Le alte prestazioni qualitative offerte dalle reflex digitali Nikon DSLR, permettono di soddisfare anche esigenze un tempo riservate a film scanner

A cura di Nicola Gronchi

» Dall’analogico al digitale » Perché riprodurre con una Reflex DSLR
» La scelta dell’attrezzatura » Utilizzo della D3x su stativo da riproduzione
» Modalità operativa » Sviluppo RAW/NEF e post produzione
» Analisi dei risultati » Zoomify di una riproduzione dia 6x6

 

Utilizzo della D3x su stativo da riproduzione

A questo punto non ci resta che montare la Nikon D3x sulla colonna dello stativo da riproduzione per dare inizio alla fase operativa. Nel nostro caso è stato impiegato uno Stativo IFF/Manfrotto Super Repro dotato di una robusta colonna (elemento fondamentale) di 115cm. con raccordo orizzontale ed ampia piastra per il montaggio della fotocamera.

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Il tavolo da riproduzione è dotato di alloggiamento per inserire il cassetto luminoso delle dimensioni appropriate con cui retro illuminare la nostra diapositiva; inoltre sulla parte anteriore dello stesso sono collocate le manopole per intervenire sulla singola filtratura del giallo, rosso e blu che venivano impiegate durante le riproduzioni su pellicola per correggere eventuali dominanti di colore nella dia originaria, prassi praticamente accantonata in piena era digitale dove è sicuramente più semplice agire in post produzione.

 


Per il nostro test abbiamo preferito non usare il cassetto luminoso di corredo provvisto di una ventola per il raffreddamento della lampada alogena. Per evitare qualsiasi pericolo di mosso, dovuto al movimento (anche se minimo e ‘testato’) che genera la ventola, abbiamo scelto un normale visore per diapositive, nel caso specifico ne è stato scelto uno con una temperatura colore di 5.600 Kelvin. Inoltre, sempre per il motivo suddetto, abbiamo spento, oltre alla luce dello Studio, anche l’aria condizionata visto che lo split era montato sulla parte attigua al banco da riproduzione; forse una precauzione eccessiva ma in un lavoro dove è fondamentale scongiurare il pericolo del micro mosso perché non farlo?


Modalità operativa

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  • Fotocamera D3x con 60mm Micro Nikkor montata su Stativo da riproduzione
  • Visore dia per retro illuminare la diapositiva
  • Ambiente di lavoro oscurato con riduzione massima delle possibili micro-vibrazioni

 

A questo punto diventa importante la sistemazione della dia sul visore e visto che non stiamo utilizzando un oggetto nato per lo scopo, dobbiamo trovare un modo per cui la pellicola risulti perfettamente in piano affinché sia mantenuto il parallelismo tra piano-sensore e piano di lavoro. Allo scopo è stata costruita ed applicata al visore una maschera in cartoncino di un certo spessore con una finestra poco più grande di 6x6cm. È stato poi mantenuto aperto un lato per favorire l’inserimento (con guanti appositi) della dia. In questo modo velocizziamo anche il flusso di lavoro in quanto una volta stabilita l’inquadratura, questa resterà invariata per tutto il lavoro.

La fotocamera montata sulla piastra dello stativo dovrà essere in “bolla” perfetta con il visore sottostante, per questo una normale livella ci verrà in aiuto ed è anche consigliabile ricontrollare via via se ci sono stati spostamenti involontari durante la lavorazione ed infine deve essere collegato lo scatto flessibile per lavorare in M-Up.


Adesso passiamo alle impostazioni della macchina che dovranno essere ovviamente mirate alla massima qualità, ovvero:

  • Modo di esposizione: Auto a priorità di diaframmi o meglio ancora “M” per decidere con precisione la desiderata esposizione vista dall’istogramma.

  • Diaframmi d’utilizzo: chiusi ma non troppo per evitare la diffrazione. In queste riproduzioni abbiamo adottato diaframmi f/16 o f/22.

  • Dimensione immagine: la massima offerta dalla DSLR in uso ed in questo caso 4.032 x 6.048 in FX.

  • Formato file: NEF (RAW) con campionamento a 14bit senza compressione o con compressione senza perdita.

  • Spazio colore: preferibile l’Adobe 1998 soprattutto per destinazioni di stampa tipografica CMYK.

  • Misurazione Esposimetrica: ininfluente operando in esposizione manuale “M” oppure Matrix, Ponderata Centrale con cerchio d’immagine di 12mm operando in automatismo con priorità ai diaframmi Aperture “A”.

  • Compensazione d’esposizione: ininfluente operando in “M”, necessaria operando nel preferito automatismo di esposizione -1/3 o -1/2 EV.

  • Autofocus: preferibilmente manuale oppure AF con area singola. La modalità Live View potrà offrire la misurazione a contrasto di fase operata sul sensore di immagine.

  • Sensibilità: la minima nominale offerta dalla DSLR in uso,100 ISO su D3x.

  • Bilanciamento del bianco: pre-misurazione manuale per annullare il bilanciamento software in postproduzione RAW/NEF attraverso una gestione di sviluppo in ViewNX o Capture NX 2.

  • Picture Control: neutral per la massima gamma di transizione colore e maggiore coerenza di successivo flusso in ambienti di stampa CMYK.

  • Modalità di scatto: M-Up: per escludere anche le minime vibrazioni apportate dal ribaltamento dello specchio Reflex allo scatto.
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