Nikon Creative Lighting System “CLS”: anche nella fotografia subacquea con flash Nikon Speedlight

A cura di: Erik Henchoz e Ketty Carere

Con la custodia NiMAR per lampeggiatori Nikon SB-910/900/700, dotata di connessione per comunicazione a fibre ottiche, è possibile sfruttare appieno le straordinarie potenzialità CLS anche in immersione subacquea. Vedremo semplicità e qualità del Nikon Creative Lighting System all’opera con Nikon D600.

 

Nikon D600 e il sistema CLS in immersione NiMAR NI3D600ZM, la custodia subacquea per Nikon D600
NiMAR NISB900 e NISB700 per Nikon SB-900/910 e SB-700 Il CLS nella fotosub: connessioni in fibra ottica, lampeggiatori e custodie
In immersione subacquea con Nikon D600 e le custodie NiMAR La macrofografia subacquea con Nikon D600 ed i vantaggi del sistema CLS
Gestire la luce nei minimi dettagli grazie ai flash Nikon e al sistema CLS Nikon Transfer e ViewNX 2: dalla SD Card al PC per gestire le immagini
Nikon D600 e l’attrezzatura NiMAR per fantastiche immagini subacquee
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Il CLS nella fotosub: connessioni in fibra ottica

Il Creative Light System di Nikon, abbreviato con l’acronimo “CLS”, è l’ingegnoso quanto pratico sistema di gestione dell’illuminazione progettato e creato da Nikon per permetterci di pilotare in modalità “wireless” i vari lampeggiatori che andremo ad impiegare durante i nostri scatti digitali. Escludendo la specifica unità Commander SU-800, principalmente impiegata per situazioni terrestri in abbinata a reflex serie D3/D4, sono due le principali modalità di pilotaggio, quindi, di utilizzo in immersione, dei lampeggiatori in modalità “senza fili”: tramite un flash Nikon dotato di funzione Master Commander come SB-900/910 o SB-700, oppure sfruttando il flash interno della fotocamera reflex come D600, D800/D800E, D7100, opportunamente impostato dal menù “Controllo flash incorporato” come “Modo Commander”. L’opportunità è, quindi, quella di poter gestire innumerevoli lampeggiatori, di posizionarli in maniera ottimale senza l’ingombro dei cavi, di organizzarli in differenti gruppi di lavoro e, infine, di pilotarli in diverse modalità, dall’i-TTL al manuale, allo scopo di ottenere i massimi risultati in termini di gestione dell’illuminazione. Un sistema di gestione dell’illuminazione artificiale, il CLS, molto apprezzato ed utilizzato a livello professionale che ha raccolto grandi entusiasmi anche a livello amatoriale, tanto da spingere Nikon a dotare di funzionalità “Commander CLS” numerosi modelli di fotocamere reflex. Per ottenere tutto ciò, il sistema CLS trasmette i dati dall’unità “Master” alle varie unità “Remote” tramite connettività ad infrarosso. L’unità principale emette il lampo flash ed i segnali IR contenuti nei prelampi. Questi verranno letti dagli appositi sensori IR delle unità “Remote” ed interpretati al fine di gestire le impostazioni dei vari flash. In acqua, purtroppo, la trasmissione dei raggi infrarossi risulta drasticamente ridotta. Fenomeni quali la rifrazione, la diffusione e l’assorbimento della luce, influenzano notevolmente questo tipo di trasmissione limitandone la portata e, quindi, l’utilizzo. Come poter sfruttare le potenzialità di questo formidabile strumento di lavoro se, una volta in acqua, la connettività tra unità flash principale MASTER e secondario REMOTE risulterebbe quasi impossibile? Non potendo contare sull’acqua come conduttore per i dati CLS, sfrutteremo le caratteristiche tecniche della fibra ottica, in grado di trasmettere luce e raggi IR. Un cavo in fibra ottica sarà, quindi, in grado di collegare l’unità principale MASTER con il flash secondario REMOTE e di trasportare in maniera ottimale le informazioni contenute nel segnale IR.

NiMAR, per l’occorrenza, ha creato degli appositi connettori IR su entrambe le custodie dei nostri flash. Questi, posti in corrispondenza della parabola flash dell’SB-900/910 utilizzata come unità MASTER, e del sensore IR di SB-700 usato in questo contesto come unità REMOTE, sono in grado di ricevere correttamente il segnale IR trasmesso dalla fibra ottica.
 

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Nel dettaglio è visibile il connettore in velcro posizionato frontalmente sulla custodia NISB900 per SB-900/910. La parte adesiva del connettore viene incollata al vetro della custodia, quella fissata al cavo in fibra ottica si aggancia tramite il pratico sistema a velcro. In questo modo verranno trasmessi i dati CLS che andranno a pilotare il flash secondario REMOTE.
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Il connettore IR posto sulla custodia NISB700 che scafandra il lampeggiatore flash Nikon SB-700. In questo caso il connettore è posto in corrispondenza del sensore IR del lampeggiatore: il cavo in fibra ottica viene semplicemente inserito all’interno del connettore.
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Il cavo in fibra ottica, consente di brandeggiare al meglio il flash in immersione. Nelle immagini sopra, il flash Nikon SB-700 viene gestito in CLS utilizzando i menu di SB-900/910. Il flash secondario REMOTE serve da luce di “riempimento” e, grazie al lungo cavo in fibra ottica, possiamo brandeggiarlo molto comodamente.


Il risultato? Una connettività non più “wireless” ma in fibra ottica. Può sembrare a prima vista un passo indietro, tuttavia, in immersione subacquea, questa scelta si rivela un formidabile progresso. In acqua la connettività con cavo in fibra ottica offre notevoli vantaggi: i collegamenti di questo tipo, per molti aspetti, più sicuri ed efficaci di quelli elettrici. Grazie alla fibra ottica possiamo dimenticarci problemi quali gli allagamenti e i falsi contatti dovuti all’umidità. Problematiche che possono disturbare ogni sorta di connettività elettrica quando utilizzata in immersione. La semplicità di utilizzo di questo sistema di connessione è, per certi versi, disarmante. I cavi in fibra ottica sono robusti, facili da utilizzare e poco costosi. Semplici da collegare, anche in immersione, agevolano il compito del fotografo subacqueo, evitando tutte quelle vie d’acqua che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza dell’attrezzatura. La fibra ottica si rivela in definitiva la soluzione ideale per dare sfogo alla creatività: cavi più leggeri, più fini, meno ingombranti e, volendo, più lunghi, così da poter posizionare e brandeggiare i flash in maniera ottimale.

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L’attrezzatura utilizzata per lavorare in CLS. A sinistra il flash SB-900 collegato alla custodia subacquea con cavo e connettore Nikonos. A destra il flash SB-700 pilotato in CLS e collegato tramite fibra ottica. SB-900, opportunamente impostato come MASTER, in questo caso funge da “Commander” per SB-700 che, pilotato come REMOTE verrà gestito dal menu del flash principale. Ben visibile il dorso di Nikon D600 e l’ampio display posteriore.

Il CLS nella fotosub: lampeggiatori e custodie

Per le nostre immagini subacquee, come anticipato, abbiamo utilizzato due diversi lampeggiatori. Nikon SB-900 (identici in ingombro e funzionalità con i più recenti Nikon SB-910), il flash principale, è stato impostato in modalità MASTER fungendo da “Commander” per quello secondario usato in REMOTE. Scafandrato dall’apposita custodia NiMAR, NISB900 è stato collegato con il consueto cavo Syncro flash sfruttando il connettore Nikonos posto sulla custodia per Nikon D600. Nikon SB-700, il secondo flash, è stato invece gestito in modalità REMOTE, scafandrato dall’apposita custodia NiMAR NISB700 è stato collegato al lampeggiatore principale utilizzando il cavo in fibra ottica in dotazione.
Uno speciale sistema di connessione a velcro permette il fissaggio del cavo sulla parabola della custodia per SB-900/910, mentre sullo scafandro per SB-700 la fibra ottica viene semplicemente innestata nel connettore laterale che porterà il segnale luminoso e quello IR direttamente al sensore del lampeggiatore.
 

L’attrezzatura utilizzata durante le immersioni: Nikon SB-900 (identico in ingombro e funzionalità con il più recente Nikon SB-910) utilizzato come flash principale, e flash Nikon SB-700 pilotato in CLS quale flash secondario. La Nikon D600 è stata, invece, equipaggiata con il nuovo obiettivo macro AF-S VR Micro-Nikkor 105mm f/2.8G IF-E. La veloce e precisa messa a fuoco della lente, dotata tra l’altro di stabilizzazione VR di seconda generazione, in accoppiata con le impressionanti caratteristiche tecniche di Nikon D600, ha permesso di ottenere immagini macro di alta qualità, il tutto con estrema semplicità e naturalezza.

In immersione subacquea con Nikon D600 e le custodie NiMAR

La preparazione dell’attrezzatura è alquanto intuitiva e veloce. Dopo aver installato la fotocamera nella sua custodia e aver verificato il corretto innesto della slitta flash del connettore Nikonos, è il momento di predisporre i flash esterni.
Il lampeggiatore principale viene impostato in modalità “Master”, funzionando così da “Commander” per il flash secondario, l’SB-700. È importante impostare il canale su cui lavoreranno i due flash. Sono disponibili quattro canali, occorrerà utilizzare lo stesso canale per i vari flash. Come seconda impostazione occorre verificare il gruppo di lavoro. Nel nostro caso il flash Nikon SB-900/910 può controllare fino a 3 gruppi distinti di flash (A - B - C). Il gruppo M è il Master flash mentre i successivi saranno quelli dedicati ai flash remoti. Il flash Nikon SB-700 viene impostato come appartenente al gruppo A. Grazie a questa impostazione saremo in grado di gestire velocemente la modalità di utilizzo dei vari gruppi di flash potendo gestire ad esempio il loro funzionamento in i-TTL oppure in manuale. In maniera del tutto analoga, grazie ai comandi posti sulla custodia del lampeggiatore Master (SB-900/910), potremo gestire la compensazione dell’esposizione per entrambi i flash. Uno o due scatti di prova, per verificare che tutto sia correttamente impostato e che i cavi siano fissati a dovere e si è pronti ad entrare in acqua.
 

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Il menu del flash SB-900/910 in modalità MASTER. Nel dettaglio, in alto a destra del display, abbiamo selezionato il canale di comunicazione numero 1. È importante impostare entrambi i flash sullo stesso canale. In alto a sinistra del display, abbiamo attivato in modalità TTL il gruppo Master (M), quello al quale fa capo SB-900/910 e scelto il gruppo A per il lampeggiatore secondario, sempre in modalità TTL.
 
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Il menu del flash SB-700 usato in modalità REMOTE già dal selettore di accensione. Nel dettaglio abbiamo impostato il lampeggiatore in modalità REMOTE e programmato come gruppo di lavoro A e come canale il numero 1. In questo modo il flash principale (Master), ovvero SB-900/910, sarà in grado di pilotare il flash Nikon SB-700 in CLS grazie al cavo in fibra ottica.
 
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Il questo caso pilotiamo tramite SB-900/910 e il sistema CLS i lampeggiatori del gruppo A. Nel nostro caso il flash Nikon SB-700 lavorerà in manuale (1/4 di potenza ed una leggera sotto esposizione del lampo flash).


Una volta in immersione, le custodie dei flash, piuttosto pesanti e voluminose a terra, diventano molto facili da gestire. I nuovi braccetti in alluminio prodotti da NiMAR permettono un brandeggio corretto e preciso dei lampeggiatori. I pulsanti di comando dei flash, dal pulsante di accensione e spegnimento a quelli per i vari menu, funzionano correttamente e sono agevolmente raggiungibili ed attivabili. Ruotiamo facilmente i flash sul loro supporto in Delrin così da portare l’oblò del display in una posizione di comoda lettura. Con i display a portata di “maschera” diventa veramente pratico verificare velocemente le impostazioni durante il lavoro in acqua.
 

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Una volta in acqua le custodie per i flash sono leggermente positive. L’attrezzatura è così molto facile da utilizzare. Brandeggiamo i flash con estrema praticità e li possiamo posizionare al meglio. Il pratico supporto circolare in Delrin ci permette di ruotare a piacimento la custodia dei flash così da avere sempre sotto controllo il display dei lampeggiatori. I pulsanti per il controllo dei vari menu sono sempre a portata di mano, in questo caso modifichiamo le impostazioni del flash secondario (SB-700 in REMOTE) lavorando velocemente e comodamente con la pulsantiera di SB-900/910.

Primi scatti lavorando in completo e vero i-TTL. Grazie alla connessione Syncro flash dell’SB-900 e quella in CLS dell’SB-700 siamo sicuri di lavorare in TTL e di effettuare letture esposimetriche precise ed accurate. Le esposizioni sono, infatti, ottime e la qualità degli scatti è davvero entusiasmante, il tutto in completo automatismo. Nikon D600 lavora egregiamente e, a seconda dei soggetti inquadrati, gestiamo la modalità di esposizione sfruttando i comandi della custodia NI3D600ZM: passiamo agevolmente dalla modalità “Matrix” a quella “Ponderata centrale” per i ritratti.
 

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Il ritratto diventa un vero piacere. Grazie alla velocità di Nikon D600 ed alla rapidità di ricarica di entrambi i lampi flash dei lampeggiatori riusciamo ad effettuare il ritratto di uno Sciarrano che nuota davanti a noi.
La stessa immagine sviluppata “on-camera” con Picture Control a luminosità invertita come descritto nel dedicato eXperience Nikon Picture Control: l'immagine su misura anche a luminosità negativa.
Fotografiamo una piccola Bavosa bianca con estrema facilità. La messa a fuoco di Nikon D600 è molto veloce. In completo i-TTL riusciamo ad ottenere ottimi risultati senza dover complicarci il lavoro con mille regolazioni.

A volte troviamo utile sfruttare la compensazione dell’esposizione della luce dei flash per ottenere illuminazioni d’effetto: abbassiamo volutamente di – 0,7 EV il flash secondario gestendo al meglio la fonte di illuminazione secondaria. Diventa veramente divertente giocare con le varie impostazioni e sperimentare sul campo differenti illuminazioni. Grazie ai pulsanti delle custodie è possibile agire rapidamente e cambiare le impostazioni del flash principale o di quello secondario a necessità.

 

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Fotografiamo la stessa Margherita di mare impostando in maniera differente il flash secondario (Remote). A sinistra abbiamo lavorato in completo automatismo (i-TTL). A destra abbiamo volutamente compensato a -7 EV la luce del lampeggiatore di sinistra (SB-700). Grazie alla connessione in CLS abbiamo apportato la modifica lavorando sul menù di SB-900/910.

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Occorre lavorare sul menu del flash “Master” (SB-900/910) per cambiare le impostazioni del lampeggiatore secondario (SB-700 usato in REMOTE). Per prima cosa occorre selezionare, tramite il pulsante “Sel” il gruppo di lavoro, nel nostro caso “A” (immagine di sinistra), poi utilizzare il pulsante per la compensazione della luce EV (immagine di destra). In questo caso, per evitare di illuminare la parete rocciosa posteriore, abbiamo sottoesposto la luce flash di SB-700 di -0,7 EV e brandeggiato differentemente il lampeggiatore.

Interessante la possibilità di lavorare sull’impostazione della parabola dei lampeggiatori: premendo consecutivamente il pulsante Zoom, in basso a sinistra, cambiamo le impostazioni della parabola di illuminazione del flash. Di norma il flash rileva la focale dell’obiettivo utilizzato e gestisce automaticamente l’impostazione Zoom più adatta per la parabola del flash. Nel nostro caso, invece, sfruttiamo questa impostazione in manuale, per adattare il fascio di luce emessa dal flash alle nostre necessità. L’assorbimento della luce da parte dell’acqua ed il vetro della custodia del flash modificano in maniera evidente la potenza illuminante ed il fascio di luce emesso della nostra attrezzatura.

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La gestione della parabola flash di SB-900/910 è molto intuitiva. Tramite il pulsante Zoom del lampeggiatore possiamo impostare la focale voluta. In questo caso abbiamo impostato una focale da 200mm sebbene si stia utilizzando un obiettivo Micro Nikkor da 105 mm. Il risultato? Un fascio di luce più concentrato.

Diventa così importante effettuare diverse prove e, sperimentando, trovare le impostazioni più adatte per determinate inquadrature. Scopriamo così come possa essere utile adoperare la funzione Zoom della parabola, utilizzando parametri anche molto differenti da quelli legati alla focale della lente che stiamo usando. Per ottenere fasci di luce diffusa utilizziamo impostazioni per focali grandangolari (17–18mm), mentre per concentrare maggiormente la luce ci spingiamo su focali da teleobiettivo (200mm). Grazie a questo semplice espediente riusciamo a modificare sensibilmente l’illuminazione dei flash ottenendo risultati apprezzabili.

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Fotografiamo in tutto il suo splendore un minuscolo Verme ciuffo bianco. Grazie al fascio di luce concentrato del flash principale e ad una debole luce di riempimento laterale otteniamo l’effetto voluto. Illuminiamo con precisione il piccolo animale e la spugna arancione che gli fa da protezione. A destra lo stesso Verme ciuffo bianco scattato con Picture Control a luminosità invertita come descritto nel dedicato eXperience Nikon Picture Control: l'immagine su misura anche a luminosità negativa. I Picture Control offrono on-camera risultati coerenti con le impostazioni preferite già in ripresa. Su Scatti RAW/NEF si potranno creare copie di immagini con specifici Picture Control direttamente dal menu di ritocco on-camera ma gli stessi, potranno essere applicati e modulati anche da computer attraverso il software Nikon ViewNX 2 oppure Nikon Capture NX2.

La macrofografia subacquea con Nikon D600 ed i vantaggi del sistema CLS

L’attrezzatura si dimostra subito a suo agio nella fotografia ravvicinata e, in particolare, nella macrofotografia subacquea. La potenza dei flash, seppur limitata dal loro utilizzo in acqua, è ampiamente sufficiente. Il sistema CLS ci permette di gestire velocemente e in maniera separata i due flash. A volte decidiamo di lavorare in TTL con il flash principale mentre quello secondario lavora in manuale a bassa potenza. In questi casi sfruttiamo il flash Nikon SB-700 come luce di schiarita per ottenere ombre meno nette, contrastando leggermente la luce emessa dal flash Nikon SB-900/910. La possibilità di brandeggiare agevolmente i flash ci facilita il compito e il lungo cavo in fibra ottica, opportunamente fissato ai braccetti, quando necessario, viene allungato per effettuare scatti altrimenti impossibili. Il sistema CLS offre, grazie alle nuove custodie NiMAR, la possibilità di dare sfogo alla propria creatività e di pensare scatti “differenti” con illuminazioni più accurate e ricercate. I nostri piccoli soggetti vengono ripresi in maniera precisa, utilizziamo per l’occasione l’obiettivo AF-S VR Micro-Nikkor 105mm f/2.8G IF-ED e l’apposito oblò piano realizzato da NiMAR. Esposizioni sempre corrette in modalità i-TTL al punto che decidiamo di lavorare anche in manuale per ottenere effetti particolari, esasperando la differenza di illuminazione tra i due flash e cercando effetti tridimensionali lavorando con la luce. La potenza dei lampi flash è notevole, tanto che possiamo tranquillamente dedicarci anche alla macro “close-up”. In più, le possibilità di giocare con la luce ed assicurarsi splendidi ritratti di pesci sono quasi infinite. Fondamentale il corretto brandeggio e posizionamento dei lampeggiatori per ottenere buone illuminazioni ed evitare problematiche quali il backscatter. Di norma sfruttiamo la luce del flash secondario come luce di “riempimento” inclinandolo lateralmente a 45 gradi e spingendoci, a volte, anche a 90 gradi. Talvolta sperimentiamo e sfruttiamo la luce del flash secondario in verticale, brandeggiando lateralmente quello principale.


 

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Uno scatto in macrofotografia brandeggiando i flash con uno schema classico. L’inclinazione a 45° dei lampeggiatori ci permette di evitare il backscatter. Il flash di sinistra, il principale MASTER, scatta in i-TTL. Quello secondario in REMOTE, a destra, scatta in i-TTL ma con una sottoesposizione variabile da – 0.7 EV a – 1.7 EV. Grazie alla praticità del sistema CLS e alla facilità di brandeggio sfruttiamo un posizionamento dei flash differente. Nell’immagine centrale, utilizziamo il flash secondario con una parabola molto ampia (Zoom a 28mm) per illuminare la scena dall’alto, mentre il flash principale di sinistra illumina la scena in i-TTL.

 

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Una simpatica Bavosa cervina fotografata grazie all’utilizzo dei due lampeggiatori in posizione laterale.
Un esile Pesce peperoncino fotografato sfruttando il flash secondario che illumina la scena dall’alto. SB-900/910, il lampeggiatore principale, illumina il soggetto da sinistra destra.
Il divertimento continua e, grazie alle ottime capacità di messa a fuoco di Nikon D600 e all’alta risoluzione, fotografiamo questo “stormo” di minuscoli Misidiacei (2mm di dimensioni circa) che “volano” letteralmente in formazione.
I minuscoli polipi della Madrepora cuscino attirano sempre la nostra attenzione. Riusciamo a fotografarli in completo i-TTL.

Impostando la parabola del flash in modalità grandangolare (17-18mm) riusciamo ad ottenere una luce molto diffusa e gradevole, senza il bisogno di utilizzare particolari diffusori. SB-900/910, il flash principale, scatta spesso con parabola corrispondente all’ottica utilizzata, ma non è raro utilizzare impostazioni per focali più lunghe quali il 135mm e oltre, al fine di ottenere fasci di luce più concentrata. I risultati sono veramente interessanti: a differenza dell’utilizzo di appositi flash subacquei, grazie alla gestione in CLS, possiamo lavorare con la luce in maniera precisa e ripetere gli scatti gestendo al meglio le impostazioni dei lampeggiatori. Il metodo è semplice: impostare macchina e flash, effettuare lo scatto, verificare i risultati analizzando velocemente l’istogramma di esposizione, eseguire le opportune microregolazioni tramite i comandi del flash principale che controlla quello secondario in CLS e scattare nuovamente. Le caratteristiche tecniche di Nikon D600, in grado di lavorare con poca luce ambiente e ad alti ISO, ci permettono di fotografare ogni dettaglio. La capacità di Nikon D600 di lavorare ad alti ISO amplia ulteriormente la gamma delle nostre possibilità, spesso sfruttiamo questa caratteristica tecnica per lavorare a ISO 800 e oltre, spingendoci facilmente a ISO 1600.


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Scopriamo con grande meraviglia all’interno di un Anemone sulcata un minuscolo Granchio ragno. Fotografarlo non è mai facile, visto che si nasconde e protegge tra i tentacoli dell’anemone.
Con un po’ di pazienza e grazie alla semplicità di utilizzo dei nostri flash otteniamo il risultato voluto.

L’ampia risoluzione offerta dal sensore da 24,3 milioni è strabiliante: i dettagli sono impressionanti, in post produzione è possibile effettuare ritagli vistosi sulle immagini pur mantenendo un’elevata risoluzione e una soddisfacente dimensione finale della fotografia in termini di pixel.
 

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Dopo una lunga attesa il piccolo “ragnetto” decide di farci un regalo ed uscire leggermente dall’abbraccio dell’anemone. Lo scatto è assicurato e possiamo finalmente fotografare questo piccolo e furbo animaletto.
La risoluzione offerta dal sensore della Nikon D600 è impressionante. Non contenti del risultato effettuiamo un ritaglio crop on-camera dell’immagine precedente. Il granchio è grande solo 2 o 3 centimetri.