video blog di qualità professionale, grazie anche alla durata della batteria, che può arrivare fino a tre ore di uso continuo. Questo tipo di microfono è indicato per i filmmakers e per tutti coloro che, per la loro la flessibilità e l'alta qualità dei risultati, scelgono le reflex digitali per effettuare riprese video. Il sistema Nikon ME-W1 permette anche di monitorare l’audio in forma bidirezionale collegando cuffie o auricolari alle rispettive prese previste sia nel trasmettitore sia nel ricevitore.
Sistema di trasmissione e microfono wireless Nikon ME-W1
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Il sistema microfonico wireless Nikon ME-W1 è resistente all’acqua e prevede, su entrambe le due unità, un fissaggio a “molletta” per ancoraggi ad abiti o “volanti”. Nella grafica illustrativa è mostrato il ricevitore fissato alla cinghia della reflex attraverso la dedicata asola prevista sulle unità ME-W1. L’unità microfonica può essere indossata dall’intervistato oppure può essere posizionata vicino alla fonte audio per trasmettere, quindi registrare, con il microfono integrato oppure attraverso un microfono esterno inserito nell’alloggiamento microfonico jack 3.5 dell’ME-W1.