Obiettivi Nikkor PC-E Tilt & Shift nella ripresa di un videoclip con Nikon D4s

A cura di: Gianfranco Corigliano, Damiano Andreotti, backstage foto di Margherita Agnese Simionati

Nitidezza selettiva per riprese creative operate con variazione del piano di fuoco. Basculaggio operato con ottiche Nikkor PC-E Tilt & Shift e riprese girate con Nikon D4s per video Full-HD anche a 50/60p in condizioni di scarsa illuminazione.

 

Introduzione Attrezzatura ed accessori utilizzati
Impostazioni di ripresa video Qualità ad alti ISO
Slow Motion Variare il piano di messa a fuoco con ottiche PC-E “Tilt & Shift”
Effetti di basculaggio e decentramento ottico Impostazioni audio per intervista
Backstage videoclip “Sereno” di Entropia Link correlati

Qualità ad alti ISO

La qualità ad alti ISO durante le riprese video di una moderna reflex digitale è davvero molto elevata anche a sensibilità un tempo considerate estreme come avevamo già visto anche con la Nikon D5300 di fascia DX attraverso l’eXperience “Qualità ad alti ISO nelle riprese video”; in termini di confronto è bene ricordare che Nikon applica una curva caratteristica quindi curva gamma di Picture Control più accentuata rispetto a molte altre marche, consentendo, a parità di illuminazione quindi di luminosità scena comparata, l'impiego di valori ISO inferiori, accrescendo così ulteriormente l'efficacia qualitativa di riprese operate in scarse condizioni di illuminazione. Le riprese video effettuate ad alti ISO consentono di evitare l'impiego di ulteriori fonti di luce artificiale, permettendo di mantenere l'atmosfera originale senza commistioni di diverse temperature di colore. L'utilizzo di una sensibilità ISO più elevata è in genere utilizzata per le situazioni di scarsa luminosità, in quanto rende il sensore della fotocamera più sensibile alla luce disponibile. Un più alto valore ISO sta anche a significare la presenza di un alto livello di rumore digitale. Alcuni filmmakers prediligono la presenza di “grana digitale” di ripresa o applicata in postproduzione, per ricercare un “look” più simile a quello della pellicola cinematografica. La relazione tra la sensibilità e il rumore digitale è sostanzialmente lineare, tuttavia maggiore sarà la sensibilità ISO più luminose saranno le clip video riprese e più rumore conterranno i fotogrammi video. Ciò nonostante, grazie ai processi di riduzione del rumore interni alle fotocamere HD e ai sofisticati software di riduzione del rumore in fase di editing video, le reflex digitali sono capaci oramai di ridurre drasticamente il rumore presente ad alti ISO e la Nikon D4s è la fotocamera regina per quanto riguarda la pulizia delle riprese a sensibilità estreme.

SENSIBILITÀ ISO D4s IN MODALITÀ VIDEO
 
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I valori ISO sono selezionabili dall'apposito menù o dai comandi diretti di pulsante più ghiera, a “gradini” predefiniti chiamati “stop”, sebbene siano disponibili anche passi intermedi a terzi di stop. Alti valori ISO sono utili in condizioni di scarsa illuminazione della scena ma alzano in proporzione all’elevazione richiesta il livello di “rumore” dell'immagine fotografica o dei singoli frame video. La Nikon D4s permette variazioni ISO da 200 a 25.600 anche a incrementi di 1/3 di stop. Offre anche ulteriori 3 impostazioni HI 0,3, Hi 0,5, Hi 0,7, Hi 1, Hi 2, Hi 3 e Hi 4 che permettono di espandere la sensibilità fino all’incredibile valore massimo di ISO 409.600. La regolazione di sensibilità ISO Automatica attivabile dal pulsante ISO più ghiera anteriore, può costituire utile controllo esposimetrico quando si opera, ad esempio, in priorità ai diaframmi “A” oppure ai tempi “S”. In esposizione manuale “M” il “Controllo Auto ISO” è attivabile dal menù “Impostazione sensibilità ISO filmato” del menù “Impostazioni filmato”. Le scene per il videoclip del brano musicale Sereno degli Entropia sono state girate a sensibilità ISO diverse ma in maggioranza tra 640 e 800 ISO.

La gamma standard della sensibilità ISO della Nikon D4s va dai 200 ai 25.600 ISO. Una sensibilità di 6.400 ISO sta a significare che è possibile incrementare la sensibilità del sensore attraverso una serie di 5 stop. La D4s è dotata di una sensibilità massima di ISO di 25.600 (7 stop) con la possibilità di espanderla ulteriormente fino a 409.600 (10 stop).
L'impiego di sensibilità elevate nelle riprese video attraverso l’impiego della Nikon D4s:

• Consente di effettuare riprese in condizioni di scarsa illuminazione.
• Permette di adottare un tempo di otturazione più rapido congeniale per riprese video ad elevati frame rate (slow motion).
• Permette di utilizzare diaframmi più chiusi quando è necessario aumentare la profondità di campo.
Naturalmente, la maggior parte dei vantaggi ottenuti comportano un compromesso da tenere sotto controllo. Alzando gli ISO il rumore diventerà proporzionalmente più visibile. Nella D4s questo aspetto è stato mitigato, permettendo riprese “pulite” con una ridotta quantità di disturbo digitale anche a sensibilità ISO elevatissime come i 12.800. Ci sono diversi fattori che contribuiscono all'utilizzo di sensibilità ISO elevate nelle moderne reflex digitali, tra i quali la tecnologia dei sensori CMOS e circuiti di read-out, il processore di elaborazione immagini della fotocamera e i sistemi software di riduzione del rumore attivabili da menù. Le più recenti fotocamere Nikon utilizzano il potente processore di elaborazione immagine EXPEED 4, che consente di ridurre drasticamente il rumore ad alti ISO attraverso una più precisa e rapida elaborazione “real time” delle riprese video.

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La Nikon D4s permette variazioni ISO da 200 a 25.600 anche a incrementi di 1/3 di stop. Offre anche ulteriori 3 impostazioni HI 0,3, Hi 0,5, Hi 0,7, Hi 1, Hi 2, Hi 3 e Hi 4 che permettono di espandere la sensibilità fino all’incredibile valore massimo di ISO 409.600. La Nikon D4s prevede dal menù di ripresa la possibilità di scegliere tra diverse opzioni il livello di riduzione del rumore digitale “Noise Reduction”: Alta, Normale, Moderata e No. Disattivando l’intervento di riduzione rumore su “No”, la fotocamera eseguirà la riduzione del disturbo digitale solo a ISO 6.400 o superiori; in quest'ultimo caso il livello di riduzione del rumore digitale è inferiore a quello ottenibile quando è selezionata la voce di NR (Noise reduction) Moderata. Poter utilizzare sensibilità ISO più alte, permette di utilizzare tempi di posa rapidi (otturazione elettronica di ogni singolo frame) e di chiudere il diaframma quando richiesta maggiore profondità di campo ma anche di supportare i maggiori framerate 50/60p usati per slow motion del 50%.

Quando si utilizzano valori ISO “estremi”, nel caso della Nikon D4s da 12.800 ISO ai 25.600 le immagini riprese risulteranno rumorose, fermo restando che stiamo parlando di sensibilità estreme che consentono di effettuare riprese in condizioni di scarsissima luminosità. Le fotocamere reflex digitali della gamma Nikon, attraverso una funzione attivabile da menù “Noise Reduction”, consentono di ridurre il disturbo causato dall'utilizzo di sensibilità elevate anche durante la registrazione video. L'elaborazione di riduzione del rumore effettuata in real time dalle reflex Nikon garantisce riprese di qualità con una presenza contenuta di rumore digitale; le sequenze registrate sono ampiamente utilizzabili, permettendo di ottenere una qualità elevatissima durante le riprese. Per attivare il “Noise Reduction” con la Nikon D4s è sufficiente premere il pulsante menù, selezionare il menù di ripresa quindi scegliere la voce “NR su ISO elavati”. La Nikon D4s prevede dal menù di ripresa la possibilità di scegliere tra diverse opzioni il livello di riduzione del rumore digitale (Noise Reduction): Alta, Normale, Moderata e No. Selezionando l'opzione No la fotocamera eseguirà la riduzione del disturbo digitale solo a ISO 6400 o superiori; in quest'ultimo caso il livello di riduzione del rumore digitale è inferiore a quello ottenibile quando è selezionata la voce di NR (Noise reduction) Moderata.

Slow motion

L'elevata qualità ad alti ISO della D4s consente di utilizzare anche il frame rate 50fps con risoluzione Full-HD in abbinamento a tempi rapidi d'otturazione a 3.200-_25.600 ISO, permettendo la registrazione di clip da utilizzare per lo slow motion. La possibilità di impiegare durante le riprese video fotocamere o telecamere con un più alto frame rispetto a quello classico di riproduzione 24 (23,976 fps) fotogrammi al secondo per le riprese cinematografiche, di 25 fotogrammi al secondo per lo standard televisivo PAL o 30 fotogrammi al secondo per lo standard NTSC, permette di catturare sequenze video che possono essere rallentate in fase di postproduzione a un “metraggio” di frame rate inferiore. Lo slow motion si ottiene in pratica quando il frame rate di ripresa è più rapido rispetto al frame rate di riproduzione. Il rapporto tra questi due valori rappresenta la misura del rallentamento ottenuto. Se ad esempio un soggetto viene ripreso a 50fps e la sequenza finale viene riprodotta a 25fps, il rallentamento conseguito sarebbe pari a 2 volte (riduzione al 50%). La chiave per ottenere un vero slow motion è quindi rappresentata dalla cattura di una clip con un elevato frame rate e dalla riproduzione lenta della stessa sequenza video. È bene ricordare che riprese destinate a slow motion, dovranno essere riprese con tempi di posa coerenti quindi con tempi di posa più veloci rispetto a quanto su riprese da riprodurre alla stessa velocità di ripresa come descritto nell’eXperience “Il tempo di posa nella ripresa video” anche nelle variabili di ricercato motion blur.

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Per un video slow motion utilizzare il frame rate più elevato che la fotocamera può offrire. Molte fotocamere permettono di riprendere filmati a frame rate elevati solo a determinate risoluzioni video, ad oggi normalmente in HD (1280x720) a 50/60fps progressivi; la Nikon D4s permette di riprendere filmati in Full HD 1080p a 50/60 fps. Nelle riprese video destinate a slow motion, la velocità dell’otturatore deve essere la più elevata possibile in funzione delle condizioni di illuminazione della scena e in relazione alla velocità di movimento del soggetto. Il tempo di posa più rapido permesso dalla D4s in modalità filmato è pari a 1/8000 di secondo.

Se per la creazione di slow motion su soggetti in movimento si utilizzasse la sequenza di ripresa standard 25/30p si otterrebbe un filmato “scattoso” e non fluido (attenzione a non valutare sotto questo aspetto “scattosità” in visione causati dal computer in uso circa prestazioni di calcolo oppure circa codec usato dal player). All’opposto se si impiegasse unicamente il frame rate più elevato previsto dalla camera in uso, senza il rallentamento della sequenza video, si otterrebbe solamente un video più fluido ma riprodotto a velocità reale. Il contemporaneo aumento del bitrate e del frame rate implica ulteriori effetti, come lo svuotamento più rapido del buffer di memoria della fotocamera, con la probabile comparsa di “dropped” frame nel caso di utilizzo di card “lente” della contemporanea diminuzione della durata massima del tempo di registrazione. L’elevato frame rate di ripresa causa un aumento vertiginoso dei dati provenienti dal sensore; istantaneamente i dati vengono inviati tramite bus al processore per essere elaborati e compressi. La possibilità di utilizzare in ripresa frame rate di 50/60 fotogrammi progressivi al secondo, garantisce la cattura del doppio delle informazioni video (fotogrammi) in un secondo. In fase di riproduzione operando a un frame rate dimezzato (24p/25p/30p), sarà possibile apprezzare l’effetto slow motion che apparirà preciso e senza scatti. Nel caso della Nikon D4s si possono riprendere sequenze video alla piena risoluzione Full HD con un frame rate di ripresa di 50/60 fotogrammi progressivi al secondo per un considerevole periodo di tempo, 10 minuti. Stupisce il fatto che la D4s presenti caratteristiche di ripresa superiore a telecamere di alta fascia e dal prezzo nettamente superiore, in quanto alcune di esse non prevedono ad oggi la possibilità di catturare clip video con risoluzione Full-HD a 50/60 fotogrammi per secondo progressivi.

FRAME RATE
(fotogrammi al secondo)
TEMPO DI OTTURAZIONE
24
1/48”
25
1/50”
30
1/60”
50
1/100”
60
1/120”
120
1/240”
240
1/480”
Tempi di otturazione standard in funzione della regola dell’otturatore a 180°. Nel caso d’impiego delle fotocamere con otturatore elettronico sarà possibile utilizzare tempi di valore pari all’inverso del frame rate.
Ripresa operata con D4s in “M” 1/100, ISO 640, focale 85mm f/5, 1920x1080 a 50p per ottenere, in visione 25p, un rallenty della rottura del vetro pari ad un 50%.

Variare il piano di messa a fuoco con ottiche PC-E “Tilt & Shift”

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Il basculaggio permette di inclinare il piano di nitidezza governato dalla profondità di campo in essere in base alla focale e al diaframma in uso.

Gli obiettivi Nikkor PC-E sono una serie di obiettivi “speciali” del tipo a messa a fuoco manuale, con controllo prospettico (Perspective Control), che permettono attraverso il decentramento ottico di accentuare, correggere o controllare la prospettiva e di variare il piano di messa a fuoco attraverso il basculaggio. Si può usare il meccanismo di basculaggio e decentramento congiuntamente su un asse per ottenere la correzione prospettica di decentramento ottico con camera in bolla che inquadra in alto o in basso ma anche la nitidezza di messa a fuoco di tutto il piano del soggetto anche a diaframmi aperti, quando questi non è parallelo alla fotocamera. Sono ottiche esclusivamente con messa a fuoco manuale, pertanto non è possibile usare l’autofocus neanche impostando la Nikon D4s nella modalità AF. Inoltre, i PC-E Micro 45mm f/2.8D ED, PC-E Micro 85mm f/2.8D oltre a permettere di eseguire decentramenti e basculaggi, possiedono una messa a fuoco molto ravvicinata “macro”, indispensabile per le riprese video di particolari a brevi distanze. Queste speciali ottiche permettono di spostare dei gruppi ottici modificando il piano di messa a fuoco e rendendolo non più parallelo al sensore. La funzione basculaggio “tilt” serve ad estendere la messa a fuoco su punti del soggetto che cadono a distanze diverse rispetto al piano del sensore. Il basculaggio consente quindi in un obiettivo di inclinare il gruppo ottico (in questo caso il gruppo anteriore) lungo piani differenti da quello parallelo al sensore. Con quali vantaggi? Semplice, significa poter disporre di una profondità di campo che viaggia in una direzione differente rispetto a quella classica. Le ottiche basculanti possono essere impiegate nel video nel momento in cui vi è una focheggiatura difficile da gestire.

Di norma per avere a fuoco tutta una superficie che non è parallela con il piano sensore, si mette a fuoco in un punto intermedio e si chiude il diaframma in modo da rendere nitido tutto il piano usando l'aumentata profondità di campo data dal diaframma chiuso. Non sempre però è possibile avere tutta la superficie nitida chiudendo semplicemente il diaframma, e man mano che si chiude il diaframma si rischia di entrare nella zona della diffrazione, che è quell'aberrazione ottica causata dal diaframma molto chiuso che porta ad un “ammorbidimento” generale della nitidezza globale dell'intero fotogramma. Si ricorre al basculaggio anche per avere a fuoco due soggetti disposti su punti molto distanti tra loro. Quando si bascula l'obiettivo si fa in modo che la distanza tra i punti del soggetto più vicini e più lontani dal piano sensore si “allineino” su un'unica distanza, quindi su un unico piano di fuoco.

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Gli obiettivi Nikkor PC-E permettono di eseguire contemporaneamente decentramenti, basculaggi e rotazione dell’ottica; ampliando notevolmente il loro campo di impiego, consentendo riprese video di edifici o strutture senza l’insorgenza del fenomeno delle linee cadenti o di variare il piano di messa a fuoco per permettere la ripresa di soggetti su diversi piani rispetto a quello della fotocamera.

Anche se il basculaggio nasce principalmente per variare quindi “estendere” il piano di nitidezza a fuoco, è anche possibile usarlo "al contrario" per selezionare un ristrettissimo piano di fuoco e dare una “lama” di nitidezza circoscritta solo a una parte del campo inquadrato. Operativamente è sufficiente posizionare la lente frontale in direzione opposta rispetto al piano dove giace il soggetto e lavorare con il diaframma completamente aperto.

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Il basculaggio dell’ottica Nikkor PC-E in questa sequenza ripresa in prospettiva ha permesso di estendere la messa a fuoco mantenendo la nitidezza sia sul piano più ravvicinato che su quello più lontano, al fine di garantire il fuoco sui due attori in campo. Con un’ottica standard si sarebbe dovuto chiudere l’apertura di diaframma a valori che avrebbero prodotto l’insorgenza del fenomeno della diffrazione e al tempo stesso a un’elevata profondità di campo non desiderata per riprese dal look cinematografico.
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Anche in questo caso il basculaggio dell’ottica ha garantito la correttezza del fuoco su due diversi piani del campo inquadrato. L’immagine a fuoco del piano ripreso si forma su un piano immagine obliquo che può essere intercettato inclinando il piano sensore o il piano dell'ottica portando, in alcuni casi anche in relazione alla focale in uso, l'estensione della profondità di campo da pochi centimetri fino all'infinito.
La misurazione dell'esposizione varia in funzione dei decentramenti e dai basculaggi, per i quali andranno apportate le dovute modifiche; ma il problema è molto relativo usando il Live View, in quanto il controllo dell'esposizione può essere immediatamente fatto a monitor usando la funzione Istogramma Live.