Qualità in ripresa Nikon gestita nella risoluzione di stampa inkjet con Epson SureColor P600

A cura di: Guido Bartoli

Risoluzione e qualità delle reflex Nikon permettono elevati rapporti di ingrandimento utilizzando le moderne stampanti a getto di inchiostro come la Epson SureColor P600. L'accresciuta tecnologia permette anche di variare la densità di pixel in rapporto all'ingrandimento e conseguentemente alla distanza di visione della stampa. Impariamo a calcolare i valori ottimali…

 

Tecnologia Epson SureColor P600 Differenza fra stampa tipografica e stampa inkjet
Occhio umano, risoluzione e distanza di visione Limiti di risoluzione in rapporto all'ingrandimento
Il valore ottimale in rapporto ai dpi della stampante La matrice di pixel e la dimensione massima di stampa
Qualità di immagine e ricampionamento Link Correlati

Ci riesce difficile parlare di fotografia senza immaginarla anche preziosamente custodita in album fotografici oppure incorniciata e in bella mostra su una parete da ammirare. La tecnologia di stampa a getto d'inchiostro ha raggiunto livelli qualitativi di altissimo livello già da molti anni ma, attraverso gli ultimi modelli come la Epson SureColor P600, si sono affinate potenzialità, velocità operative, formati, prestazioni fine-art e funzionalità pensate per gestire le stampe anche attraverso connettività wireless.

Tecnologia Epson SureColor P600

La stampante Epson SureColor SC-P600 racchiude quanto di meglio si possa ricercare nella qualità e nella durata nel tempo della stampa. Utilizza l'ultima tecnologia di testina per precisa e micro-distribuzione degli Ultra Chrome HD a nove inchiostri che gli permettono di raggiungere anche elevati fattori di densità ottica del nero. Gli inchiostri Epson UltraChrome HD, evoluzione dell'avanzata tecnologia K3, offrono esacromia estesa con due grigi, light black e light-light black, per perseguire i migliori risultati sia nella stampa a colori che, soprattutto, nella stampa in bianco e nero, permettendo di ottenere stampe senza dominanti e metamerismo. I nuovi inchiostri raggiungono un record in termini di densità ottica DMAX per ottenere neri più profondi che discriminano maggiormente anche le sfumature e i dettagli nelle zone d'ombra. Epson SureColor SC-P600 introduce quindi una modalità bianco e nero avanzata che permette di ottenere un bianco e nero neutro direttamente dal driver di stampa senza necessità di software esterni. Oltre a quanto vedremo in questo eXperience, segnaliamo:

Stampe in bianco e nero di qualità professionale Epson UltraChrome K3
Epson e Silver Efex Pro 2: soluzione completa per il bianco e nero digitale di assoluta qualità

EPSON SURECOLOR P600
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La stampante Epson SureColor SC-P600 offre 4 diversi percorsi carta per le diverse tipologie di media e supporti: posteriore per carte lucide e mattate, anteriore per carte Fine Art, posteriore per carta in rotolo nel formato A3, anteriore per supporti spessi (tipo posterboard) di spessore fino a 1,3m e un ulteriore percorso frontale per la stampa di CD/DVD stampabili.
Epson SureColor SC-P600 dispone di una completa gamma di connessione per tutte le esigenze: USB, rete cablata Ethernet, Wi-Fi anche in modalità Direct per poter connettere i dispositivi (computer, tablet, smartphone) senza la necessità di un router. Supporta inoltre AirPrint e Google Cloud Print. La Epson P600 introduce anche due nuovi software rivolti a professionisti della stampa: Epson Print Layout e Colorbase 2. Epson Print Layout funziona sia da solo che come plug-in di Photoshop/Lightroom e permette di creare layout ma soprattutto permette di visualizzare a monitor il risultato di Softproof in stampa, sia per i profili carta che per la stampa risultante dall’utilizzo della modalità bianco e nero avanzato. Il software Colorbase 2 permette invece di calibrare la stampante, in modo che funzioni al meglio su tutti i media Epson e di terze parti.

Differenza fra la stampa tipografica e la stampa inkjet

La tecnologia utilizzata per la stampa determina i limiti di ingrandimento a cui sottoporre l'immagine, di conseguenza la sua distanza ottimale di visione per una gradevole fruizione della foto stampata. Questo eXperience segue e completa il discorso sulla qualità di stampa, iniziato nel precedente “Produrre foto di qualità per la stampa tipografica” con oggetto il capitolato che dovrebbe sempre essere definito fra fotografo professionista e cliente. In quella sede abbiamo trattato le caratteristiche della stampa tipografica e i valori ottimali di densità di pixel in rapporto alla densità di retino scelta. Questi valori sono determinati dalle caratteristiche del mezzo tipografico, che non permette un disegno così accurato dei dettagli fini dell'immagine come quello ottenibile dalla stampa inkjet. Una macchina da stampa industriale con tecnologia offset usa generalmente un retino a spaziatura fissa (fa eccezione la tecnologia del retino stocastico, peraltro meno diffusa), con un numero di inchiostri variabile da quattro a sei.

STAMPA TIPOGRAFICA
RETINO TIPOGRAFICO
La stampa tipografica inchiostra la carta con un retino che crea la sensazione del colore sfruttando l’incapacità dell’occhio di separare punti molto piccoli e ravvicinati fra loro. Un ingrandimento mette in luce la struttura di una pagina stampata in tipografia.

I punti del retino tipografico sono disposti su linee parallele, che di fatto formano un reticolo, simile a quello dei pixel sul sensore a matrice Bayer. Ciò porta a una serie di inconvenienti estetici, qualora non vengano rispettate determinate condizioni codificate in anni e anni di teoria e tecnica tipografiche. Il primo inconveniente e dato dalla formazione del moiré, che crea iridescenze colorate sovrapposte al disegno geometrico, proprio di alcuni soggetti.

DISPOSIZIONE ANGOLATA DEL RETINO
DI QUADRICROMIA TIPOGRAFICA

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Ingrandendo un’immagine del retino tipografico si possono vedere le cosiddette “rosette”, aggregazioni di punti disposti regolarmente che tuttavia non danneggiano la qualità di immagine percepita visivamente ad occhio nudo. La corretta disposizione angolata del retino tipografico elimina la formazione del moiré (visibile nella foto in basso), che si manifesta con iridescenze colorate sui soggetti a trama fine.

Per evitare questa e altre cause di degradazione della qualità dell'immagine stampata, da sempre viene utilizzata la tecnica di angolare i retini fra loro, sfalsando quindi la disposizione delle griglie di punti e creando una parziale sovrapposizione attraverso i successivi passaggi sotto le quattro o più matrici di inchiostratura. Una vista molto ingrandita mostra le cosiddette rosette.

I colori utilizzati in tipografia sono: Cyan (ciano), Magenta, Yellow (giallo), blacK (nero), per la stampa in quadricromia CMYK; cui si aggiungono altri due colori, come verde e arancio nella tecnologia di esacromia a sei colori. Per ricreare colori particolari si ricorre spesso a un quinto passaggio dopo la quadricromia, in cui si stende un colore ben definito, come ad esempio per riprodurre l'oro nelle pubblicazioni di qualità.

La densità di retino è il numero di linee per centimetro lineare dei punti di inchiostratura. Solitamente si usa esprimere questo valore in punti per pollice (dot per inch), da cui l'acronimo inglese “dpi”. Questo valore è il primo fattore discriminante per calcolare la densità di pixel a cui preparare l'immagine da fornire al tipografo (si veda Produrre foto di qualità per la stampa tipografica).

Le gocce stese dalla stampa tipografica sono di dimensioni piuttosto elevate, ben visibili ad occhio nudo avvicinandosi molto al foglio, soprattutto nelle stampe di grandi dimensioni, come i manifesti pubblicitari. Questi usano basse densità di retino in virtù del fatto che la visione avviene a grande distanza, come descritto nel prossimo capitolo.

Principali vantaggi della tecnologia a getto di inchiostro

La tecnologia della stampa a getto di inchiostro si basa su un principio completamente diverso: una serie di ugelli microscopici, disposti su file parallele nella testina da stampa, che proiettano in rapida successione gocce di inchiostro di dimensione infinitesima, in alcuni casi anche variabile, sulla carta. Grazie ai rapidi progressi nella tecnologia di fabbricazione al laser delle piastrine forate, che compongono di fatto la matrice inchiostrante, le attuali stampanti permettono elevate densità lineari di punti. Inoltre e possibile creare testine con molte linee parallele in poco spazio, cosa che permette di sovrapporre, a registro o sfalsati, diversi punti di inchiostri di colore differente. Un ulteriore vantaggio è dato dalla possibilità di abbinare diverse testine in parallelo, per mantenere elevata la velocità di stampa, senza abbassare la risoluzione.

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Le testine delle stampanti a getto di inchiostro hanno ugelli di dimensioni microscopiche disposti su file parallele e incisi con tecnologia laser (a sinistra la testina della Epson SureColor P600). La tecnologia Epson Micro Piezo si serve di un diaframma azionato da un elemento piezoelettrico per espellere la goccia di inchiostro dalla camera posta sopra l’ugello.
Le dimensioni della goccia sono infinitesime, con volume di pochi picolitri, unità che esprime il bilionesimo di litro (10-12), cioè un milionesimo di milionesimo di litro. La tecnologia Epson permette anche di variare la dimensione della goccia di inchiostro fino a 2pl per offre fini gradazioni in tono continuo anche in difficili zone come nelle transazioni dell’incarnato di un volto o assicurare massima nitidezza e dettaglio in zone caratterizzate da fini texture. Il trattamento “MicroPiezo printhead with ink-repellent coating” assicura un perfetto trasferimento della goccia nell’ideale posizione.
La riduzione delle dimensioni della goccia di inchiostro permette di migliorare notevolmente la qualità della stampa fotografica, come si vede in questa simulazione che illustra i progressi compiuti negli anni dalla tecnologia.
RETINO INKJET MOSTRATO SU UNA STAMPA A RISOLUZIONE NORMALE
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Un forte ingrandimento di una stampa a getto di inchiostro mostra come sia possibile utilizzare le gocce di inchiostro sovrapponendole parzialmente, in modo da ottenere una resa molto realistica delle sfumature, cosa che incide moltissimo sulla qualità di una stampa fotografica.
Epson SureColor P600
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Epson Stylus Pro 7900
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Epson è leader di mercato nel settore della grafica e della stampa fotografica. Le stampanti della linea professionale usano da 8 a 11 colori per una resa ottimale delle sfumature e dei dettagli delle immagini fotografiche.

Epson ha sperimentato con successo, tanto da farne uno dei suoi punti di forza, la tecnologia delle dimensioni variabili delle gocce di inchiostro. Questo metodo permette di stendere gocce più grandi nelle aree dove l'inchiostro deve creare zone scure molto dense, le ombre; viceversa di utilizzare gocce più piccole nelle zone di alte luci dai colori tenui o nelle porzioni ad elevato dettaglio di trama.
In questo modo il disegno dell'immagine fotografica viene molto facilitato, considerato che una foto vive principalmente di sfumature, oltre che di dettaglio. Un altro punto di forza del getto di inchiostro è dato dalla quantità di inchiostri disponibili: nelle attuali stampanti si superano gli otto, arrivando fino a dodici.

L'attuale tecnologia rende possibile utilizzare colori tenui, come il magenta e il cyan chiaro, che sono d'obbligo per la stampa di qualità delle fotografie, come pure i grigi chiaro e scuro, ormai presenti anche sulle stampanti amatoriali. Alcune di queste usano anche colori della sintesi additiva, come il rosso e il verde.
Una nuova tecnologia Epson usa anche il bianco, permettendo di stampare pure su supporti trasparenti. È per ora solo destinata alle prove di stampa industriali, ma non si può dire quali saranno le ricadute nel futuro.

Queste differenze tecnologiche fra la stampa tipografica e quella inkjet determinano le possibilità di ingrandimento ottenibile da una fotocamera; che per la tecnologia a getto di inchiostro è superiore a quella tipografica, a parità di matrice di pixel del sensore. Ciò in virtù della sua capacita di disegnare meglio i dettagli e le sfumature di una fotografia.
Con il getto di inchiostro è possibile ottenere ottimi risultati anche diminuendo la risoluzione di stampa sotto al valore di 300 pixel per pollice, tipico della stampa tipografica, cosa che permette un ingrandimento superiore.