Africa 3

A cura di:

Wild Africa
Alex Bernasconi

di Elena Ceccarelli

 

L'Africa è legata, tradizionalmente, a due tipi di immagini. Quelle drammatiche, della fame, della siccità, della miseria, delle guerre. E quella grandiosa, della natura primordiale, del re leone e del continente-madre, dell'impero animale. Alex Bernasconi ha scelto da anni di rivolgere il suo sguardo verso questa seconda faccia. Le sue foto sono spesso spettacolari, soprattutto quando coglie movimenti e atmosfere. Alcune tra le sfumature più intense del continente nero.

 

Nelle note biografiche della terza di copertina del suo ultimo libro Wild Africa (Papadakis, pp. 270, 45 £) Bernasconi viene definito "creative and landscape photographer". Un creativo innamorato della natura, che traspare e si impone nelle sue fotografie. Ritratti di animali che sembrano prendere vita dalle pagine patinate del libro per saltarne fuori, immagini apocalittiche di mandrie di bufali al guado, zebre che si abbeverano, ghepardi, elefanti, coccodrilli, leoni e leonesse durante il riposo che segue una caccia. Panoramiche dall'alto, panning, effetti mosso, sfuocati ad hoc, dettagli. Istanti cercati con pazienza, lo show della natura.

Wild Africa

«Il mio amore per la fotografia nasce dal bisogno di conservare ed esprimere i miei sentimenti per la natura, il cuore della nostra esistenza», scrive Bernasconi nel testo introduttivo del libro. Una certa Africa è nell'immaginario collettivo, evoca l'eden primitivo, è una sorta di immenso giardino zoologico a cielo aperto. È allo stesso tempo un continente complesso, ha una storia dolorosa fatta anche di guerre, fame, povertà, può essere dolce e violenta insieme, come la natura. Oggi l'Africa si trova ad affrontare un vertiginoso aumento della popolazione e la conseguente minaccia per gli ambienti naturali.

© Alex Bernasconi, immagini tratte da 'Wild Africa'
© Alex Bernasconi, immagini tratte da 'Wild Africa'

Bernasconi con le proprie immagini cerca di sensibilizzare le persone verso un maggiore rispetto dell'ambiente e degli animali. Autodidatta, mira a «fissare l'essenza di qualcosa di indefinito», perché «un buon modo di fotografare deve andare oltre la fotografia». Si definisce a metà strada tra un classico fotografo naturalista, che documenta la vita degli animali selvatici, e un visual artist, osservatore di forme, colori e spirito dei suoi soggetti. Ovviamente, le lunghe ore di attesa fanno parte del gioco: a volte possono essere vane, altre volte sono premiate da scatti d'effetto. Altre volte ancora l'elemento chiave è la fortuna, che fa essere al posto giusto al momento giusto. Momenti forti, come la caccia, momenti teneri, come le madri con i cuccioli, la vita pulsa in un alternarsi di nascita e morte. La natura, colta anche nella sua durezza. Si vive, si sopravvive, si muore, tutto può accadere in pochi istanti.

© Alex Bernasconi, immagini tratte da 'Wild Africa'
© Alex Bernasconi, immagini tratte da 'Wild Africa'

Wild Africa, Africa selvaggia, fotografie che rimandano all'immaginario occidentale del continente, fatto anche dagli Hemingway e dalle Blixen, alle verdi colline d'Africa e alle nevi del Kilimangiaro. Di seguito, qualche citazione letteraria per reimmergersi in quei mondi, non solo grazie alle immagini.

In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong. A centocinquanta chilometri più a nord su quegli altipiani passava l'equatore; eravamo a milleottocento metri sul livello del mare. Di giorno si sentiva di essere in alto, vicino al sole, ma i mattini, come le sere, erano limpidi e calmi, e di notte faceva freddo (Karen Blixen).

Una sola cosa allora volevo: tornare in Africa. Non l'avevo ancora lasciata, ma ogni volta che mi svegliavo, di notte, tendevo l'orecchio, pervaso di nostalgia (Ernest Hemingway).

© Alex Bernasconi, immagini tratte da 'Wild Africa'
© Alex Bernasconi, immagini tratte da 'Wild Africa'



Ripensando a un soggiorno sugli altipiani africani, colpisce la sensazione di aver vissuto per un certo periodo sospesi nell'aria (Karen Blixen).


Ora, trovandomi in Africa, ne volevo sempre di più, avido dei cambiamenti di stagione, delle piogge quando non hai necessità di viaggiare, dei piccoli disagi per i quali hai pagato per cui tutto sembri più vero, dei nomi d'alberi, di piccoli animali e di tutti gli uccelli, e di sapere la lingua, e della possibilità di restarci e di percorrerla senza fretta. Ho sempre amato i paesi, i paesi son molto migliori della gente che li abita (Ernest Hemingway).

© Alex Bernasconi, immagini tratte da 'Wild Africa'
© Alex Bernasconi, immagini tratte da 'Wild Africa'



Il respiro del panorama era immenso. Ogni cosa dava un senso di grandezza, di libertà, di nobiltà suprema. Nel pieno del giorno l'aria, in alto, era viva come una fiamma; scintillava, ondeggiava e splendeva come acqua che scorre, specchiando e raddoppiando tutti gli oggetti, creando grandi miraggi. Lassù si respirava bene, si sorbiva coraggio di vita e leggerezza di cuore. Ci si svegliava, la mattina, sugli altipiani, e si pensava: "Eccomi qui, e questo è il mio posto" (Karen Blixen).

© Alex Bernasconi, immagini tratte da 'Wild Africa'
© Alex Bernasconi, immagini tratte da 'Wild Africa'