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Sulle tracce dei ghiacciai

Fabiano Ventura

Quando la fotografia e la scienza (sui ghiacciai) si mettono al servizio dell’ambiente, per testimoniare cambiamenti climatici di rilevanza globale. Fino al 1° marzo una mostra - Sulle tracce dei ghiacciai, al Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma - racconta lo stato attuale dei ghiacciai, il loro impressionante ritiro, grazie al confronto tra immagini storiche e moderne realizzate in Alaska, Caucaso e Karakorum dal fotografo e alpinista Fabiano Ventura che ha ideato il progetto. Le successive spedizioni sono previste nelle Ande (Patagonia), in Himalaya e sulle Alpi.

Il 1° marzo l'ingresso al Museo Pigorini sarà gratuito (prima domenica del mese) e sarà inoltre possibile prenotare delle visite guidate tenute personalmente da Fabiamo Ventura alle ore 10 e alle 11.

 


Fronte del ghiacciaio Baltoro; ha mantenuto la stessa posizione, rispetto a 80 anni fa, seppur con piccole pulsazioni; si osserva, invece, una evidente perdita di spessore.
Foto storica: Ardito Desio, 1929 - © Associazione Ardito Desio / Maria Emanuela Desio
Foto moderna: Fabiano Ventura, 2009 - © Archivio F. Ventura

In Alaska, l’impressionante disgregazione della calotta di Glacier Bay ha comportato una perdita di volume di 3450 km3 che equivale a un innalzamento degli oceani dell’intero pianeta di un centimetro. La notizia è frutto di una recente stima realizzata dal ricercatore Roman Motyka dell’UFA (University Fairbanks Alaska). Negli ultimi anni la maggior parte delle distese di ghiaccio dell’Alaska, che ospita il maggior numero di ghiacciai montani del pianeta con una superficie di 89901 km2, pari a circa 35 volte quella dei ghiacciai alpini, ha perso tanto volume da attrarre l’attenzione di Science che ha pubblicato uno studio che vede in questa riduzione una delle principali cause dell’innalzamento del livello degli oceani. Il Johns Hopkins e il Gran Pacific Glacier, i due ghiacciai più importanti della regione, tanto per fare un esempio, sono arretrati di circa 15 chilometri in poco più di cento anni, mentre il ghiacciaio Read è arretrato di circa 3,5 chilometri.
 


Location stazioni fotografiche in Glacier Bay National Park Alaska

Sono alcuni dei risultati prodotti dalla spedizione in Alaska del progetto "Sulle tracce dei ghiacciai" che porta a casa, dopo il Karakorum e il Caucaso, il terzo bottino: 28 confronti fotografici, 6 panoramiche, georeferenziazione di tutte le immagini, un documentario di 52 minuti. Materiale che, sommato alle immagini delle due precedenti spedizioni, è in mostra al Museo Pigorini, nell’ambito di Memorandum, il festival di fotografia storica. A fare da padrone di casa l’associazione Stilelibero, ideatrice del festival, e l’associazione Macromicro che firma il progetto Sulle tracce dei ghiacciai che, partito sei anni fa, racconta, attraverso i confronti fotografici, lo stato di salute dei ghiacciai più importanti del pianeta.
 


L'’immensa fronte del ghiacciaio Lamplug nel Glacier Bay National Park, Alaska. 2013 © Fabiano Ventura

A documentare gli effetti dei cambiamenti climatici negli ultimi cento anni in Alaska, Caucaso e Karakorum, le immagini contemporanee di Ventura. Partendo dagli scatti storici dei primi fotografi esploratori come Vittorio Sella, Massimo Terzano, Ardito Desio, Mor Von Dechy e William Osgood Field, Ventura ha ripreso, ghiacciaio dopo ghiacciaio, le stesse identiche inquadrature. Ne scaturisce un confronto fra storico e contemporaneo che rivela un mutamento profondo del pianeta. Il percorso espositivo, oltre ai 40 confronti fotografici e a 14 gigantografie, include fotografie storiche di grande valore, di cui alcune inedite, che hanno subito un lungo processo di restauro, e comprende anche le attrezzature fotografiche e il vestiario dell'epoca a confronto con le attrezzature moderne.
 


Il ghiacciaio Tvuiberi nel Caucaso georgiano, fotografato a 127 anni di distanza. Al posto della fronte del ghiacciaio, ritirato di oltre 4 chilometri, compare oggi una fitta foresta
Foto storica: Mor von Dechy, 1884 - © Royal Geographical Society
Foto moderna: Fabiano Ventura, 2011 - © Archivio F. Ventura

La mostra è arricchita dalla video istallazione interattiva dell’artista Paolo Scoppola, intitolata In cammino nel tempo, che permette di interagire con le immagini: ingrandire i particolari o sovrapporre le foto moderne a quelle storiche per osservare le mutazioni dei ghiacciai avvenute nel tempo. Durante il periodo della mostra saranno proiettati i tre documentari delle spedizioni (Missione in Karakorum, Missione in Caucaso, Missione in Alaska) e sono previsti incontri e conferenze (segnaliamo, a questo proposito, l’appuntamento di sabato 7 febbraio, alle 15: visita guidata con l’autore e prima proiezione pubblica del documentario Sulle Tracce dei Ghiacciai - Missione in Alaska
 e conferenza con Fabiano Ventura, il regista Tommaso Valente, il ricercatore Riccardo Scotti e il giornalista Matteo Marini).
 


Nel 1941 i due ghiacciai Mc Bride e Muir formavano ancora un'unica fronte glaciale, nel 2013 grazie al lavoro svolto dalla spedizione Sulle tracce dei ghiacciai - Alaska 2013 che ha ripetuto lo scatto fotografico, si può notare l'enorme cambiamento avvenuto in soli 72 anni.
Foto storica: 1941 William O. Field - © National Snow and Ice Data Center
Foto moderna: 2013 © Fabiano Ventura

Di seguito, ecco come Ventura racconta la genesi e le caratteristiche del progetto: «Sulle Tracce dei Ghiacciai è il frutto di un desiderio nato e cresciuto durante le tante spedizioni a cui ho preso parte, quello di andare oltre la ripresa fotografica intesa come gesto puramente estetico e cronistico, per cercare di creare invece una suggestione più profonda e duratura, in grado di fornire al pubblico una visione più estesa nel lento tempo dell’evoluzione geologica. Lo scopo è quello di far comprendere quanto dinamico, possente e al tempo stesso fragile possa essere l’universo della montagna, dei suoi ghiacciai, e in definitiva dell’ambiente che occupiamo come ospiti, e non come “padroni di casa”.
 


Visione notturna di una delle tende del campo base della spedizione Sulle tracce dei ghiacciai - Karakorum 2009 al Circo Concordia (4700 metri sul livello del mare), una delle piazze glaciali più grandi del mondo. Ghiacciaio Baltoro, Pakistan.
Foto: Fabiano Ventura, 2009 - © Archivio F. Ventura

Un universo da sempre considerato immutabile, ma che al contrario è soggetto a cambiamenti anche tumultuosi, sebbene estesi in una scala temporale che supera ampiamente l’arco della vita degli uomini. Per me, inoltre, partire dall’esperienza di chi mi ha preceduto, tracciando una strada attraverso gli anni, è stata un’esigenza ugualmente inevitabile. Allargare l’orizzonte della nostra vista attraverso immagini realizzate in un passato ormai lontano, è un dono troppo prezioso da lasciarsi sfuggire. Al tempo stesso, il supporto fornito dall’osservazione scientifica costituisce l’elemento mancante che la fotografia da sola non è in grado di fornire, ossia la possibilità di capire il perché delle cose.
 


Il monte Ushba chiamato anche il Cervino del Caucaso visto dal versante giorgiano. 2011 - © Archivio F. Ventura

Sulle tracce dei ghiacciai è quindi un progetto fotografico-scientifico, che si avvale del contributo di fotografi specializzati e di scienziati glaciologi, e che coniuga la comparazione fotografica e la ricerca scientifica al fine di analizzare gli effetti che i cambiamenti climatici stanno avendo sui più grandi ghiacciai montani della Terra, sensibili e affidabili indicatori che ci permettono di studiare la situazione climatica corrente e la sua evoluzione nel tempo. Attraverso una serie di spedizioni, che alla fine abbracceranno un arco di oltre dieci anni, il progetto effettua misurazioni glaciologiche e nuove riprese fotografiche che riproducono lo stesso punto geografico di quelle realizzate dai fotografi-esploratori di fine ‘800 e inizio ‘900».


Location della spedizione del progetto "Sulle Tracce dei Ghiacciai"

 

Sulle tracce dei ghiacciai

Mission to Alaska Mission to Caucaso Mission to KaraKorum

 

 

Chi sono

Sono un fotografo professionista specializzato in fotografia di montagna, paesaggio e reportage geografico. Sono cresciuto viaggiando e imparando ad amare la natura; in particolare sono da sempre profondamente legato alla montagna in ogni suo aspetto, praticando da anni l'alpinismo, l'arrampicata sportiva e lo scialpinismo, attività che coniugo con la mia professione di fotografo. Nel mio lavoro cerco di rappresentare la natura nei suoi aspetti più estremi e selvaggi e come l'uomo interagisce con essa. Il mio scopo è trasmettere quanto sia importante conoscere e rispettare la natura, non solo per poter godere della sua bellezza ma anche per preservare noi stessi come specie e come civiltà. Attualmente sono impegnato nell'organizzazione della quarta spedizione del progetto Sulle Tracce dei Ghiacciai, che si svolgerà in Patagonia nel 2016 e che sarà seguita successivamente da altre due spedizioni in Himalaya nel 2018 e sulle Alpi nel 2020.


Fabiano Ventura