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Lo sguardo di Henri Cartier-Bresson a Verona

Alex Webb
© Henri Cartier Bresson
Gare Saint Lazare Paris

Henri Cartier Bresson è, secondo la definizione di Pierre Assouline, «l'occhio del secolo», un fotografo che non ha mai smesso, dai suoi inizi negli anni ‘30, di esplorare con lucidità i grandi movimenti artistici, politici e sociali del nostro mondo, ponendo - come recita una sua affermazione ormai celebre - «sulla stessa linea di mira la testa, l'occhio e il cuore». La mostra Henri Cartier-Bresson. Photographe, a Verona presso il Centro Internazionale Scavi Scaligeri di Fotografia fino al 9 ottobre, delinea il ritratto di un artista che ha sempre scelto l'anonimato nell'azione per meglio cogliere l'istante. Attraverso le 133 fotografie in mostra viene raccontata la storia di uno sguardo eccezionale. Come scrive Yves Bonnefoy, nel libro Henri Cartier-Bresson: Photographe (Delpire, Paris, 1979), «quando guardo un'opera di Henri Cartier-Bresson, provo dapprima meraviglia che possano essere accadute situazioni così ricche di senso, così intense. Ma so anche bene che queste epifanie si manifestano per questo poeta su un orizzonte che condividiamo tutti e da questo mi sento incoraggiato e guidato, che è il migliore contributo che possano dare le opere». L'esposizione è organizzata in collaborazione con Magnum Photo e la Fondation Henri Cartier-Bresson, che lo stesso fotografo aveva istituito un anno prima della sua morte avvenuta nel 2004, insieme alla moglie Martine Franck, anche lei fotografa, e alla figlia Mélanie.

 


Marco Pesaresi, un'antologica a Savignano

Alex Webb
© Marco Pesaresi
In occasione della XX edizione del Savignano Immagine Festival (Savignano sul Rubicone, dal 9 all'11 settembre - si apre la mostra antologica dedicata a Marco Pesaresi: 35 fotografie, fino al 25 settembre. A Savignano, che da dieci anni ospita e promuove, in collaborazione con Contrasto, il premio intitolato proprio a Pesaresi per promuovere i giovani fotografi, questa mostra antologica, a dieci anni dalla prematura scomparsa di Marco, ripercorre le principali tappe del suo lavoro fotografico. Dopo aver viaggiato in Africa e in Europa, il suo interesse fotografico si è concentrato sui più vari, complessi e difficili problemi sociali tra cui gli immigrati e gli emarginati, la droga e la prostituzione. Tra i suoi lavori più importanti, quello sulle metropolitane di dieci città del mondo. Realizzato nel corso di due anni in numerosi viaggi, Pesaresi ha documentato la vita underground di importanti metropoli come Berlino, New York, Londra, Calcutta, Mexico City, Mosca, Madrid, Tokyo, Parigi e Milano. Il volume conclusivo, (Underground, 1998) pubblicato in Usa da Aperture e in Italia da Contrasto, con l'introduzione di Francis Ford Coppola, e una mostra itinerante, ha decretato il successo e il valore di questo lavoro. Frutto di numerosi viaggi è anche il progetto sui Megastores, realizzato tra Giappone, Stati Uniti e Russia, per documentare le nuove abitudini consumistiche di questi grandi paesi. L'ultimo lavoro, la lunga ricerca in bianco e nero su Rimini, è un'elegia struggente e sincera sulla sua terra madre. La Romagna di Rimini è un territorio particolare, patria dello svago a tutti i costi, delle vacanze spensierate ed eccessive ma anche culla di valori e tradizioni rurali forti, di emozioni schiette, di un'affettività diffusa che si percepisce in queste immagini. Marco Pesaresi era un attento osservatore di queste zone. Vi era nato, le aveva esplorate, le aveva ritratte facendo della sua macchina fotografica il pretesto e il motivo per un racconto poetico e intimo. Nel 2003, Rimini è diventato un libro pubblicato da Contrasto.

 


La conquista del Polo Sud a Genova

Alex Webb

In occasione del 100° anniversario dell'esplorazione dell'Antartide, nel Sottoporticato del Palazzo Ducale di Genova sarà allestita - dal 16 ottobre 2011 al 18 marzo 2012 - la mostra Race. Alla conquista del Polo Sud, unica tappa italiana e anteprima europea della straordinaria mostra dell'American Museum of Natural History di New York. L'esposizione ricostruisce in maniera interattiva e originale l'appassionante gara, che ha visto fronteggiarsi Roald Amundsen, capo della spedizione norvegese, e Robert Falcon Scott, a capo della National Antarctic Expedition britannica. Fotografie, dipinti e rari manufatti storici, sopravvissuti alle imprese trasportano i visitatori al centro delle esplorazioni e delle ricerche antartiche degli albori del secolo scorso: Amundsen arrivò al Polo il 14 dicembre 1911, 35 giorni prima di Scott.