Francesco Zizola

Uno sguardo inadeguato

 

Fino al 28 aprile il Museo di Roma in Trastevere presenta Uno sguardo inadeguato, un’inedita selezione di fotografie a colori di Francesco Zizola realizzate nel corso degli ultimi 10 anni in 20 paesi del mondo. Curata da Deanna Richardson e prodotta da 10b Photography, l’esposizione propone una rigorosa selezione della produzione a colori di Zizola concentrandosi su una riflessione che chiama in causa non soltanto il suo modo di essere fotogiornalista, ma la natura stessa del suo sguardo e, con essa, un’intera cultura del fare immagine nel contesto di una storia collettiva e globale in cui si avverte l’urgenza e la necessità di comprendere la propria responsabilità all’interno delle complesse dinamiche in cui ognuno è preso e chiamato in causa.


© Francesco Zizola/NOOR - Un venditore ambulante sulla spiaggia di Copacabana. Rio de Janeiro, Brasile. Maggio 2008.

«La peculiarità della mia posizione sta nell’essermi trovato a percorrere il crinale che separa due mondi: quello che divide il mondo di chi guarda da quello di chi è guardato», afferma  Zizola. «Se davvero l’obiettivo della mia macchina è stato gli occhi di coloro che hanno poi visto le mie foto e che hanno così potuto conoscere e formarsi un’opinione su situazioni altrimenti loro precluse dai limiti del loro orizzonte esperienziale e percettivo, la mia responsabilità consiste anche nell’esercitare un costante ripensamento critico della mia posizione di testimone, filtro non-obiettivo (ironia della lingua) alla continua ricerca di un possibile equilibro sul crinale tra quei due mondi. Da dove guardo? Da dove scatto le mie fotografie? Credo che per me sia tempo di aprire la riflessione sul campo dello sguardo, per restituire complessità alle immagini e lasciarle evocare una vicenda che ha viaggiato parallela rispetto a quella di sofferenza, dolore, disperazione, riscatto o rivincita che conosciamo già. Una vicenda in cui chi guarda è ora a sua volta ri-guardato dalle immagini, e chiamato in causa. La storia che ho la speranza di raccontare con queste fotografie è anche quella di chi fino ad ora ha guardato ed è stato a guardare. La storia che ci ri-guarda».


© Francesco Zizola/NOOR - Passanti nel centro di Maseru, capitale del Lesotho. Luglio 2006.

Di seguito, il testo che Deanna Richardson ha scritto per l’occasione: «Dieci anni di viaggi e immagini, percorrendo mondi lontani come quello delle piantagioni di canna da zucchero in Brasile, passando sulle rive del fiume più antico del mondo dove giocano due bambini figli della nazione più giovane al mondo, per finire in un club per soli gentiluomini in via delle Coppelle nel centro di Roma. In queste immagini si snoda il commento personale di un fotografo che ci offre la sua visione del mondo - il nostro mondo - che lui ha attraversato in lungo e largo nel corso degli ultimi dieci anni.


© Francesco Zizola/NOOR - Un ragazzo punta una pistola contro la testa di un altro per gioco.
La violenza è estremamente diffusa in questa regione, a causa continui scontri armati tra la guerriglia e le forze governative.
Rio San Juan, Colombia. Luglio 2007.

Si tratta della seconda mostra personale di Francesco Zizola presso questo museo. Sette anni fa, un’altra mostra dal titolo Born Somewhere espose su queste pareti fotografie in bianco e nero di bambini provenienti da tutto il mondo. Anche in quel caso le foto appartenevano a un progetto lungo dieci anni e per questa ragione si offre come un interessante, e forse irrinunciabile, punto di riferimento. Born Somewhere ci ha raccontato le storie di giovani vite segnate precocemente dalla violenza delle logiche del mondo degli adulti, e lo ha fatto attraverso il linguaggio classico del fotogiornalismo, quello del bianco e nero.


© Francesco Zizola/NOOR - Il Gai Beach Resort, sulle rive del mare di Galilea, è una delle destinazioni preferite dagli israeliani.
Nel suo parco acquatico, il consumo idrico non conosce restrizioni. Israele, Tiberiade. Settembre 2009.

La mostra Uno sguardo inadeguato invece è carica di colori e sembra legittimo considerarla come il controcanto di quella che l’ha preceduta. Se da una parte ci offre scene di ciò che accade intorno a noi e nel mondo, dall’altra sembra quasi che voglia accendere un dibattito, se solo siamo in grado di raccogliere la sfida e metterci a guardare. I bambini di Born Somewhere sono cresciuti? E gli adulti, che cosa hanno costruito? Il colore rende questo sguardo ancora più contemporaneo e ci racconta il qui e ora.


© Francesco Zizola/NOOR - Due bambini giocano sulle sponde di un affluente del Nilo, presso Wau. Sud Sudan, marzo 2011.

La fotografia di Francesco Zizola continua a rivelare l’anima dei luoghi in cui i suoi occhi hanno imparato e imparano a guardare. Le immagini raccolte in Uno sguardo inadeguato non documentano pessimisticamente il capolinea di una civiltà. Questa mostra infatti vuole essere sia una dichiarazione che una serie di punti interrogativi, di metafore, di aperture meta-filosofiche. Uno sguardo inadeguato è una sfida - allo status quo - e un invito ai visitatori a lasciarsi coinvolgere. È soprattutto una visione della condizione umana, come lo sono i due ragazzi che fissano l’immensità dell’onda che sta per infrangersi sulla spiaggia dell’Arpoador di Rio de Janeiro. Un’allegoria essenzialmente metafisica, come se fossimo tu ed io di fronte al mistero dell’universo. Qui ritroviamo il miglior esempio di fotografia documentaristica contemporanea. Una finestra è stata aperta e spetta a noi affacciarci per guardare fuori. E in questo gesto insiste ancora una traccia di speranza».


© Francesco Zizola/NOOR - Due ragazzi attendono l’infrangersi di una grande onda contro la spiaggia dell’Arpoador.
Rio de Janeiro, Brasile. Maggio 2008.

 

Chi è

Francesco Zizola (Roma, 1962) ha fotografato le principali crisi e conflitti che si sono succeduti nel mondo negli ultimi 25 anni. Un forte impegno etico e una personale cifra stilistica caratterizzano la sua produzione fotografica. I suoi progetti e gli assignment per numerose testate italiane e internazionali lo hanno portato in tutto il modo, dandogli l'occasione di ritrarre crisi umanitarie spesso rimaste ai margini della notizia. Francesco ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui nove World Press Photo e quattro Picture of the Year International. Sei sono i libri che ha pubblicato, tra cui 'Iraq' (2007), e 'Born Somewhere' (2004) dedicato alla condizione dell'infanzia in 27 paesi del mondo. Nel 2003 Henri Cartier Bresson include una fotografia di Francesco tra le sue 100 preferite. Da questa collezione nasce una mostra, 'Les Choix d'Henri Cartier Bresson' e un libro. Nel 2007 insieme a un gruppo di colleghi, fonda l'agenzia NOOR, la cui sede è ad Amsterdam. Nel 2008 è tra i fondatori del 10b Photography di Roma, un centro polifunzionale dedicato alla fotografia professionale. Francesco vive a Roma.